Wta Miami 2019, analisi del tabellone principale

Wta Miami 2019, analisi del tabellone principale

Sloane Stephens prova l’ardua impresa della difesa del titolo, mentre le giovani Belinda Bencic e Bianca Andreescu avanzano senza paura. Serena Williams cerca il suo nono titolo a Miami mentre ai vertici si lotta per il posto da numero 1 del mondo.

di Marco Bonavoglia

Ancora una volta a Miami batteva bandiera americana nel 2018, con una sontuosa Sloane Stephens che superava in finale Jelena Ostapenko, vincendo così il suo secondo titolo più importante dopo gli Us Open. C’è sempre stato un grande feeling tra lei e il cemento nordamericano, tanto che 4 dei 6 tornei vinti in carriera sono arrivati negli States, caratteristica comune a molte sue connazionali, aiutate dal tifo di casa e da una superficie che conoscono alla perfezione. Lo scorso anno la statunitense batteva tra le altre Muguruza, Kerber e una rediviva Azarenka per raggiungere l’atto finale, ma quest’anno la difesa del titolo sembra a dir poco impervia. Non si può certo parlare di buon periodo di forma, lei che negli ultimi due tornei ha perso nettamente da Haddad Maia e Voegele, subendo anche un severo 6-0 da quest’ultima. In generale il 2019 è iniziato piuttosto in sordina, con l’unico risultato degno di nota a Melbourne, sconfitta agli ottavi da Pavlyuchenkova. Appena 41esima nella race, Stephens ha sprecato una grande occasione in queste settimane, visto che è stata più volte vicina alla testa della classifica fino al torneo di Indian Wells. Ora però, con i punti da difendere a Miami, scenderà virtualmente all’ottavo posto e dovrà probabilmente abbandonare l’idea di diventare numero 1, almeno per i prossimi mesi.

Chi invece numero 1 lo è, dovrà guardarsi le spalle nei prossimi giorni. Naomi Osaka è riuscita a rimanere in vetta anche senza difendere il titolo dello scorso anno ad Indian Wells, e da ora in poi non avrà nulla da difendere fino agli Us Open, ma qui a Miami il rischio di perdere la prima posizione mondiale c’è. A preoccupare un po’ di più è lo stato di Osaka, che dopo la separazione da Bajin sta ancora cercando di ritrovare il suo miglior tennis. In California non c’è stato nulla da fare contro Belinda Bencic, ma il tabellone qui sembra essere stato più benevolo, con l’esordio con una qualificata, una Hsieh non al meglio al terzo turno e una tra Muguruza e Wozniacki agli ottavi. Potrà comunque giocare serena la giapponese, che nel peggiore dei casi avrà l’occasione di riguadagnarsi il trono nella primavera su terra.

La vera regina di Miami però è Serena Williams, 8 volte campionessa sui campi di Key Biscane. Dal 2002 al 2015 si è imposta oltre la metà delle volte; se si considera anche che non sempre ha partecipato, la statistica non ha bisogno di ulteriori spiegazioni. L’ultimo titolo è arrivato proprio nel 2015, quando superò in finale Carla Suarez Navarro, mentre nel 2018 fu costretta a cedere all’esordio ad una Naomi Osaka in stato di grazia. Zero punti da difendere per lei dunque, che ha da poco fatto ritorno nella top10. Se il nono posto sembra agguantabile, con Sabalenka che però difende poco e nulla fino a giugno, più lontane sono le altre 8, seppur tutte abbastanza vicine tra loro. Per Serena esordio dunque con Rebecca Peterson e poi Qiang Wang al terzo turno, pericolosa ma forse troppo leggera per infastidire la ex numero 1 del mondo. Svitolina o Collins, la cui favola iniziò proprio a Miami lo scorso anno, sulla sua strada agli ottavi, prima di trovare Halep ai quarti. La rumena ha ancora una volta un buon tabellone ed è tra le grandi candidate a prendere il posto di Naomi Osaka prima di tornare sulla sua amata terra rossa. In corsa per il trono anche Elina Svitolina e soprattutto Petra Kvitova, ancora numero 1 della race ma in condizione fisica dubbia. Per la ceca potrebbe esserci un’affascinante sfida con Olga Danilovic prima della rivincita di San Pietroburgo con Donna Vekic. Per lei proiezione ai quarti con Kiki Bertens, una delle sue bestie nere, con la quale ha perso più volte proprio su cemento nordamericano.

