Buon compleanno, Arantxa Sanchez!

Buon compleanno, Arantxa Sanchez!

Qualche giorno fa abbiamo celebrato il compleanno di una grande tennista, Patty Schnyder, e oggi è il caso di celebrarne un altro. Compie infatti 45 anni Arantxa Sanchez Vicario, ex numero 1 del mondo.

Qualche giorno fa abbiamo celebrato il compleanno di una grande tennista, Patty Schnyder, e oggi è il caso di celebrarne un altro.  Compie infatti 45 anni Arantxa Sanchez Vicario, ex numero 1 del mondo.

Io sono di una ventina d’anni più giovane e non l’ho mai vista giocare in campo ai tempi. Ho recuperato però molte sue partite disputate. La prima volta che l’ho vista, assorto, proprio quando sei pronto a fissare attentamente un tennista (movimenti, colpi, atteggiamento) per farti un’idea, Arantxa Sanchez mi impressionò. Quella tenacia, quella determinazione, quella corsa estenuante a rincorrere ogni palla. Uno dei tanti esempi del tennis moderno per abnegazione, costanza e superamento dei propri limiti.

Per il resto Arantxa, un paio di anni fa, ha vuotato il sacco sulla sua vita privata, raccontando dei profondi dissapori con la famiglia. Proprio come Patty Schnyder. “Mi hanno lasciata senza niente e sono indebitata con il fisco” ha tuonato la spagnola nel libro autobiografico “Arantxa! Andiamo! Memorie di una lotta, una vita e una donna”.

La madre l’ho vista, mentre guardavo alcuni filmati. E molti di voi la ricorderanno con la sua chioma nero mogano. Così vistosa, così ingombrante. Tanto ingombrante da ostacolare la libertà della figlia: “Ho lasciato il tennis per la mia libertà. Mia madre decideva sui miei capelli e sui miei vestiti. Quanto a mio padre, mi concedeva mensilmente una cifra di cui dovevo rendergli conto”.

Pare che la famiglia sia arrivata persino a diffondere false notizie sul conto del secondo marito di Arantxa Sanchez, Pep Santacana, per screditarlo e far credere alla pubblica opinione che lui puntasse ai soldi della tennista. La madre, caparbia, contattò un autorevole quotidiano spagnolo per minacciare azioni legali nei confronti della figlia. Una situazione, da qualunque prospettiva la si voglia vedere, che suscita una profonda tristezza.

Eppure sul campo lottava. E vinceva: quattro titoli dello Slam e una lunga rivalità con Steffi Graf, battuta per la prima volta a soli 16 anni e non in un contesto qualunque, ma nella finale del Roland Garros. Dopo anni a giocarsi con la Sabatini il ruolo di terza incomoda rispetto alla stellare rivalità Seles-Graf, nel 1993 la Seles viene accoltellata e per la Sanchez siamo agli albori del suo anno migliore, il 1994. Nel 1994 perde la finale degli Australian Open contro la Graf, vince il secondo Roland Garros contro la Pierce e gli Us Open contro la Graf. Nel 1998 l’ultimo acuto (Roland Garros contro Monica Seles), il ritiro ufficiale è del 2002.

Nel 2003 io cominciavo a seguire il tennis. E iniziavo a recuperare anche alcune delle sue partite. E rimanevo a bocca aperta per la grinta sfoderata in campo. Tanti problemi familiari sia per lei che per Patty Schnyder. Tanta fantasia e tocco l’una, tanta grinta e tenacia l’altra. Due facce della stessa medaglia: il tennis. Due facce ugualmente degne di applausi infiniti.

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