L’incredibile anno della Venere nera

L’incredibile anno della Venere nera

Venus Williams, 35 anni, chiude il 2015 alzando l’Elite Trophy e conquistando un’incredibile settima posizione mondiale.

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Cinque anni sono trascorsi; un lustro colmo di sofferenza, colpa di un “problema” che d’improvviso può entrare nella tua vita e la cambia , che tu voglia o no. E’ il 2010 e Venus Williams, trent’anni appena compiuti, deve imparare a convivere con strani disturbi. Al dolore alla caviglia ed al ginocchio , che ne compromettono l’intero 2011, si aggiunge una stanchezza cronica: sono i sintomi della sindrome di Sjogren.

La diagnosi giunge sul finire dell’anno e, in pochi mesi, la vita e la carriera di Venus sono stravolte. Aveva chiuso il 2010 da numero dieci del mondo, ma i due anni successivi si rivelano un calvario. Maledetta sindrome! Il suo riacutizzarsi è causato da stress fisici e psichici. Venus dimagrisce visibilmente, il tono muscolare l’abbandona, le vittorie diventano sporadiche, quasi occasionali. In molti vedono la fine della sua splendida avventura da sette volte campionessa Slam; in molti vedono la fine del suo gioco, espressione di uno dei più cristallini talenti che mai abbiano calcato un campo da tennis.

Venus non è Serena, non lo è mai stata nel fisico, né nel gioco. Il suo tennis ha fattura tecnica e soluzioni di fino che persino a sua sorella sono vietate. Morbida nei passi e veloce come una pantera, intelligenza tattica superiore, controllo e sensibilità uniche, unite alla naturale , ma controllata, potenza. Tutto governato da una mente solidissima e da una determinazione senza eguali. Proprio la determinazione sarà la chiave per trovare la via d’uscita, e di risalita, da un profondo baratro.
La pluricampionessa Slam neanche pensa a gettare la spugna; lontana l’idea del ritiro, si prende il tempo necessario per curarsi e per tentare una difficile convivenza tra tennis e malattia. L’obiettivo è raggiunto!
Lentamente la Venere nera risale la china; già la fine del 2013 lascia ben sperare ma è il 2014 da ricordare come l’anno della prima rinascita: finale a Auckland e Montreal , vittoria a Dubai.

venus-williams-auckland
Inizia il 2015; inizia per Venus una stagione che la vede sempre in crescendo: vittoria  ad Auckland e un’ ottimo quarto agli Australian Open. Sempre più convincenti le sue prestazioni, la continuità sembra ritrovata e , tranne che sulla terra che mal si adatta alle sue caratteristiche e risulta troppo “faticosa” per lei, il suo bilancio è più che positivo. Dieci i confronti con le top ten, appena tre le sconfitte. Il fisico sembra ormai a posto e la resistenza tornata a livelli ottimali: i confronti che si concludono al terzo set la vedono vincente dieci volte su quattordici.
Ne è prova ulteriore l’ultima, straordinaria , parte della stagione. Dopo aver ben figurato a New York, dove è sconfitta da Serena ai quarti di finale, nel momento in cui molte colleghe appaiono alla frutta , lei inanella una serie di successi e sfiora la qualificazione al Master di Singapore.
Venus vince a Wuhan e trionfa contro Karolina Pliskova nella finale del Masterino di Zhuhai, dove risulta, a tratti , letteralmente ingiocabile.

venus wuhan
Siamo dinanzi ad un vero miracolo sportivo! Venus ha tratto dal suo profondo amore per il tennis la voglia e l’energia per ritornare là dove il suo tennis merita di essere. I tanti traguardi raggiunti, l’età e le traversìe passate avrebbero suggerito a molte la via del ritiro. A molte, ma non a lei.
Ispiratrice come solo le “vere” grandi sanno essere,  Venus  chiude la stagione al numero sette del ranking , a trentacinque anni compiuti.

venus zhuhai
Lottando contro la malattia e contro la carta d’identità, la Venere nera ha dato a tutti una lezione di vita, dimostrando , ancora una volta, che la passione è l’unica strada per il successo non effimero, nel tennis come nella vita.

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