Timea Bacsinszky: nel 2014 nessuno mi temeva. Ora si!

Timea Bacsinszky: nel 2014 nessuno mi temeva. Ora si!

La ventiseienne di Losanna conferma come, fino a due anni fa, fosse temuta dalle sue avversarie. Ora, invece, dopo un 2015 disputato, finalmente, all’altezza delle sue potenzialità, è vista come l’avversaria da battere!

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 I tornei sul cemento americano di Miami e d Indian Wells hanno consegnato al 2016 la simpatia e la bravura di Timea Bacsinszky. Che sembrava, ancora, assopita dopo  un 2015, finalmente,  all’altezza delle sue potenzialità. La svizzera, numero 17 del ranking WTA,  aveva raccolto poco, dopo un primo di stagione alquanto deludente giocato in terra australiana; che sembrava portare indietro di qualche anno, fino al 2014, la data sull’orologio. A quando, come dichiara Timea, in una intervista a tennis.com, non era temuta dalle sue avversarie.

Nata a Losanna da genitori di origine ungherese. Una infanzia difficile quella di Timea. Segnata dalla figura del padre padrone. Dal quale riuscì a liberarsi solo quando convinse la madre a chiedere il divorzio. Questo non è riuscito, tuttavia, a toglierle il sorriso. Ma, piuttosto, ha reso più forte il suo temperamento.

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E non le ha impedito di ottenere splendidi risultati a livello juniores. Paragonata a Martina Hingis, raggiunse la posizione numero 60 del mondo salvo, poi, a cavallo tra il 2011 ed il 2012 ritirarsi dal tennis in seguito ad un infortunio al piede che le imporrà di sottoporsi a tre operazioni .

Durante quel periodo, senza molti soldi in tasca, ha fatto la lavapiatti, la cameriera ed altri piccoli lavori. Poi, decide di studiare gestione alberghiera grazie ad  una borsa di studio.

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Fino al 2013 quando riceve l’invito da parte dell’organizzazione del Roland Garros per disputare le qualificazioni. Da tempo lontana dai campi da giocho e fuori allenamento , perde al primo turno contro la Navarro ma, riscopre l’amore per il tennis

Oggi Timea si dice orgogliosa di quei giorni, ha imparato a essere umile e ad  apprezzare i privilegi che hanno i giocatore di tennis professionista. 

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Dopo un 2014 giocato da mina vagante nel 2015 ha fatto finalmente il suo ingresso nel mondo del tennis che conta.

Vince i tornei di Acapulco, Monterey. A Roland Garros si arrende solo in semifinale contro l’americana Serena Williams. E, infine, raggiunge la finale a Pechino e gioca in Fed Cup. Conquistando la posizione numero 12 del mondo.

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Nel 2016, dopo il letargo australiano, si è, finalmente, sbloccata sul cemento americano. Tra Miami ed Indian Wells ha fatto fuori tenniste del calibro della Bouchard, della Ivanovic, della Radwanska e della Halep. Non poco per una che due anni prima si divideva tra un corso di marketing ed il lavoro di lavapiatti! Ai microfoni di tennis.com la ha parlato del suo miglioramento fisico e mentale e su come ha imparato a gestire  la pressione cui è sottoposta.

Se si pensa per  tutto il tempo ai punti che bisogna difendere, si finisce per mettersi pressione. Invece, per tutto il tempo ho cercato di guardare a lungo termine. Pensando solo a giocare. 

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Non mi importa se non sono riuscita a difendere i punti . Quel che è fatto è fatto  e non possiamo farci niente

A lungo termine per me vuol dire dare tutto in ogni partita, in ogni allenamento. Cercare di migliorare ogni parte del mio gioco, anche da un punto di vista mentale. I punti vanno e vengono. Ma se si gioca ad un buon livello, si finisce per ottenere in ogni caso, ottimi risultati. “dice.

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La ventiseienne svizzera, di origini ungheresi, ha anche parlato della partenza convulsa del circuito femminile.  Ci sono state molte vittime illustri e grandi sorprese, come il titolo in Australia di Angelique Kerber. “Io non credo che ci sia una sola ragione per spiegare tutto questo. Ognuna ha avuto i suoi problemi.  Ho passato il primo mese della stagione cercando di entrare in forma, mentre giocatori come la Kerber erano già al top “, spiega Timea.

Inoltre tutti conoscono il tuo gioco dopo avere giocato bene per un anno. “

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“Vedono molti video su di te, sai che stanno parlando di te e che stanno cercando di trovare il modo per batterti. Quando diventi una  top player è così.  Quando entri in campo sai la tua avversaria vorrà sconfiggerti a tutti costi.”

Oggi allenata dall’ex coach diWawrinka, Dmitry Zavialoff la Bacsinszky confessa continua dicendo: Nel mio caso, so che le avversarie nel 2014 non mi tenevano in grande considerazione . Almeno e non così tanto come ora. 

In quell’anno, prima di iniziare la mia seconda carriera , non ero la  più in forma del circuito.  Ho avuto molti problemi, tutto può succedere.  Sono stato molto costante sotto l’aspetto fisico , “ha detto la svizzera.

 

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Qualsiasi giocatrice deve essere temuta. Non c’è una grande differenza  tra il numero 100 e il numero 20. Tutto sta per quanto tempo si mantiene il livello. Se avete intenzione di tenere per un set, due set o una partito.  

Per due partite o per  il torneo, per  un mese o  per sei mesi. Questa è la differenzaPerché anche il 500 ° nel mondo in grado di sviluppare un grande tennis. dice l’ex enfant prodige del tennis svizzero.

Tutti i giocatori possono avere una splendida giornata e giocare molto bene contro di voiÈ necessario trovare il modo per superare questo. E ‘un vero e proprio gioco mentale. ” La svizzera ammette di non sapere ancora come mantenere e migliorare la sua grande forma ma dice di credere nel lavoro duro, nell’impegno e che essere pronti in qualsiasi momento per passare al brano sono gli elementi chiave.

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