Ripercorriamo il 2018 di Camila Giorgi

Ripercorriamo il 2018 di Camila Giorgi

Grazie al sito WTA, ripercorreremo il 2018 di Camila Giorgi, raggruppando interviste e risultati. Camila è partita lo scorso anno dalla 100esima posizione, fino ad arrivare al suo secondo titolo in carriera colto a Linz ed al best raking di numero 26.

di Luciano Nocera

“Non mi piace parlare di me” ha dichiarato Camila Giorgi prima del big match contro Serena Williams, nel suo primo quarto di finale Slam (colto a Wimbledon). La ragazza italiana, timida di fronte alle telecamere, è stata per la maggior parte della sua carriera sotto un radar d’eccezione, viste le sue grandi capacità. Durante la sua carriera, ha battuto molte Top10 vincendo due titoli WTA, conquistandosi la reputazione di essere capace di sfruttare molte volte i tabelloni lasciati aperti da uscite premature di grandi giocatrici. Ma la sua timidezza fuori dal campo è in netto contrasto con la sua aggressività dentro il rettangolo di gioco: potentissimi fondamentali che inseriscono la Giorgi tra le giocatrici più aggressive del circuito. Camila è felice di lasciare suo padre e coach Sergio ad occuparsi della gestione della sua fama, mentre lei fa parlare il suo tennis. Il “2019 Scouting Report” della WTA ripercorrerà il 2018 di Camila Giorgi tramite le sue parole, quelle del padre e scopriremo il perchè potrebbe essere nei prossimi mesi una minaccia costante nel circuito.

        1. Camila ha inziato l’anno al numero 100 per terminarlo al numero 26.

A causa di un infortunio al gomito che ha penalizzato Camila nella seconda metà del 2017, il suo anno è iniziato dall’ottantesimo gradino del ranking, prima di scendere al numero 100 dopo la prematura eliminazione a Shenzhen. Un inzio peggiore rispetto alla stagione 2013, quando è entrata agli AO da n. 99.

Ma la fortuna gira e anche per Camila è stato così. Con una condizione fisica spesso instabile, ma comunque migliore rispetto a quella della stagione precedente, i miglioramenti della Giorgi si sono visti già a Sydney, subito dopo Shenzhen. Da questo momento in poi, una grande Camila è arrivata al gradino numero 26 del ranking grazie al secondo titolo WTA conquistato a Linz, nelle condizioni di gioco per lei più adatte: cemento indoor.

“Camila è arrivata al numero 26 senza giocatore tornei importanti come Doha, Dubai, Indian Wells, Madrid, Beijing e tanti altri grandi eventi” ha aggiunto Sergio Giorgi, padre e coach di Camila, al giornalista italiano Giulio Gasparin di  SportFace.it. “L’anno prossimo la cosa più importante è che stia bene fisicamente, sperando che possa giocare un’ottima trasferta australiana”.

        2. Semifinale a Sydney battendo tre big.

Sydney è stata la prima tappa di un mitico 2018. Il torneo per Camila è iniziato dalle qualificazioni e durante il percorso che l’ha portata alla prima semifinale stagionale, ha battuto la Stephens al primo turno, lasciandole solo tre giochi. Al turno successivo ha vinto su Petra Kvitova in due set, concludendo la sua cavalcata battendo Aga Radwanska nei quarti, prima di arrendersi alla Kerber.

“Attualmente credo di star giocando bene, come anche lo scorso anno. Nel 2017 non ho avuto l’opportunità di giocare, questo è stato il mio grande problema. Per giocare come sto facendo, devi vincere molte partite. Preferisco pensare di giocare un match alla volta, cercando di migliorare in ogni incontro… Cercando di fare meno errori e lavorando altri aspetti del mio gioco”.

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3. Un risultato che dopo il 2017, vale molto di più.

Il grande risultato colto a Sydney ha una particolare valenza visto il modo in cui aveva finito il 2017, quando, a causa dell’infortunio al gomito, era stata costretta a chiudere l’anno dopo lo US Open.

“Lo scorso anno ho smesso di giocare per tre mesi di fila, per questo inziare a Shenzhen è stato complicato, non è mai semplice ricominciare dopo tanti mesi di stop. E’ stato frustrante perchè stavo giocando molto bene, ma ho avuto moltissimi infortuni che non mi hanno permesso di giocare. Voglio dire, mi sono fermata dopo lo US Open perchè ero infortunata. Da questo momento, non ho più giocato un match nel resto della stagione. Mi sono ritirata da ogni torneo sperando di stare meglio, ma non è stato così. Ma ora sto bene, sono in forma e questa è la cosa più importante”.

4. E’ risaputo che la Giorgi sia pericolosa come poche.

Le sue vittorie contro Stephens, Kvitova e Radwnaska possono aver fatto girare la testa a molti appassionati, ma i suoi fans non ne sono rimasti stupiti.