Sempre interessanti le wildcard assegnate dagli organizzatori, rivolte non solo alle giocatrici locali ma in generale al futuro del tennis. Dunque accanto alle varie Osuigwe, McNally e Gauff troviamo anche Xiyu e Xinyu Wang, Vikhlyantseva, Danilovic e Mari Osaka, che ha destato non poche polemiche. Ben lontana dal livello della WTA, la sorella maggiore di Naomi ha ricevuto l’invito a discapito di altre giovani statunitensi, forse più meritevoli. Ma il tennis è anche business, come sempre più spesso stiamo notando, e avere altre due sorelle in main draw – oltre alle Williams e forse le Pliskova – non può che fare spettacolo. Mari Osaka troverà proprio un’altra wildcard all’esordio, la classe 2002 Osuigwe, contro la quale rischia di subire una stesa simile a quella con Volynets poche settimane fa – 6-0 6-0 a Newport Beach -.  BEDE3862-22E9-4F54-B4E9-FA61064317C0

Un occhio di riguardo è d’obbligo per le due protagoniste delle ultime settimane: Belinda Bencic e Bianca Andreescu. La prima ha firmato una cavalcata sensazionale, conquistano il titolo nel Premier 5 di Dubai e raggiungendo le semifinali a Indian Wells, battendo nel complesso 6 top10, tra cui anche la numero 1 Naomi Osaka. L’elvetica sembra essere improvvisamente tornata al 2015, il suo anno migliore, e la classifica sta già migliorando di conseguenza. Testa di serie numero 23 – ma live numero 20 e soprattutto numero 3 della race -, per raggiungere i quarti dovrà vedersela con Sevastova e Pliskova, entrambe alla sua portata visto lo stato di grazia attuale. Andreescu ha invece stupito tutti vincendo il Premier Mandatory di Indian Wells da wildcard, diventando la prima nella storia a riuscirci. I segnali li ha dati fin dalla prima settimana dell’anno, quando raggiunse la sua prima finale ad Auckland, seguita dal successo nel 125k di Newport Beach. Un cammino impressionante quello della canadese in California, dove ha battuto Muguruza, Svitolina e Kerber per sollevare il trofeo, probabilmente solo il primo di una lunga serie. Ogni settimana c’è un best ranking per lei, attualmente al numero 24, e visti i pochissimi punti da difendere la vedremo sempre più in alto. Per lei al primo turno a Miami c’è Irina Camelia Begu, la stessa avversaria che ha superato all’esordio a Indian Wells, sperando che sia di buon auspicio, per poi trovare Kenin e nuovamente Kerber. Se saprà gestire la pressione la vedremo presto in altre finali così importanti, se non di più.

Bianca Andreescu
Bianca Andreescu

Per l’Italia ci sarà Camila Giorgi, assente ad Indian Wells per un problema al polso. Anche lo scorso anno la marchigiana rientrava a Miami dopo un infortunio e non fu un ritorno vincente, superata da Donna Vekic. Quest’anno Camila sarà testa di serie numero 29, usufruendo così di un bye prima di affrontare Schmiedlova o Maria. Il terzo turno potrebbe essere spettacolare, con la campionessa in carica Stephens ad attenderla. L’ultima volta che si sono affrontate è stato su terra, a Parigi, dove la statunitense si impose solo dopo un’estenuante lotta. Qualche mese prima invece era stata Camila ad imporsi sul veloce di Sydney, lasciando l’esito dell’eventuale sfida sospeso. Non sembra chiuso nemmeno l’ottavo di finale contro Mertens o Ostapenko, anche se è più probabile che sia Vondrousova a spingersi al terzo turno, ergo un buono spot per Giorgi, della quale non sappiamo però la condizione fisica.

Tra i primi turni, in campo già oggi, ce ne sono alcuni da non perdere assolutamente: Petkovic- Anisimova, Danilovic-Sakkari, Azarenka-Cibulkova, Alexandrova-Yastremska, Lapko-Cornet, Vondrousova-Strycova, Jabeur-Van Uytvanck, Y. Wang- Mladenovic, Gauff-McNally.

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