Venus vs Caroline, atto 8: Wta Finals Singapore

Venus vs Caroline, atto 8: Wta Finals Singapore

Venus Williams e Caroline Wozniacki domani si affronteranno nella finale delle Wta Finals di Singapore. Sarà un match da tanti inaspettato che, malgrado i precedenti, si giocherà fino all’ultima pallina. Chi riuscirà ad avere la meglio. Chi si laureerà campionessa del 2017?.

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Domani volgeranno al termine le wta finals di Singapore. Il torneo asiatico, tappa irrinunciabile per tutte le migliori tenniste del circuito, ci ha offerto una settimana di grandissimo tennis dove, accanto alla tecnica e al bel gioco, di certo non sono mancati i colpi di scena. Molte giocatrici hanno deluso, come Simona Halep, Karolina Pliskova e Garbine Muguruza che, da principali favorite per la vittoria finale, non hanno superato nemmeno la fase a gironi (ad eccezione della tennista ceca). Altre, invece, hanno sorpreso, come Caroline Garcia, Venus Williams e Caroline Wozniacki, ottenendo ottimi risultati e mostrando un gran gioco in molti frangenti. Le più anonime, senza ombra di dubbio, sono state Jelena Ostapenko ed Elina Svitolina che, alla loro prima partecipazione, sono riuscite soltanto a “salvare la faccia”, ottenendo una vittoria ciascuna, quando però i conti erano già stati fatti. Tutte queste vicende, hanno portato ad un atto conclusivo che avrà come protagoniste due personaggi che, forse, non ci saremmo aspettati: stiamo parlando di Caroline Wozniacki e Venus Williams. La tennista danese e quella lettone, infatti, hanno sorpreso tutti, venendo fuori in grande stile dai rispettivi gironi. Proviamo ad analizzare le loro opportunità.

CAROLINE WOZNIACKI – La stagione disputata dalla danese è stata, per lunghi tratti, poco esaltante. Ha raggiunto tanti ottimi risultati, centrando addirittura 6 finali, concretizzando, però, davvero poco. Suo unico bottino è stato il torneo di Tokyo. Malgrado tutto, la sua caratteristica solidità le ha permesso di scalare diverse posizioni in classifica, portandola a riabbracciare di nuovo la top ten, nella quale si è mossa sino alla sesta  posizione. L’ex numero uno del mondo arrivava a questo importante appuntamento come sesta qualificata. Il sorteggio dei gironi è stato piuttosto benevolo per lei, ponendola lontano dalle bombardiere, tutte raggruppate nella compagine opposta. Se avesse espresso un buon gioco, quello dei giorni migliori, sicuramente avrebbe potuto giocarsi le sue chances. E cosi’ è stato. Nei primi due matches, infatti, ha lasciato letteralmente le briciole alle sue avversarie, rispettivamente Elina Svitolina (che nell’anno corrente le aveva regalato tanti dispiaceri, sconfiggendola più volte in finale) e Simona Halep (fresca numero uno del mondo), entrambe domate con dei perentori 6-0 6-2.

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La tendenza sembrava destinata a ripetersi anche nel terzo ed ultimo incontro quando, con la qualificazione ormai già in tasca, rifilava un altro 6-0 a Caroline Garcia prima che quest’ultima, un’ora più tardi,  avrebbe completamente capovolto la situazione, regalandosi la vittoria e la qualificazione, imponendosi per 0-6 6-3 7-5. La semifinale di oggi, essendosi piazzata come seconda nel girone, proprio alle spalle della francese, l’ha vista contrapposta a Karolina Pliskova. I favori del pronostico sembravano presentarsi al 50% per entrambe, una conclusione al terzo set sarebbe stata più che giusta per coloro che, fino ad oggi, erano apparse come le più convincenti. In poco meno di due ore di gioco, però, ad avere la meglio è stata proprio Caroline, che si è imposta in due set piuttosto combattuti, col punteggio di 7-6(9) 6-3. Domani in finale ci sarà la sua autentica bestia nera, ossia Venus Williams, alla quale, in ben 7 precedenti, è riuscita a strappare soltanto un misero set. Malgrado gli head 2 head possano apparire come presagio di un esito più che certo, ci sentiamo di dire che le possibilità di vittoria della Wozniacki non siano state mai così alte. La solidità di gioco espressa non è passata inosservata, nè tanto meno lo è stata la tenuta fisica, sempre impeccabile. Il “muro-respingi palline”, appellativo che tanti addetti ai lavori le hanno sempre attribuito per definire in breve il suo gioco, deve essere più saldo che mai. Venus la sovrasta in potenza ed esperienza ma, qualora dovesse riuscire a farla andare fuori giri, Caroline sperare di uscire vincitrice nella lotta per la conquista della sua piccola impresa.

