Il compleanno più difficile per Sharapova: il suo futuro appeso a un microgrammo

Il compleanno più difficile per Sharapova: il suo futuro appeso a un microgrammo

La tennista russa, lontana dai campi perché trovata positiva a un test antidoping agli Australian Open, potrebbe godere dell’amnistia dell’Agenzia internazionale antidoping sull’uso del Meldonium. Un regalo inaspettato per il suo 29esimo compleanno.

Il più bello (e inaspettato) regalo di compleanno lo potrebbe ricevere dalla WADA, l’agenzia mondiale antidoping, che nei giorni scorsi ha annunciato una possibile amnistia per tutti gli atleti trovati positivi al Meldonium nei controlli effettuati prima del 1° marzo 2016, purché la quantità della sostanza (diventata illecita a partire dal 1° gennaio di quest’anno) riscontrata nei test non superi il microgrammo. Maria Sharapova potrebbe dunque tornare presto sui campi che l’hanno vista diventare la campionessa che è. Questo perché le analisi di laboratorio non consentono di capire con esattezza quanto tempo prima del test la sostanza è stata assunta.

La siberiana oggi compie 29 anni: forse il compleanno più difficile e triste per lei, dopo l’ormai famosa conferenza stampa di Los Angeles, dei primi di marzo scorso, quando annunciò la sua positività ai controlli antidoping effettuati agli Australian Open. Un giorno che ha segnato uno spartiacque per la sua vita.

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Massa annuncia in conferenza stampa la positività ai test antidoping

Da protagonista del circuito e icona mondiale di bellezza e dello sport, le sue ali di cera si sono sciolte al sole nel giro di poche ore, facendola cadere nel baratro dell’incertezza sul suo futuro, con la pesante Spada di Damocle della squalifica da 2 a 4 anni sulla testa. Gli sponsor l’hanno immediatamente abbandonata scappando via a gambe levate, così come l’ha scaricata l’Onu, sospendendola dalla carica di “Ambasciatrice di buona volontà”.

Ma fino a che punto si possono attribuire responsabilità alla russa per quanto accaduto? Di sicuro, bisogna considerare l’intera vicenda che riguarda la sostanza vietata in questione. Sì, perché il Meldonium fino al 31 dicembre 2015 era considerato un farmaco legale, tant’è che tanti atleti ne facevano uso. Di questi, la quasi totalità sono russi. Era, dunque, una sostanza che nell’ambiente sportivo russo veniva somministrata costantemente, anche perché prodotta in Lettonia e quindi molto diffusa nell’Europa dell’est.

Detto questo, però, non si può non imputare alla Sharapova la negligenza e la superficialità con cui ha letto quella famosa e mail ricevuta dalla Wta, in cui si faceva riferimento, oltre a una serie di altri argomenti, anche agli aggiornamenti sulle sostanze proibite dalla WADA. La sua tesi difensiva si basava sul fatto che era “un percorso a ostacoli riuscire a leggere le informazioni relative al doping: “Il 18 dicembre 2015 ho ricevuto una mail con l’oggetto: Players News – aveva detto – Conteneva tonnellate di informazioni su tornei, trasferte, ranking, statistiche e, certo, antidoping”. Ma per una super professionista come lei, circondata da uno staff composto da altri super professionisti, non si può certo accettare una giustificazione del genere.

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Il bollettino con le sostanze proibite pubblicato da Maria Sharapova su Facebook.

Ad ogni modo, se dovesse arrivare la tanto sperata (per i russi) sanatoria internazionale, l’intera questione svanirebbe come una bolla di sapone e Maria sarebbe pronta a giocare sin da subito. Sempre che la quantità di Meldonium presente nelle sue urine sia inferiore al microgrammo. Intanto, l’organizzazione del Roland Garros l’ha inserita nell’entry list dello Slam. Staremo a vedere.

Alla soglia dei 30, Masha avrebbe di fronte a sé ancora diversi anni di carriera ai massimi livelli. Negli ultimi tempi, infatti, la longevità dei tennisti è cresciuta (anche se tra le donne meno che tra gli uomini), permettendo agli atleti di giocare addirittura fino alla soglia dei 35 anni.

L’anima di un essere umano si dice pesi 21 grammi. Ma il futuro della siberiana dipende da un peso infinitesimamente più piccolo. La vita, a volte, è davvero beffarda.

2 commenti

2 commenti

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  1. Massimo Miranda - 1 anno fa

    E a qualche centimetro

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  2. Andrea Arcide - 1 anno fa

    E’ stato solo un modo per screditarla, gli hanno fatto perdere tutti gli sponsor, altro che regalo.

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