Piotr Wozniacki: “La motivazione non è diminuita nel nostro team”

Piotr Wozniacki: “La motivazione non è diminuita nel nostro team”

Il padre ed allenatore dell’ultima vincitrice degli Australian Open parla di come è stato gestito un successo del genere. “Abbiamo ancora dei sogni da realizzare”.

di Jonathan Zucchetti, @J_Zucchetti

Il primo slam

Abbiamo dovuto aspettare molto tempo per vedere Caroline Wozniacki finalmente capace di sollevare un titolo dello slam. Però, agli Open di Australia, a 27 anni, contro la numero 1 al mondo, la danese vinceva la prtita che la ricompensava di una carriera in cui molti tendevano a sminuirla.
A comando di questa spedizione c’era, ovviamente, suo padre Piotr, causa prima di questa grande avventura e, probabilmente, il padre più orgoglioso al mondo nel momento in cui il mondo stesso guardava e si rallegrava dell’impresa compiuta da sua figlia in Australia. Ma il viaggio non finisce qua, ma continua, con un titolo molto prestigioso in borsa, ma continua.

“La nostra motivazione dopo Melbourne non è calata neanche un po’”, rivela il padre della danese. “Quest’ultimo risultato è l’esito di moti anni di duro lavoro; non sono stato sorpreso, non è stata una vittoria inaspettata. Abbiamo lavorato su tutto, e in un certo senso eravamo pronti per questo. Caroline ha la mentalità di Federer e Serena, e per questo non dormirà sugli allori. Se vince un titolo, vuole immediatamente il secondo, poi il terzo e via così. Quello che so, è che non le piacerebbe per niente termianre la sua carriera ora, e pure io, da padre e allenatore, ho ancora molti obiettivi da raggiungere“, afferna.

Se torniamo a qualche stagione fa, molti avrebbero visto come conseguenza ovvia di una vittoria slam il ritiro. “Saranno lei e suo marito a decidere quando smettere con lo sport e rallentare un po’. Non voglio interferire con la loro vita, e sono pronto per quando verranno da me e diranno: papà, chiudiamo con lo sport, abbiamo altre priorità ora”. Da parte mia non ci sarà alcun tipo di pressione o persuasione”, sottolinea Piotr.

Il cambiamento

Per certo, tutto è cambiato agli U.S. Open 2016, un cammino che ha portato ad una grande gioia. “Tutti quanti sapevamo che, prima o poi, avrebbe ancora messo da parte momentaneamente la propria vita privata per trovare il giusto equilibrio. Il tennis non c’ha fatto dimenticare le sconfitte, navighiamo ancora nello stesso mare. Dopo aver vinto l’Open d’Australia ed essere tornata in cima alla classifica, il sole continua a sorgere e calare. Ora abbiamo un nuovo piano sportivo per quello che verrà, e lo metteremo in atto”, afferma l’allenatore.

Padre ed allenatore

Lui, però, non è solo allenatore, ma anche padre per 24 ore al giorno. “Penso di essere maturato e migliorato come allenatore. All’inizio ho commesso errori, e sono certo che alcune cose si potevano fare meglio. Non ho mai giocato a tennis professionisticamente, ero un calciatore io, ma ora come ora, senza volermi vantare eccessivamente, penso di essere uno dei migliori allenaori in circolo”, afferma Piotr.

Una professione rischiosa come l’allenatore merita di essere esaltata se le cose vanno bene. “Essere un allenatore di tennis, per me, è una delle cose più complicate comparse con lo sport moderno. E’ un rompicapo che consiste in molti piccoli pezzi, sparpagliati e divisi. A dirla tutta, ho sempre avuto molte buone intenzioni, ma non sempre ne ero all’altezza. Ma Caroline ha preso questa determinazione, disciplina e ambizione e ha superato questo periodo difficile senza scomporsi troppo. Non si è mai ribellata né domandata se fossero giuste certe decisioni, ma ha sempre avuto molta fiducia. Ha messo in pratica quello che dicevo, anche se ha volte non con grandi risultati. Grazie a questa attitudine è arrivata dov’è ora“, dice il padre con orgoglio.

“Il limite tra l’essere padre e allenatore è molto sottile, ma non bisogna mai superarlo”, dice uno dei tanti papà che fanno da allenatori alle proprie figlie nel circuito. “Sia io che Caroline siamo persone responsabili, possiamo fare bene senza urlare o emozionarci. Se non arrivassero nuovi stimoli dopo dodici anni di lotte per questi obiettivi, staremmo impazzendo. Queste cose non si insegnano in alcuna università. Dopo tanti anni so perfettamente quando mostrare una faccia impassibile dalle tribune e quando entrare in campo per fare osservazioni forti a Caro“, dice grazie all’esperienza.

Oggi Wozniacki ha perso la prima posizione mondiale in favore di Simona Halep, anche se ora l’obiettivo è riempire le vetrine con altri titoli slam. “Abbiamo aspettato a lungo questa prima vittoria, i prossimi titoli arriveranno più velocemente? Si vedrà. Ricordo sempre quello che mi ha detto Wojciech Fibak quando abbiamo parlato la prima volta di Caroline, all’inizio di tutto. Mi disse onestamente quali erano i suoi punti forti. Non vedeva una mano di talento come per Radwanska, ma una gran lavoratrice. “Se ogni anno lavora e si migliora fisicamente, arriverà in cima”, mi aveva detto”, conclude.

Fonte: punto de break.

1 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. Massimo Mangiarotti - 7 mesi fa

    Se torna in forma la Williams non ce n’è per nessuno.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy