Wta Pechino: il meglio, il peggio e le pagelle dell’ultimo Premier Mandatory stagionale

Wta Pechino: il meglio, il peggio e le pagelle dell’ultimo Premier Mandatory stagionale

Una Caroline Wozniacki ritrovata. L’ottimo torneo di Qiang Wang e Shuai Zhang, l’exploit di Anastasija Sevastova, i quarti di finale di Aryna Sabalenka, il flop delle big, la disfatta di Caroline Garcia e il caso Stephens-Pavlyuchenkova. Il meglio, il peggio e le pagelle del Wta Premier Mandatory di Pechino.

di Monica Tola

E’ calato il sipario sul torneo di Pechino, ultimo Premier Mandatory stagionale. Nel momento dei bilanci i primi dati che saltano in mente sono i seguenti. Caroline Wozniacki, con il trofeo numero 30 in carriera sollevato meno di 12 ore fa è tornata e punta ambiziosamente al bis in quel di Singapore. Mai sottovalutare le tenniste cinesi quando giocano in casa. Le azioni di Aryna Sabalenka sono ulteriormente in rialzo e la tennista bielorussa, nonostante la sconfitta ai quarti di finale, ha tutte le credenziali per scalare il ranking fino ai quartieri alti. Anastasija Sevastova, sebbene tra giunoniche bombardiere e implacabili regolariste venga vista come una sorta di intrusa, non è arrivata in finale per caso. Chi per due anni consecutivi centra i quarti agli Us Open e al terzo si spinge fino alla semifinale, evidentemente con quel gioco atipico fatto di tagli e variazioni destabilizza e non poco le più quotate avversarie. Pechino ha decretato l’ennesimo flop stagionale per le top 10. Wozniacki a parte, solo Naomi Osaka è approdata in semifinale. Imbarazzante il percorso delle altre teste di serie alte, tra ritiri, bagel incassati, e vicende che nulla hanno a che fare con lo sport come gli insulti di Sloane Stephens all’indirizzo di Anastasia Pavlyuchenkova. Occhio, infine, a Dominika Cibulkova che, torneo dopo torneo, sta rosicchiando punti e riguadagnando posizioni.

WOZNIACKI E SEVASTOVA – Caroline Wozniacki (voto: 9) sembrava una giocatrice appagata, prosciugata dalla vittoria a Melbourne, quel primo titolo Slam inseguito da una vita. Un solo acuto stagionale a Eastbourne e per il resto della stagione una tennista che sembrava la controfigura di sé stessa. Incredibile vedere la bionda Caroline mettere in serie gratuiti su gratuiti e soccombere sotto i colpi delle colleghe dotate di una pesantezza di palla superiore. In genere era la tennista di Odense a sfiancarle con difese invalicabili e non solo: Caroline Wozniacki ha lavorato sodo per migliorare il servizio, convertire l’inerzia di uno scambio per guadagnare terreno e chiudere a rete. Con il passare degli anni, diventa sempre più difficile fare muro remando da fondo e questo Caroline lo ha compreso da tanto. A Pechino si è ritrovata, ha incrementato fiducia e condizione atletica partita dopo partita. Un trionfo senza concedere un solo set e nemmeno la finalista Anastasija Sevastova (voto: 8) ha avuto scampo. 2018 da incorniciare per Anastasija Sevastova che, domani, si porterà a ridosso delle prime dieci tenniste del mondo e, operato il sorpasso su Jelena Ostapenko, sarà la numero 1 lettone. In Cina tabellone da ordinaria amministrazione fino ai quarti di finale (e una partita in meno per via del ritiro di Madison Keys prima di scendere in campo). Prestazioni più che convincenti ai quarti contro la rediviva Dominika Cibulkova e in semifinale ai danni di Naomi Osaka (voto: 6.5). Lo schiaffo al volo spedito fuori di metri dalla slovacca sul match point e l’infinità di errori della nipponica (in parte giustificata dall’essere arrivata a Pechino affaticata e in precarie condizioni fisiche) sui colpi in avanzamento, sono l’emblema di quanto le traiettorie corte e tagliate della Sevastova siano insidiose e di difficile lettura per tutte. Oggi sono stati rispettati i pronostici, con la quinta vittoria di Caroline Wozniacki su altrettanti confronti diretti, ma la danese è obiettivamente più forte, specie la versione in grande spolvero vista questa settimana. Qua la cronaca del match.

QIANG WANG E SHUAI ZHANG – A Qiang Wang, di diritto un 9, stesso voto assegnato alla vincitrice del torneo, Caroline Wozniacki. E’ stata proprio la nuova campionessa di Pechino a fermare la cavalcata trionfale della Wang. Ruolino di marcia impressionante quello della cinese che, prima di arrendersi alla numero 2 Wta, aveva conquistato tre scalpi eccellenti in successione: Jelena Ostapenko (strapazzata con un 6-0, 6-0), Karolina Pliskova, Aryna Sabalenka. Un elogio anche alla condotta esemplare di Qiang Wang che, sul set point in proprio favore nel match che l’ha opposta alla bielorussa, è stata vittima di un errore arbitrale. Un giudice di linea, sotto gli occhi evidentemente distratti della giudice di sedia, ha chiamato out un servizio esterno di Qiang Wang palesemente buono. Nessuna correzione e così la tennista cinese ha chiesto la verifica con l’occhio di falco. Il replay ha ovviamente dato ragione all’atleta di Tianjin, ma il giudice di sedia ha applicato un regolamento sconosciuto, facendo ripetere il punto. Nonostante Aryna Sabalenka fosse completamente fuori traiettoria e mai sarebbe potuta arrivare sulla palla. Con calma, appena appurato che il giudice di sedia non avrebbe rivisto la propria discutibile posizione, Qiang Wang ha servito nuovamente la prima, piazzato un vincente e messo le mani sul primo set. Grande torneo anche per Shuai Zhang (voto: 7,5): Elise Mertens, Timea Babos e, soprattutto, Angelique Kerber non erano clienti facili. Shuai Zhang le ha spente senza disdegnare di innalzare il livello nel terzo set. Ne sa qualcosa proprio la tedesca che, nella terza frazione, ha incassato un impietoso bagel. L’impresa stava per riuscire anche ai danni di Naomi Osaka, nei quarti di finale. La cinese, poco cinica, non è riuscita a capitalizzare prima il vantaggio di un set e un break. Stesso copione nel terzo parziale, nel quale ha servito per il match e un posto in semifinale. Qiang Wang e Shuai Zhang devono tuttavia confermarsi fuori dai campi di casa. Eloquenti i risultati della Wang che, prima della semifinale a Wuhan, aveva disputato tre tornei in Cina, vincendone due (Nanchang e Guangzhou).

ARYNA SABALENKA – Arrivata in grande fiducia e ottima forma dopo il trionfo di Wuhan, Aryna Sabalenka (voto: 8), ha avuto il merito di imporsi senza troppe difficoltà sulla miglior Muguruza vista in stagione e, agli ottavi, di approfittare con la giusta cattiveria agonistica del suicidio tennistico di Caroline Garcia (voto: 2): la transalpina, che difendeva il titolo, era avanti 7-5, 5-2 e fino a quando è scoccata l’ora di servire per il match ha giocato benissimo. Al momento di chiudere, buio totale. Aryna Sabalenka ha compreso tutto e nell’attimo in cui si è ritrovata di fronte una avversaria che nei punti decisivi ha iniziato a tremare e sbagliare, ha dilagato con grandinate di vincenti. La bielorussa anche se è stata stoppata da una  solida e concreta Qiang Wang, ha di fronte scenari molto accattivanti: non solo la top 10 a un passo, ma pochissimi punti da difendere per gran parte della prossima stagione. E tanti margini di miglioramento.

DISASTRO BIG – A parte il 2 a Caroline Garcia, incapace di reggere le pressioni e reduce da una stagione incolore, nessun voto a Simona Halep (infortunata), Angelique Kerber, Petra Kvitova, Elina Svitolina, Karolina Pliskova e Sloane Stephens. Impalpabili i segnali di presenza da parte di tutte. Cartellino giallo a Sloane Stephens per gli insulti indirizzati ad Anastasia Pavlyuchenkova. Perdere la testa perché una avversaria chiede l’intervento della fisioterapista non è concepibile e men che meno darle della donnaccia per un presunto smash tirato addosso. In caso di volontarietà del colpo ci sono i provvedimenti arbitrali, mentre simili cadute di stile non giovano all’immagine di una campionessa Slam e a quella del tennis.  Lo sgradevole episodio è raccontato in questo articolo. 

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