Tanti auguri a Gaston Gaudio, campione di imprese e follie

Tanti auguri a Gaston Gaudio, campione di imprese e follie

Oggi Gaston Gaudio spegne trentasette candeline, una carriera da eterno incompiuto con la gemma del Roland Garros.

Gaston Gaudio è uno di quegli atleti che non dimentichi facilmente, uno di quei talenti cristallini, quei diamanti grezzi, mai diventati pienamente brillanti.
Il suo rovescio mozzafiato, “da artista” dicevano, fece innamorare gli esteti del tennis, lo stesso che nel 2004 lo portò a trionfare al Roland Garros in un’epica finale contro il poco amato connazionale Guillermo Coria.

“El Gato” (Il Gatto), come veniva soprannominato, rimontò due set di svantaggio, fino a vincere al quinto per 8-6, riportando così dopo venticinque anni uno Slam in terra argentina.
La vittoria parigina rimarrà il punto più alto della sua carriera, insieme alla quinta posizione mondiale, suo best ranking, raggiunto nel 2005.
Gaston era un campione “normale”, sensibile ed umano, vittima spesso dei suoi fantasmi interiori, in lotta perenne contro se stesso, tra isterismi, imprecazioni e racchette rotte.
Il suo carattere turbolento gli impedì forse di rimanere ai vertici del tennis mondiale che di fatti benedì appena, comportamento tipico della meteora che è stato.

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Nel 2008 scende fino al n.585 e decide di dare l’addio al tennis giocato. L’anno dopo di ci prova ma il suo ritorno è inglorioso, così nel 2011, dopo un anno sabbatico di totale inattività, decide di appendere definitivamente la racchetta al chiodo.
Mi sto divertendo molto più ora”, disse tempo fa in un’intervista, “ero così nervoso, avevo tanta pressione addosso che era impossibile divertirsi”, parole che dimostrano l’inquietudine che l’accompagnava in campo.

Buon compleanno Gaston.

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