Secondo la Giorgi è perchè affronta gli incontri sempre con la stessa filosofia: “Io penso solamente a fare il mio gioco, non a chi sto affrontando dall’altra parte della rete”.

Una tattica che l’ha portata ad essere considerata la classica “mina vagante” nei tabelloni WTA, non a caso, durante la sua carriera, ha collezionato parecchi scalpi importanti. La sua ultima vittoria contro una Top 10 risale al torneo International di Tokyo, dove ha battuto in tre set l’attuale detentrice degli Australian Open, cioè Caroline Wozniacki. Ma Camila ha battuto tante altre grandi giocatrici: Maria Sharapova, Elina Svitolina, Victoria Azarenka, Agnieszka Radwanska sono solo alcune delle tenniste che si sono arrese davanti ai vincenti dell’azzurra.

5. Questa mentalità ha portato la Giorgi ad arrivare al suo primo quarto di finale Slam a Wimbledon.

La rinascita della Giorgi è avvenuta a Sydney, ma ha trovato continuità anche nel resto della stagione. Durante la parentesi su terra, superficie che piace meno all’italiana, sono arrivati la semifinale a Praga ed il terzo turno a Parigi perso 8-6 al terzo con la futura finalista Sloane Stephens.

Ma il meglio doveva ancora venire, sulla superficie da lei preferita. A Wimbledon ha sorpreso tutti battendo al primo turno la Sevastova, che era tra le 32 tds del tabellone, ed ha proseguito la sua striscia positiva fino ad arrivare ai quarti di finale e strappare il primo set a Serena Williams, veterana e pluricampionessa Slam.

“Dopo tanti anni di duro lavoro, sei riuscita finalmente a raggiungere un grande risultato in un torneo Slam. Sei sorpresa di aver raggiunto un risultato del genere?”

“No, non sono per nulla sorpresa. Ho sempre lavorato duro per trovarmi qui. Nelle ultime due stagioni ho avuto molti problemi, a volte infortuni, mentre altre volte poca fiducia. Penso che in questa stagione avrò maggiore continuità, che infatti mi ha permesso di centrare questo risultato”.

      6. Il suo miglior match in carriera perso contro Serena Williams.

Nel suo primo quarto di finale Slam in carriera, dall’altra parte della rete non poteva che esserci la rinata Serena Williams, tornata in gran forma dopo lo stop dovuto alla maternità.

Prima del match, Serena ha detto qualche parola sulla Giorgi: “Camila ha un gioco potente. Nonostante sia minuta, gioca in modo molto aggressivo, vista la sua taglia. Si muove benissimo sull’erba, l’ho vista giocare molte volte. Penso di conoscere il suo gioco e starò in guardia durante la partita. Ogni volta che la affronto gioca ad un livello molto alto. La cosa stupefacente è che gioca così contro tutte, senza pensare chi affronta. Non sarà un match facile!”

Nonostante la sconfitta, Camila ha dimostrato nella sua conferenza stampa post-match la stessa calma che l’ha caratterizzata durante la settimana: “Sono molto felice. Voglio dire, ho giocato molto bene anche oggi. Questa esperienza mi aiuterà molto per il resto della stagione. Penso sia stata un’ottima settimana”.

        7. Un’acciaccata Giorgi conclude l’anno con la vittoria del WTA di Linz.

Il grande risultato colto a Wimbledon ha aiutato la Giorgi sotto tutti i punti di vista, soprattutto quello mentale. Dopo Wimbledon, non a caso, ha superato le qualificazioni a New Haven e si è spinta fino al secondo turno. A Tokyo ha invece battuto la numero 1 del seeding Caroline Wozniacki prima di arrendersi in semifinale alla campionessa dello US Open Naomi Osaka.

Nonostante Tokyo sia un appuntamento giocato nel rush finale dell’anno, non è l’ultimo torneo. È infatti succeduto dal torneo di Linz, un International giocato suol cemento indoor che ha visto vincere tante importanti giocatrici. E’ qui che Camila ha espresso un livello di gioco molto alto nonostante un problema fisico alla gamba: “Camila ha fatto un grande sacrificio nel partecipare a questo torneo, non si è allenata per dieci giorni ma ha deciso di confermare la sua presenza a Linz. Alla fine del torneo è stata, ovviamente, entusiasta della sua decisione e di come sia andata a finire. Ha vinto il torneo senza allenarsi, senza una gamba, è stato incredibile! Ero preoccupato perchè ero a conoscenza delle sue condizioni. Le ho persino chiesto se preferisse ritirarsi, ma lei non ha voluto. E’ stato impressionante” ha dichiarato Sergio Giorgi a SportFace.it .

La vittoria a Linz è stata la seconda per Camila, dopo quella di ‘s-Hertogenbosch nel 2015. La tennista azzurra ha comunque raggiunto nel corso della sua carriera altre quattro finali: Linz 2014, Katowice 2014, 2015, 2016.

