Sania Mirza, una vita da ribelle

Sania Mirza, una vita da ribelle

Sania Mirza sul suo profilo Twitter lancia un messaggio misterioso, facendo intendere di volersi prendere una pausa dal tennis. L’ennesimo capitolo di una storia, quella della tennista indiana, vissuta sempre sull’orlo della ribellione.

“È il momento di prendere un periodo sabbatico… ummm da tutto per un po’ mi prendo una pausa e stacco la spina” .

Con questo messaggio affidato a Twitter Sania Mirza getta ombre sul suo futuro professionistico e soprattutto sul doppio con Martina Hingis, con la quale detiene il n.1 del mondo e tre titoli Slam.

Sania è una doppista formidabile, nella specialità ha vinto più di trenta titoli, anche se la sua carriera è sempre stata ricca di tormenti, come gli infortuni che nel 2013 la spinsero a lasciare il singolare. Non solo, la trentenne tennista indiana è da anni portatrice di quello spirito di emancipazione che la cultura della sua terra natia tende a soffocare ed a mal digerire ma che Sania ha sempre combattuto ed affrontato con coraggio. A partire dal look sfoggiato in campo, meno succinto di tante colleghe ma comunque troppo per gli integralisti musulmani, passando per le dichiarazioni sul sesso prima del matrimonio, al matrimonio stesso, contratto con un ragazzo natio del Pakistan, nazione più che mai “nemica” dell’India.

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La Mirza però non ha mai fatto un passo in dietro, mai si è piegata alle critiche, alla rabbia, alle dita puntate contro dal proprio Paese, senza per questo rinnegarne valori ed appartenenza: “sono musulmana praticante e sono fiera di essere un simbolo per molte ragazze indiane” .

Non sono mancati screzi nemmeno con la federazione tennistica indiana, rea di averla trattata con maschilismo, quando in vista delle scorse olimpiadi di Londra la utilizzò come pedina per accontentare il collega Leander Paes, suo compagno di doppio.

Pare che il sodalizio con la Hingis fosse in crisi per motivi personali e forse questo l’ha spinta verso una pausa dall’attività agonistica.

Di certo dovremmo dire addio ad una delle coppie di doppio più forti e vincenti degli ultimi anni.

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