Miami: Il Pagellone femminile

Miami: Il Pagellone femminile

Terminato il Premier Mandatory di Miami, quali novelle maestrine dalla penna rossa ci sentiamo di assegnare i voti alle prestazioni delle nostre eroine. Saremo clementi, non vi preoccupate.

SERENA WILLIAMS- 9–
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Orbene: 1412imo torneo vinto, 746 partite consecutive senza sconfitte, 82 avversarie tumulate dall’inizio del 2015. Nulla sembra poter intaccare l’inviolabilità tennistica dell’anaconda statunitense. Spesso però i totalitarismi naufragano a causa degli stessi dittatori, vittime delle proprie farneticazioni mitomaniache, e Serena non fa eccezione. Dopo la vittoria in semifinale contro Simona Halep l’americana ha avuto la spudoratezza di lamentarsi per il proprio gioco, a suo dire deludente e rivedibile. Cara Serenona, se l’ozio è il padre dei vizi l’ingordigia è la madre dei mazzi, quelli che ogni rivale vorrebbe farti. Ti consigliamo di mettere a dieta il tuo ego famelico, altrimenti la fine che potresti fare è questa.
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CARLA SUAREZ NAVARRO- 9 e tre quarti
Miami Open Tennis - Day 9
Che buffa Carlita. Ha sempre l’espressione di una bambina a cui hanno appena rivelato che Babbo Natale è un narcotrafficante. Poi la vedi scendere in campo e pensi “Ma ora Super Tennis trasmette pure le partite del trofeo topolino?” Poi la vedi giocare e ti lasci stregare dal suo ponderato estro. Essenziale e chirurgica, il che non inficia la spettacolarità di certe sue mirabili soluzioni, mai banali e fini a se stesse. Proprietaria del miglior rovescio ad una mano del circuito WTA e di un’accortezza tattica ineccepibile. A Miami il suo cammino sarebbe da premiare con un 10, la scialba prestazione fornita in finale però non le permette di raggiungere il massimo dei voti. Carlita non piangere dai, smettila di sbattere i piedini, noi i 10 non li regaliamo, la prossima volta andrà meglio vedrai. E comunque Babbo Natale fa pure lo strozzino.

SIMONA HALEP- 7.2
Miami Open Tennis - Day 5
Di riffa o di raffa la rumena almeno una semifinale la porta sempre a casa. Inizio in sordina il suo. Un set perso contro la rediviva Vaidisova, prima di estinguere le ultime due italiane rimaste in tabellone: in prima battuta avendo la meglio, non senza tribolazioni, della peggior Giorgi di sempre, per poi regolare la Penna limitandosi allo stretto necessario.
Il meglio di sè lo ha dato quando contava davvero, costringendo la vincitrice in pectore, tal Williams, ad una concitata battaglia, risoltasi al fotofinish del terzo set. La versione 2015 di Simona ruba meno l’occhio rispetto a quella della passata stagione, ma sembra molto più attrezzata per poter vincere il suo primo torneo del Grande Slam.

ANDREA PETKOVIC- 7+
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Da Andrea non sai mai cosa aspettarti, in perenne equilibrio tra prepotenza e friabilità. Fino alla semifinale la tedesca sembrava aver contratto il morbo di Cilic, quella rara patologia che ti permette di giocare da divinità per una, massimo due settimane l’anno, salvo poi ridurti ad una larva per la restante parte della stagione. La Petko ha letteralmente triturato chiunque le capitasse a tiro, seviziando avversarie non proprio remissive, Pliskova e Makarova su tutte. Questo fino al penultimo atto del torneo, quando si è fatta rosolare a fuoco lento dalla succitata Navarro. Al di là di questa severa lezione Andrea ha dimostrato, una volta in più, di potersela giocare con chiunque. Una delle gatte meno pelabili che possano capitare.

AGNIESZKA RADWANSKA – N.G.
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Il trattamento Navratilova sta sensibilmente contribuendo all’evoluzione di Aga. La polacca infatti è diventata una sostenitrice sempre più convinta dei diritti delle coppie omosessuali, battendosi in prima persona per garantire loro la possibilità di adottare dei bambini. Nei ritagli di tempo, tra una manifestazione e l’altra, si diletta nel gioco del tennis, ma è più un hobby che altro.

ANA IVANOVIC- 3
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La latitanza della serba è seconda solo a quella di Cesare Battisti. Eliminata brutalmente dalla Lisicki la Ivanovic, in piena crisi di identità tennistica, sembra aver disperato bisogno di una figura autorevole e carismatica, in grado di traghettarla fuori da questo nefasto stillicidio di amarezze. Ana, io sono autorevole, carismatico e, all’occorrenza, pure uno zerbino da calpestare senza tregua. Il mio numero lo puoi trovare nelle migliori toilette d’italia, chiamami.

EUGENIE BOUCHARD- 1-
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Clamorosa vittoria della bambola sgonfiabile canadese, ovviamente non parliamo di tennis. Dopo la precoce estromissione dal torneo di Miami, ultima di un’interminabile serie, Génie ha trovato il suo riscatto nella tradizionale partita di burraco, immancabile rito di tutti i pranzi pasquali in casa Bouchard. La tenera ninfomane si è aggiudicata la mano decisiva, in un serrato testa a testa con la nonna. Per dovere di cronaca siamo costretti ad aggiungere che la nonna è ipovedente, priva degli arti superiori e ormai prossima al picco alzheimeriano. Però è pur sempre un inizio, daje Genie.

ROBERTA VINCI- ?
Roberta-Vinci-French-Open-4th-round_2953729Robertina invece non ce l’ha fatta, battuta nettamente da nonna Bouchard.

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