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        8. Camila è allenata dal padre Sergio, mentre la madre Claudia crea i suoi completi tennistici.

Nonostante Camila sia nata in Italia, a Macerata, suo padre è argentino. E’ semplice scrutarlo nel box, con quel suo stile sudamericano ed il viso sempre in fermento. Non ha mai giocato a tennis, ma è un veterano di guerra. La madre Claudia invece è una stilista e crea tutti i completini che sua figlia indossa. Ha due fratelli:  Leandro che è il più grande ed Amadeus che è il più piccolo. Camila aveva anche una sorella, chiamata Antonella, purtroppo tragicamente e prematuramente mancata all’età di 23 anni a causa di un incidente d’auto.

La timidezza dimostrata da Camila di fronte alle telecamere sembra essere stata ereditata dalla madre Claudia, come ci suggerisce Sergio: “Claudia è molto riservata, come Camila. Quando è venuta alcune volte a vederla giocare, si è seduta lontana da me e ricordo che una volta era furiosa a causa di una fotografia scattatale da un fotografo”.

Sergio inizialmente era uno studente di Medicina in Argentina, ma dopo aver ricevuto una borsa di studio per studiare in Italia, si è trasferito con tutta la famiglia. Nell’Università di Macerata, nel Dipartimento di Scienze Motorie, è diventato un preparatore atletico.

“Avrei potuto continuare Medicina, ma avevo dato solamente quattro esami in due anni. Per quanto avessi provato, avevo quattro bambini e non potevo andare avanti. Mia moglie insegnava Arte Contemporanea all’università ed inizialmente lavoravo per lei, però non ce la facevo a restare chiuso in ufficio per tutto quel tempo e quindi ho capito che non era il posto adatto a me. Così sono scappato ed ho fatto vari lavori, tra cui allenare”.

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        9. Prima ginnasta, poi tennista.

Prima di prendere definitivamente in mano la racchetta, Camila praticava ginnastica artistica: “Camila iniziò a tre anni ginnastica artistica a Macerata. Era molto brava, infatti fu anche chiamata dalla Federazione Ginnastica d’Italia per unirsi al team nazionale, ma Camila non volle trasferirsi a Milano. Ha deciso di giocare a tennis dopo aver visto il fratello. Io non avevo mai preso in mano una racchetta, infatti passarle la palla era un disastro! Le condizioni che le imponevo erano severe, allenamenti indoor in inverno senza mangiare. Mia moglie voleva uccidermi! Ma per fare il professionista, hai bisogno di un fisico solido e di una mentalità di ferro”.

La Giorgi ad 11 anni si è trasferita nell’Accademia di Patrick Mouratoglou, che sarebbe poi diventato l’allenatore di Serena Williams. Ci è rimasta per quattro anni, prima di trasferirsi da Nick Bollettieri, il coach di tantissimi futuri campioni, per sette mesi.

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        10. Camila e la bandiera azzurra, ritorno in Fed Cup dopo 3 anni.

Il grande potenziale della Giorgi ha definito un periodo italiano al femminile di enormi successi. I trionfi Slam della Schiavone al Roland Garros, della Pennetta allo US Open, delle finali di Sara Errani al Roland Garros e della Vinci allo US Open, con il Career Grand Slam delle ultime due citate in doppio. Un periodo d’oro che però, a causa dei ritiri di Pennetta, Vinci, Schiavone e della squalifica per doping involontario inflitta alla Errani, ha lasciato Camila l’unica portabandiera azzurra nel mondo.

L’ultima partita della Giorgi in Fed Cup si è disputata nel 2016. Ad aprile di quell’anno, a causa di una mancata risposta positiva ad un’importante convocazione contro la Spagna, sfida di play out e quindi di retrocessione (sventata l’anno prima grazie a Pennetta/Errani contro gli USA) preferendo le qualificazioni del WTA di Stoccarda, l’azzurra è stata pesantemente penalizzata. Dopo varie assenze di Camila agli Internazioni Bnl d’Italia, lo scorso anno è avvenuta la riappacificazione in seguito ad un incontro con il Presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi: “Quando Camila mi ha chiesto di incontrarci, ho capito che tutta questa storia stava andando finalmente per il verso giusto e per una conclusione positiva dopo le incomprensioni del passato. Camila è fiera di essere un simbolo italiano nel mondo e sono sicuro che questa riappacificazione le gioverà molto anche nel circuito”.

La Giorgi invece ha dichiarato di aver compreso di aver commesso un errore non rispondendo alla convocazione: “Ho compreso di aver sbagliato due anni fa rifiutando la convocazione contro la Spagna. Mi è mancata la maglia azzurra e sono felice di poter far parte di una squadra giovane che è in crescita”.

Speriamo che questo 2019 possa regalare a Camila tante vittorie!

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