Wta Roma: Masha doma il folletto Gavrilova e vola in finale

Wta Roma: Masha doma il folletto Gavrilova e vola in finale

Maria Sharapova ce l’ha fatta. La siberiana oggi ha sconfitto la sorpresa del torneo, la ventunenne russa qualificata Daria Gavrilova in un match tutt’altro che facile, a tratti molto appassionante. Complice un problema fisico dell’avversaria, Masha è riuscita a chiudere più agevolmente il secondo parziale, con un punteggio di 7-5 6-3 in un’ora e 49 minuti.

La vincitrice di 5 prove Slam vola così in finale agli Internazionali Bnl d’Italia, torneo che ha conquistato due volte: nel 2011 contro l’australiana Samantha Stosur e nel 2012, contro la cinese Li Na. Grazie a questo risultato, Maria riscavalca Simona Halep e torna n. 2 del mondo. Domani sfiderà la spagnola Carla Suarez Navarro, che oggi ha sconfitto Simona Halep: se dovesse vincere, Masha conquisterebbe per la seconda volta il terzo trionfo in un torneo Wta, insieme al Premier di Stoccarda, anch’esso su terra battuta. La Sharapova, inoltre, eguaglierebbe il record di 11 tornei vinti sulla terra rossa di Serena Williams: un risultato sorprendente, se si considera che Maria ha vinto il suo primo torneo su questa superficie solo nel 2010, a Strasburgo.

Gli scontri diretti tra Masha e Carla recitano 3 a 1 per la siberiana, che ha vinto facilmente l’ultimo confronto qualche mese fa nel torneo australiano di Brisbane, che si è poi aggiudicata. Quello di domani, però, sarà il primo scontro diretto sulla terra.

La protagonista di oggi è stata però, un po’ paradossalmente, la giocatrice sconfitta: Daria Gavrilova, che in questi Internazionali ha dato il meglio di sé e ha infiammato il pubblico romano con la sua grinta eccezionale e il suo tennis vario e spumeggiante. Sin dal combattutissimo match contro Belinda Bencic, la giovane russa si era già conquistata un tifo indiavolato da parte dei gruppi di appassionati che avevano riempito i piccoli spalti del Campo 3. E forse, vedendola correre come una trottola, incitarsi quasi ad ogni punto e giocare tutti i colpi con estremo coraggio, si poteva intuire che la strada di questa giovane campionessa sarebbe stata lunga.  Ma ben pochi avrebbero scommesso che questo ‘folletto’, alto 1.66 cm., potesse battere Ana Ivanovic, Timea Baczinskzy e Christina McHale (che ha goduto del ritiro di Serena Williams) potesse giocarsi il match contro la sua illustre connazionale, che durante un’intervista ha definito “il suo mito”, insieme a Martina Hingis.

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Daria Gavrilova, classe ’94, rischiava di essere una promessa mancata: dopo una brillantissima carriera junior, il passaggio al circuito maggiore non aveva avuto successo, anche a causa di un serio infortunio. La russa in questi ultimi mesi sta dimostrando a tutti il suo talento e non ci stupirebbe se diventasse una protagonista del tennis femminile dei prossimi anni. In questa magica settimana, intanto, ha conquistato la prima semifinale in carriera in un torneo Premier 5 (è solo la terza volta che una qualificata conquista la semifinale di un Premier 5 o Mandatory partendo dalle qualificazioni, dopo la Halep, proprio a Roma nel 2013, la Hradecka a Madrid nel 2012 e la Niculesco a Pechino nel 2011.

La cronaca.
Il primo set, in un gremito Centrale, parte in modo inaspettato: entrambe sono impeccabili al servizio e mantengono percentuali altissime. Daria offre 6 palle break, ma le annulla tutte in modo eccezionale, a suon di recuperi da una parte all’altra del campo, iperbolici pallonetti e dritti incrociati che per Masha sono come spine sul fianco. Il pubblico si affeziona subito a questa strenua ‘maratoneta’, che prende tutto, risponde per le rime e spesso beffa la connazionale con palle corte o astuti passanti.

Masha passa avanti 6 a 5, e il tie-break sembra la conclusione più ovvia. Gavrilova, però, accusa un problema fisico non ben definito e, chiamato il trainer, esce fuori dal campo per il Medical Time-Out. Dopo i tre minuti regolamentari, la russa serve molto più piano e Masha non perde certo l’occasione di sparare vincenti e conquistare il primo break della partita, che vale il set.

Il secondo set è molto meno combattuto: la Gavrilova strappa prima il servizio a 30 e si porta avanti 3 a 1, ma poi subisce la tremenda controffensiva di Masha, che mette in serie 5 game consecutivi e si aggiudica l’incontro.

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