Boris Becker: “Io capitano di Davis? No, grazie!”

Boris Becker: “Io capitano di Davis? No, grazie!”

A meno di un mese la Germania non ha ancora un capitano di Davis

La notizia del giorno ha a che fare con un ex celebrità del tennis  e la Coppa Davis, precisamente ci riferiamo all’ex tennista tedesco vincitore di 6 prove del Grande Slam Boris Becker il quale ha deciso di auto-escludersi dal ruolo di futuro capitano della squadra tedesca di Coppa Davis. Ufficialmente il motivo è da ricercarsi nell’incociliabilità, a suo avviso, di tale ruolo con quello di allenatore del numero 1 al mondo Novak Djokovic.

Boris Becker Boris Becker

Boris Becker ha infatti confermato di aver prolungato il contratto come coach di Novak Djokovic anche per la prossima stagione: “La nostra collaborazione ha dato i suoi frutti quest’anno” – ha dichiarato l’ex tennista di Leimen  “Non riesco ad immaginare ora come potrei diventare anche capitano di Davis”.

“Sono molto impegnato. Ho una famiglia, e anche con le migliori intenzioni e in maniera temporanea, non riesco a immaginarmi in questa posizione. Amo la patria e mi piace la Coppa Davis. Carsten ha fatto un buon lavoro l’anno scorso”.
becker
Carsten Arriens, che aveva soffiato quattro anni fa il posto a Boris Becker e che ha guidato il team fino alla scorsa stagione, è stato licenziato a inizio mese dalla federazione a causa degli screzi avuti con il numero uno di Germania Philipp Kohlschreiberche aveva abbandonato la squadra. “E’ complicato per il capitano non avere a disposizione il numero 1 della squadra.”

Dopo il no secco dell’ex celebrità del tennis tedesco, il vero problema per la federazione è quallo di capire chi potrà assumero tale ruolo? La nazionale tedesca dal 6 all’8 marzo, affronterà a Francoforte, nel primo turno di Davis la Francia, finalista nel 2014, urge dunque una soluzione al più presto.

Dirk Hordorff, vice-presidente della DTB, la federazione tennis tedesca, ha dato ufficialmente il via all’operazione “cercasi disperatamente candidato”, sono infatti ufficialmente iniziati anche i colloqui. Fra i vari “papabili” emergono  i nomi di  Waske e Schuettler.

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