Muguruza, quando il sogno è già quasi realtà

Muguruza, quando il sogno è già quasi realtà

Garbine Muguruza nell’anno iniziale della sua carriera comincia con l’ambita convocazione alle WTA Finals. dice la spagnola “Penso che comunque bisogna tenere sempre a mente che l’attenzione va alle partite, e ai tornei e che il futuro si costruisce un punto alla volta se vogliamo fare grandi cose, cioè se vogliamo che il sogno si avveri”

Per molti giovani tenniste di talento la vera sfida non è quella di diventare delle superstar ma piuttosto di non perdere la strada verso il top.
Molte giocatrici che sono state indicate come promesse hanno avuto difficoltà a confermare delle indubbie anche se sporadiche prestazioni positive.
L’americana Sloane Stephens, per esempio, dopo aver raggiunto la semifinale nell’Australian Open del 2013 è stata subito indicata dai media e dagli esperti di tennis come nuova promessa del tennis. E così pure è stato per la canadese Eugenie Bouchard, che dopo aver raggiunto la semifinale al Roland Garros e la finale a Wimbledon era stata subito presa nel mirino.
Da un po’ di tempo invece la “scommessa nuove-promesse-femminili” è tutta su Garbine Muguruza.

La 22enne venezuelana naturalizzata spagnola ha avuto una crescita continua negli ultimi due anni e ha fatto un rapidissimo balzo in avanti in occasione della finale a Wimbledon dove perse, si, dalla n1 del mondo Serena Williams in due set, ma certamente si fece notare nel circuito.
Garbine Muguruza fortunatamente è consapevole che sul suo cammino potrebbero esserci degli ostacoli dopo i trionfi iniziali, dei mesi di black out come è stato per Sloane Stephens e Eugenie Bouchard, ma spera di fare i passi giusti per non rischiare di cadere nel “crollo del secondo anno” dopo la splendida stagione passata. Muguruza è la prova vivente che le cose possono accadere. “Credo che sia difficile gestire molte cose per una top player, ad ogni modo spero di riuscire a farlo meglio delle mie colleghe Bouchard e Stephens”muguruza2

Questa settimana la Muguruza è a Singapore come seconda del seeding dopo Simona Halep. L’anno iniziale della sua carriera comincia con l’ambita convocazione alle WTA Finals. Mercoledì ha sconfitto una potente picchiatrice come Angelique Kerber in due set per 6-4 6-4 dopo aver già sconfitto Lucie Safarova per 6-3 7-6 ed essersi portata  a 2-0 nella sua porzione del “round robin”.
A 22 anni già n 3 del ranking mondiale, Muguruza è la prima spagnola dopo Arantxa Sanchez nel 2001 a giocare alle WTA Finals, ed è anche la prima a raggiungere una finale Slam da Conchita Martinez che arrivò nel 2001 in finale al Roland Garros.
La stessa Sanchez-Vicario che è a Singapore per giocare con le “Leggende”si è detta molto orgogliosa che la Spagna abbia una tennista alle Finals.”Abbiamo ovviamente molte aspettative per Garbine e per la Spagna, ed io personalmente sono molto felice e eccitata di vederla giocare qui a Singapore, dopo i risultati in Cina e a Wimbledon. Credo che sia fra le più probabili vincitrici”
Curioso è che Garbine Muguruza gioca alle Finals anche in doppio per il secondo anno consecutivo con la sua compagna Carla Suarez Navarro. La coppia spagnola oggi ha superato le sorelle Chan e chiude in testa al gruppo bianco accedendo alla semifinale. Il confronto con Arantxa Sanchez, che fu n1 in singolo e doppio nel 1995 viene naturale, anche se ciò che sta facendo Garbine è un’impresa ancora maggiore.

Muguruza dopo Wimbledon ha collezionato dei risultati un po’ a singhiozzo, perdendo al primo turno a Toronto e a Cincinnati e lasciando gli US Open al secondo round. Ma si è subito ripresa a Tokyo arrivando ai quarti e giocando 2 settimane da sogno a Wuhan, dove ha raggiunto la finale e a Pechino dove ha conquistato il titolo.
“ Ho imparato molte cose dopo Wimbledon -dice la spagnola- credo che la gente si crei delle aspettative superiori dopo che hai raggiunto tali risultati. Io cerco di mantenere la calma e la serenità del mio gioco e di non pensarci”
La stagione asiatica ha visto accanto alla Muguruza un nuovo coach, Sam Sumyk, già coach dell’Azarenka dei tempi d’oro e di Eugenie Bouchard purtroppo senza grossi risultati.”Stiamo lavorando duro-racconta Garbine-mi sembra che tutto stia andando molto bene e la nostra collaborazione sicuramente continuerà nel 2016. Sono felice di come stanno andando le cose, è tutto perfetto.”
Difficile non riconoscere nella Muguruza il talento grezzo che sta emergendo. L’unico problema è quello di innervosirsi spesso e di commettere gratuiti o essere coistretta alla seconda di servizio, come è successo mercoledì contro la Kerber.
Alla domanda se crede di essere la prossima superstar del tennis o se pensa di essere la giocatrice da battere a Singapore con un po’ di humor e umiltà risponde”Tutte le volte me lo chiedono ed io rispondo –Ebbene non so! Mi piacerebbe esserlo” dice sorridendo” Vediamo come va, se il desiderio si avvera, non credo esista una vera risposta, anche se è fantastico che la gente veda in me una futura top player”
Naturalmente essendo già n3 del mondo sembrerebbe che il futuro per lei sia già arrivato. Si direbbe che è proprio nel posto in cui si merita di essere per mantenere il suo “momentum”
Domani la Muguruza tornerà in campo contro Petra Kvitova per bissare il successo colto stamane e raggiungere la semifinale del torneo di singolare
“Sicuramente è tutto incredibile –dice Muguruza– penso che comunque bisogna tenere sempre a mente che l’attenzione va alle partite, e ai tornei e che il futuro si costruisce un punto alla volta se vogliamo fare grandi cose, cioè se vogliamo che il sogno si avveri”

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