Buon compleanno, Pat Rafter

Buon compleanno, Pat Rafter

Nasceva il 28 dicembre del 1972 il mitico Pat Rafter, maestro del serve and volley e noto per i suoi bermuda, per la correttezza in campo e per i suoi successi. Ecco come vogliamo ricordarlo.

Oggi è il compleanno di un (ex) tennista che qualcuno forse non conoscerà ma che tanti ancora amano: Pat Rafter. Patrick nasce il 28 dicembre del 1972 come settimo figlio di nove; comincia a giocare a tennis all’età di cinque anni assieme al padre e ai fratelli, praticando su un campo in cemento abbandonato.

Da junior non combina granché, esplode definitivamente solo nel 1997. Leggero e inconsistente da fondo nei suoi primi anni di professionismo, nel 1993 supera però il numero 1 del mondo, Sampras, nei quarti di Indianapolis. Nel 1995 entra nella sua orbita Tony Roche, con cui lavorerà molto e alla grande. I risultati arriveranno, infatti: doppietta Us Open 1997 – 1998 su tutti. Sempre magico a rete, reattivo e aggressivo (incantevoli le sue veroniche, il suo back, le volée), in questi anni affina il dritto e migliora il servizio. Cambia in campo, cambia fuori: diventa oggetto del desiderio incarnando l’ideale dell’australiano dedito al surf, sua grande passione. I suoi bermuda hawaiani e i capelli raccolti in un codino sono passati alla storia.

È stato anche un grande campione di correttezza. Con la sua fondazione, “Cherish the children”, ha portato avanti molte iniziative, ma non solo: è ricordato per il gesto di aver restituito il compenso dopo un torneo giocato male, conclusosi con l’eliminazione al primo turno: “Non ho fatto un buon lavoro, non ho onorato il pubblico accorso per vedermi. Perché dovrei essere pagato?”. Nel 1997, durante il torneo di Adelaide, fa cambiare a suo sfavore la chiamata del giudice di linea, durante un intenso tie-break con Cherkasov, consegnando di fatto il secondo set al suo avversario.

È stato il numero 1 meno longevo della storia del tennis, una sola settimana in testa alle classifiche. Poco consono, forse, al ruolo di leader incontrastato. Pat Rafter ha sofferto, a tratti, la vita faticosa di un tennista, concedendosi lunghe pause dal tennis giocato. Ma, più di ogni altra cosa, pesa forse il mancato successo a Wimbledon, sfiorato in due occasioni: nel 2000 e nel 2001. Due esaltanti finali, prima con l’odiato Sampras, poi con Ivanisevic (perde 7-9 al quinto). Due lampi di una carriera fantastica ma già messa in crisi dai soliti problemi alla spalla: nel 2000, proprio prima della finale raggiunta a Church Road, era fuori dalla top 50. Arriva il ritiro presto, ufficializzato il 10 gennaio del 2003.

Look altisonante come il tennista, gran maestro del serve & volley, battagliò con Sampras e Agassi. Modello per Kyrgios, criticato da Tomic: “E’ un bravo attore, se ne parla bene di lui, è sempre preparato e sa cosa dire grazie all’aiuto di Tennis Australia”. Queste parole sono costate a Tomic l’esclusione dalle convocazioni per il match dei quarti di Coppa Davis, di cui Rafter è stato capitano fino a quest’anno. Passato al ruolo di direttore del settore tecnico della Federazione Tennis Aussie, Pat non è riuscito a rimanere troppo lontano dal suo mondo.

Buon compleanno, Pat Rafter.

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