Maria Sakkari: viaggio verso l’Olimpo del tennis

Maria Sakkari: viaggio verso l’Olimpo del tennis

La giovane tennista di Atene raggiunge il miglior risultato della sua carriera, agguantando le semifinali del torneo di Wuhan e il suo best ranking di top 50

di Antonio Spanò

Il 25 luglio del 1995 nasceva ad Atene Maria Sakkari, figlia di Angeliki Kanellopoulou, ex top 40 Wta verso la fine degli anni ottanta.

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UN DESTINO SCRITTO– A differenza di quanto ci si possa aspettare da un figlio di sportivi, Maria sin da piccola era stata allontanata con le unghie e con i denti dal gioco della racchetta. Mamma e nonno sognavano un futuro del tutto diverso per lei, sicuramente con più garanzie, economiche e non. Il continuo viaggiare e la totale dedizione e abnegazione che uno stile di vita di questo tipo avrebbe richiesto, faceva loro contorcere il naso.

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Ma la genetica, si sa, non è un’opinione. Così, alla tenera età di 5 anni, Maria mette per la prima volta piede in un campo da tennis, senza che nessuno glielo avesse precedentemente imposto o consigliato. L’amore per il tennis era un qualcosa che albergava in lei sin dalla nascita, malgrado i mille precedenti tentativi di farle praticare gli sport più sparati, iniziando dalla danza fino ad arrivare al karatè.

L’APPRODO NEL TENNIS CHE CONTA-Dopo una discreta carriera juniores, arricchita da 11 titoli itf (sette in singolare e quattro in doppio), fa il suo esordio nel circuito Wta nel 2012, alle qualificazioni degli internazionali di Palermo. Inizia così la sua vera e propria carriera tennistica, di certo non contornata da risultati da sobbalzare dalla sedia. Nel 2013 si trasferisce a Barcellona, dove inizia ad allenarsi con German Puentes, nella Portas-Puentes Tennis Academy. Il diritto carico e il rovescio leggermente più incisivo, sono segni classici della caratteristica impronta spagnoleggiante. Dopo una discreta carriera juniores, arricchita da 11 titoli itf (sette in singolare e quattro in doppio), fa il suo esordio nel circuito Wta nel 2012, alle qualificazioni degli internazionali di Palermo. Inizia così la sua vera e propria carriera tennistica, di certo non contornata da risultati da sobbalzare dalla sedia. Nel 2013 si trasferisce a Barcellona, dove inizia ad allenarsi con German Puentes, nella Portas-Puentes Tennis Academy. Il diritto carico e il rovescio leggermente più incisivo, sono segni classici della caratteristica impronta spagnoleggiante.

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Nel 2015 cerca di muovere un pó lo acque, fin a quel momento troppo chete, affidandosi, questa volta, alla guida dell’ex campione slam Thomas Johansson, ex allenatore di Borna Coric e David Goffin. Nel 2017 riesce a raggiungere tre terzi turni slam, rispettivamente a Melbourne, Wimbledon e Us Open.

UNA SETTIMANA DA INCORNICIARE- La probabile svolta alla sua carriera, si spera, sarebbe arrivata da lì a poche settimane. Infatti, attualmente, Maria si è issata fino alle semifinali del Dongfeng Motor Wuhan Open, raggiungendo il miglior risultato della sua giovane carriera. Il superamento delle qualificazioni e l’aver battuto Putintseva, Vesnina, Wozniacki e Cornet non sono affatto un caso. E chissà che, in semifinale, possa arrivare un’altra sorpresa, dove a farne le spese potrebbe essere la francese Garcia.

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A prescindere dal risultato, i progressi fatti sono grandissimi. La giovane ventiduenne ha raggiunto la top 50, best ranking della sua carriera. Deve scalare ancora dei gradini per diventare la miglior tennista greca di sempre, superando la madre e la più esperta connazionale Danilidou, top 15 nel lontano 2003. Il tempo e volontà sono dalla sua parte.

Non ci resta che augurarle buona fortuna!

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