Marketa Vondrousova, sedici anni di grandi speranze

Marketa Vondrousova, sedici anni di grandi speranze

Alla scoperta dell’ ultimo talento valorizzato della eccezionale scuola ceca.

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Marketa Vondrousova , sedicenne mancina , è l’ultimo grande prospetto della prolifica scuola ceca.  La giovane nativa di Sokolov  occupa al momento la posizione numero 339 del ranking Wta ma, ne siamo certi, la partecipazione all’Open di Praga  darà grandi frutti, non soltanto per la classifica.

Marketa ha già conquistato tre  titoli in singolare ed altrettanti in doppio  nel circuito  ITF. Il 2015, poi,  è stato particolarmente proficuo per lei; sono infatti arrivati ben due titoli Slam  Juniores in doppio in coppia con la connazionale Miriam  Kolodzejova. Il primo a Melbourne , il secondo a Parigi.

Solida nei fondamentali, saggia nell’uso delle curve mancine, prestante quanto basta per ben occupare il campo senza  compromettere la mobilità, Marketa  molto ha preso in manualità dalla sua attitudine al doppio.

Inoltre, la nuova “rising star” ceca sembrerebbe sfuggire alla regola che vuole le pluricampionesse di Fed Cup eccellere in tutto , ma difettare in solidità mentale.

Prova ne sia la discontinuità di prestazione in cui spesso cadono campionesse del calibro di Petra  Kvitova e Lucie Safarova; vittime di vere e proprie disarmanti amnesie.

marketa 1

L’autorevolezza dimostrata contro la più esperta francese  Ocean Dodin, cui ha lasciato solo cinque game , unita all’intensità con cui ha lottato contro la veterana Sam Stosur danno indicazioni diverse dal consueto.

Ovvio che , per ora, Marketa ha da lavorare  tanto su molti aspetti del suo gioco . Ancora acerba è la gestione del match in taluni momenti ma, di certo, non le difetta una ottima visione del gioco che sembra mettere l’inventiva al servizio delle potenti armi di cui è, indubbiamente, dotata.

Se siamo dinanzi ad una futura stella del tennis femminile solo il tempo, ovviamente , lo dirà.

Ciò che è certo è che, ancora una volta,  l’ottima scuola ceca sembra aver fatto centro. Dietro una così grande quantità di talenti valorizzati vi è un sistema che funziona  a dovere, ed un modello cui rifarsi.

Lassù , alle latitudini ceche, l’italico stellone  spesso  invocato per rianimare le sorti del nostro tennis, davvero non sembra necessario.

1 commenti

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  1. Antonio Quarta - 1 anno fa

    Si…il nome da’ grandi speranze

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