VENUS WILLIAMS – Alla veneranda età (tennistica) di 37 anni, due finali slam non sono affatto un caso. Poi, se sei Venus Williams, non lo sono a maggior ragione. La tennista americana ha disputato una fantastica stagione, che ha riportato alla realtà  i più nostalgici e pessimisti, che ormai la davano per finita. Malgrado non sia riuscita a portarsi a casa nemmeno un trofeo, ha raggiunto la quinta piazza mondiale, che non occupava dai tempi  d’oro, quelli in cui, insieme alla sorella Serena, faceva stragi sui campi da tennis di tutto il mondo. L’aver raggiunto la qualificazione al master, che allo stesso modo non agguantava da diversi anni, è stata per lei una grandissima soddisfazione ed un fantastico, quanto inaspettato, risultato. Qualunque cosa fosse successa in questa settimana, poi, sarebbe stata ben accetta. Il sorteggio l’ha vista parte del girone popolato dalle avversarie a lei più simili, le bombardiere, tutte giocatrici di dieci o quindici anni più giovani di lei, ossia Karolina Pliskova, Garbine Muguruza e Jelena Ostapenko. L’esordio con la tennista ceca sembrava essere profetico. Venus non era mai riuscita ad entrare in partita e, alla fine, ne era uscita letteralmente con le ossa rotte, subendo un perentorio 6-2 6-2. Due giorni dopo avrebbe affrontato la campionessa del Roland Garros, Jelena Ostapenko, in un match che sarebbe stato già decisivo, poichè erano ambedue uscite sconfitte dai rispettivi incontri inaugurali.

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Ne sarebbe venuta fuori una partita infinita, la più lunga delle finals, conclusasi per 7-5 6(3)-7 7-5 a favore dell’americana, in 3 ore e 13 minuti di gioco. Un’autentica battaglia, dove è riuscita a venirne a capo grazie alla sue proverbiale esperienza. La consacrazione, poi, è stata quella del terzo ed ultimo match del girone, quello contro la Muguruza, anch’esso decisivo ai fini della qualificazione, dove ha trionfato per 7-5 6-4. Nella semifinale di oggi, contro Caroline Garcia, Venus ha trionfato ancora grazie al suo gran carattere, rimontando un set, per poi vincere, con lo score di 6(3)-7 6-2 6-3. Malgrado le incognite siano tante, il match contro Caroline Wozniacki la vede, almeno sulla carta, favorita. Se il suo gioco l’ha portata ad imporsi in ben sette occasioni su sette, nulla vieta di pensare che possa essere lo stesso anche per l’ottava volta. Le tantissime fatiche del girone, però, potrebbero iniziare a farsi sentire, soprattutto se non sei più giovanissima e se ti trovi ad affrontare una che corre come una gazzella per il campo. La sua tattica dovrà essere soltanto una: sfondare di potenza, cercando di chiudere con vincenti, commettere pochi errori e non protrarre più di tanto lo scambio. Le possibilità di scrivere un’ulteriore pagina di storia del tennis, a 37 anni suonati, ci sono tutte.

Queste le considerazioni della vigilia. Ma sul campo, si sa, la storia è ben diversa. Chi sarò in grado di esprimere il miglior tennis, avrà la meglio. Con la speranza di poter vivere una partita in cui entrambe saranno capaci di lottare ad armi pari, siamo curiosi di conoscere la maestra del tennis, versione 2017. In bocca al lupo!

2 commenti

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  1. Cristina Failla - 1 mese fa

    Spero vinca Williams ma temo che la fatica dei match si faccia sentire!

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  2. Luca Carboni - 1 mese fa

    Milk & Coffee

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