Serena e Venus: troppo vecchie per vincere gli Slam?

Serena e Venus: troppo vecchie per vincere gli Slam?

La finale Wta degli AO ha suscitato alcune polemiche sul fatto che non ci siano rivali più giovani degne di due over 35. O forse dovremmo dire che il tennis sta diventando uno sport più maturo in cui gioca anche l’esperienza e la continuità?

di Anna Lamarina, @annalamarina

71 ANNI IN DUE AGLI AO PER LA FINALE WTA 2017 – Insieme contano 71 anni, Venus 36 e Serena 35 ed hanno giocato la finale più anziana dell’Era Open. E’ stato un match di alta qualità, con grandi colpi e grandi servizi. E’ da considerarsi“fenomenale” che queste incredibili giocatrici abbiano disputato una finale Slam. Ma questo è successo solo 3 giorni fa, nella finale femminile degli Australian Open  2017. Se la cosa da un lato è sembrata un eccezionale evento della storia del tennis, dall’altro ha causato in alcuni delle reazioni di malcontento. Questo non per l’eccezionalità delle Williams, ma perché il fatto che in finale ci fossero 2 over 35 ha fatto riflettere sul fatto che nel tennis non ci siano dei talenti fra le giovani in grado di competere con la vecchia leva. Non per niente, in semifinale c’è arrivata anche la Lucic Baroni. Stessa leva. Il 30 non sembra più essere uno spauracchio per nessuno. Abbiamo visto nella finale agli AO 2015 affrontarsi Flavia Pennetta e Roberta Vinci, e oltretutto l’unica a dare una batosta storica a Serena è stata proprio Roberta Vinci, già ultra-trentenne.

SOLO TENNISTE OVER 30? – Che i tempi delle 17enni come la Sharapova o la stessa Serena siano ormai un ricordo? Vero è che ci sono per contro tanti talenti femminili, come ad esempio la Svitolina o la Konta, la Bencic o la Pliskova, ma di fatto forse quello che manca alle nuove leve è la continuità, l’esperienza e la forza mentale. Vogliamo parlare della Lucic Baroni e di quello che è riuscita a fare a Melbourne? La tennista croata ha dimostrato al mondo il duro lavoro di una vita. Ha giocato col cuore e corso su tutte le palle  facendo della sua semifinale la favola degli Australian Open.

CAMPI MOLTO VELOCI – Il tennis quindi sembra non essere più uno sport per ragazzini. Sembra essere invecchiato in termini di età media, e questo sia nell’ ATP che in WTA. Indubbiamente agli Ao 2017  molto hanno giocato l’estrema velocità dei campi, che hanno favorito una certa tipologia di giocatrici. Sono state favorite infatti giocatrici forti fisicamente e con un buon servizio, non a caso sono arrivate in fondo al torneo Vandewewghe, Venus, Muguruza, Pavliuchenkova, Pliskova, Lucic e Serena, tutte giocatrici potenti e in grado di produrre velocità di palla.

SUI CAMPI VELOCI VINCE IL TENNIS – Sicuramente però i campi veloci non hanno intimorito la maggiore delle sorelle Williams che anzi ha dichiarato in un’intervista “Dunque, io gioco da molto tempo, e ho giocato su campi velocissimi. Potrebbe non essere lenta come lo scorso anno ma, allo stesso tempo, quando i campi sono troppo lenti i giocatori diventano tutti simili, le persone poi non vengono. In un match ci devono essere i vincenti. Se colpisci in mezzo al campo e la palla resta lì, non è tennis. Deve viaggiare, lo sai”

SERENA:MAI DIRE MAI – Probabilmente di tempo ne avremo per vedere brillare quelle stelle che già si prospettano nel panorama Wta,  la finale Ao 2017 però potrebbe essere stata l’ultima occasione per vedere in campo le sorelle William.

O forse no.

”Mai dire mai” dice Serena ”guarda a noi cosa è capitato”

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