Wta Cincinnati: una Pliskova deluxe annienta i sogni della Kerber

Wta Cincinnati: una Pliskova deluxe annienta i sogni della Kerber

Angelique Kerber non è la nuova n. 1 del mondo, almeno per ora: la tennista tedesca è stata spazzata via in finale da Karolina Pliskova per 6-3 6-1 in un’ora di gioco.

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Doveva essere il giorno del trionfo, per Angelique Kerber. La tedesca, se avesse vinto la finale del Premier 5 di Cincinnati avrebbe conquistato la prima posizione mondiale del ranking Wta, scavalcando Serena Williams; e lo avrebbe fatto meritatamente, dopo un 2016 quasi perfetto (vittoria Australian Open, finale a Wimbledon, medaglia d’argento ai Giochi di Rio). Invece il copione è stato completamente diverso: la tennista sfavorita, la ceca Karolina Pliskova, ha giocato un tennis perfetto, tempestando la tennista di Brema a suon di ace e di vincenti, senza tremare per un attimo o consentire alla tedesca una pur flebile reazione. 6-3 6-1 il risultato finale, in un’ora e quattro minuti di gioco di un match senza storia.

UN ALTRO PASSO FALSO – C’è da dire che “Angie” ha giocato un brutto tennis, costellato di errori gratuiti (ben 21 unforced solo di dritto) e un’espressione di sconforto e rassegnazione, un atteggiamento così diverso dalla lottatrice instancabile a cui siamo abituati. Si sa, Kerber è una tennista molto emotiva, che non gioca al meglio le finali (14 perse e 9 vinte è l’attuale bilancio), specie quando è favorita. Aggiungiamo il fattore stanchezza per l’apparentemente infaticabile teutonica, che nelle ultime due settimane ha giocato la bellezza di 11 match. Infine, la tensione, il peso della consapevolezza che quell’incontro non valeva solo la finale di un torneo importante, il suo decimo in carriera, ma pure la conquista della prima posizione mondiale (qualcosa che non accadeva da 19 anni per una tennista tedesca, dal 1997, anno in cui abdicò Steffi Graf). Fatto sta che Angelique Kerber non ha dato tutta se stessa, non ha sputato sangue come spesso fa nei match apparentemente quasi persi – come pure aveva tentato di fare esattamente una settimana fa, nella finale delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, quando venne comunque fermata da una Monica Puig formato extra-terrestre.

SERENONA RINGRAZIA – “Angie” dovrà così ancora aspettare per provare a diventare n. 1 (avrà certamente altre occasioni, perché il divario di punti con Serena rimane minimo). Il primato resta della Williams, che probabilmente dovrebbe offrire una cena alla tennista ceca: “Serenona” è infatti certa di rimanere n. 1 per altre tre settimane, eguagliando così Steffi Graf nel record di settimane consecutive al primo posto della classifica (186). Dal canto suo, Karolina Pliskova conquista il quinto torneo in carriera, in assoluto il più importante, e si avvicina alla top-ten (n. 11 al mondo, a circa 50 punti di distanza da Svetlana Kuznetsova), dove era entrata un anno fa, issandosi fino alla settima posizione mondiale.

MATCH A SENSO UNICO – Non sarebbe tuttavia giusto trascurare i meriti di una Karolina Pliskova straripante, solida, apparentemente invincibile, che non ha tremato un secondo contro la tedesca, che quasi sempre – in un modo o nell’altro – riesce a far impazzire qualsiasi picchiatrice. La tennista nata a Louny strappa subito il break a 0 e nel break successivo tiene la battuta ai vantaggi. L’obiettivo della Pliskova è chiaro: ridurre al massimo gli scambi, fare il suo gioco spingendo con il servizio e i fondamentali, in particolare il dritto “killer”, piatto e fortissimo, che è forse il migliore nel circuito Wta dopo quello di Serena. “Angie” all’inizio le prova tutte per infastidire la ceca, cercando di recuperare tutto da una parte all’altra del campo, appoggiandosi sui colpi avversari e cercando di trovare traiettorie angolate in corsa, come è solita fare. Il sistema però non funziona: imperterrita Pliskova continua a spingere, anche in difesa, con una precisione chirurgica, scagliando dritti e rovesci piatti e potenti che spesso Kerber non riesce nemmeno a sfiorare. Karolina fa suo il doppio break, poi sale 4 a 0. Qui “Angie” prova a scuotersi, vincendo il primo game dell’incontro e riprendendo uno dei due break, con 7 punti consecutivi. Sul 4-3 la partita sembra riaperta, ma Pliskova – dopo un rapido colloquio con il coach – ritorna la killer di prima, salendo 5 a 3 e poi chiudendo il parziale con un altro break. La musica non cambia nel secondo, dove Karolina chiude 6 a 1 in nemmeno mezz’ora, distruggendo punto dopo punto i sogni di gloria della tedesca. Pliskova conquista così il suo secondo torneo del 2016, dopo quello conquistato sull’erba di Nottingham lo scorso giugno, battendo in finale Alison Riske. Per il resto il 2016 non è stato un anno eccellente per la ceca, che non ha mai superato il terzo turno negli Slam; alla luce di questa vittoria, però, sono ancora più evidenti le reali potenzialità della 24enne Pliskova, che potrebbe presto regalarci qualche sorpresa, galvanizzata da questa bella vittoria. Chance sfumata per Kerber, dunque, la quale tuttavia avrà modo di riprovarci agli Us Open, dove difende pochi punti, a differenza di Serena Williams, che perde i 720 punti della semifinale raggiunta e persa contro Roberta Vinci, in quell’epico – e per lei, maledetto – match che le negò il Grande Slam, e che per lungo tempo non la fece dormire bene la notte.

Wta Cincinnati – Premier 5, cemento ($2.804.000) – Finale

Karolina Pliskova b. Angelique Kerber – 6-3 6-1

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