Coppa Davis: India- Italia si giocherà sull’erba di Calcutta

Coppa Davis: India- Italia si giocherà sull’erba di Calcutta

La Coppa Davis 2019 è quasi alle porte e venerdì 1 e sabato 2 febbraio si svolgerà la fase preliminare, funzionale alla qualificazione per la finalissima che si terrà a Madrid dal 18 al 24 Novembre 2019. L’Italia, in trasferta, se la vedrà contro l’India e sarà il prato verde del Calcutta South Club ad ospitare la sfida, anche se il complesso non rispetta a pieno i requisiti di spazio e capienza minimi.

di Giuliana Cau

Raramente capita di veder giocare incontri di Coppa Davis in una superficie diversa dalla terra battuta o dal cemento indoor. L’ultima volta, il privilegio, era toccato al Queen’s Club di Londra nel Settembre 2015, quando si disputò la semifinale tra Gran Bretagna e Francia, che vide trionfare e accedere alla finalissima la squadra di Andy Murray, che poi si recò a Gand, in Belgio, per conquistare definitivamente la decima insalatiera d’argento. Il prossimo anno toccherà all’Italia, presumibilmente di Fabio Fognini, Marco Cecchinato, Andreas Seppi e Matteo Berrettini, rinverdire (nel vero senso della parola) i prati color smeraldo (si spera) del Calcutta South Club per poter accedere, successivamente, alle fasi finali che si terranno a Madrid nella settimana tra il 18 e il 24 Novembre, appena dopo la conclusione delle ATP Finals. Sulla carta questa sfida non dovrebbe rappresentare un problema dato che l’India, pur rispettabile come tutte le squadre di Davis, si presenta come un team tecnicamente inferiore rispetto alla rosa di giocatori italiani che Corrado Barazzutti potrà schierare per l’occasione. Fatto sta che a parte Andres Seppi, di cui si ricorda una finale ad Halle nel 2015 persa contro Roger Federer, i nostri giocatori non amano particolarmente questa superficie, soprattutto Fabio Fognini che sull’erba non esprime certamente il suo miglior tennis e ciò sarà senza dubbio un fattore discriminante nell’economia degli incontri. Tra gli azzurri, visti i trascorsi, il più affidabile risulta essere l’altoatesino, ma considerata l’età per certi versi “avanzata” (34 anni) e alcuni problemi fisici che ogni tanto gli si presentano, Capitan Barazzutti potrebbe trovarsi costretto ad optare per una scelta diversa. Anche Marco Cecchinato, pur amando l’erba come da lui stesso dichiarato, ancora non ha ottenuto risultati di spessore per sapere se potrà essere l’asso nella manica da sfruttare e Matteo Berrettini resta per il momento un’incognita. Il romano è forte e talentuoso, ma conserva tuttora delle lacune non trascurabili sul lato del rovescio e riguardo la tenuta fisico-emotiva. Certo è che i tennisti avversari, considerando il loro ranking e il magro palmares, non presentano una classifica invidiabile: il migliore è Yuchi Bambri, 26enne di New Delhi (numero 107 ATP), ma come si è detto più volte, riguardo alla Coppa Davis, il fattore campo potrebbe pesare non poco in questo primo turno e l’Italia non dovrà permettersi distrazioni, avendo davanti degli avversari abituati a giocare sui campi verdi e a conoscerne quindi i segreti. Del resto, se andiamo ad analizzare i precedenti, il Bel Paese è sì avanti 4-1 negli scontri diretti, ma l’unica sconfitta risale al primo turno del 1985 quando i match si tennero proprio sull’erba di Calcutta. Quindi non bisognerà sottovalutare la forza del trend positivo, che il fattore campo potrebbe favorire nei propositi di riscatto dei tennisti indiani.

Fabio Fognini, Wimbledon 2017
Fabio Fognini, Wimbledon 2018

Da sottolineare come l’ITF abbia concesso alla Federazione Indiana la deroga di giocare in un complesso che non rispetta totalmente i requisiti minimi di spazio e capienza, dopo aver ascoltato le richieste del capitano Mahesh Bhupathi, che ha pubblicamente dichiarato come giocare con l’Italia sul cemento sarebbe equivalso ad “un suicidio bello e buono”. Il segretario dell’AITA (Federazione indiana), Hironmoy Chatterjee, ha chiarito così la propria richiesta, accolta oggi, all’agenzia di stampa nazionale PTI: “Abbiamo chiesto e ottenuto dall’ITF di giocare sull’erba, pur avendo il South Club una capienza di tremila posti e 21 piedi disponibili a fondo campo (6,2 metri). La superficie ci sembra la migliore, considerando la forza degli italiani sul cemento“.  Chatterjee ha specificato anche come l’AITA abbia proposto di spostare l’evento –compresso in due giorni, come prevede la nuova formula– al sabato e alla domenica anziché farlo partire dal venerdì, e come questa ulteriore eccezione invece non sia stata accolta.

HEAD TO HEAD ITALIA- INDIA:

1928 – Torino (terra rossa), Italia, quarti Zona Europa ITALIA b. India 4-1

1952 – Brisbane (erba), Australia, 1° turno/semifinale Interzona ITALIA b. India 3-2

1958 – Firenze (terra rossa), 2° turno Zona Europa ITALIA b. India 3-2

1985 – Calcutta (erba), 1° turno World Group India b. ITALIA 3-2

1998 – Genova (terra rossa),  1° turno World Group ITALIA b. India 4-1

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  1. Maria Diomede - 4 settimane fa

    Molto ambigua la scelta di giocare la Davis su questa superficie, da parte degli avversari. L ‘erba è ostica agli italiani… quindi non darei per scontata la vittoria dei nostri….a parte Seppi che è uno dei pochi che sa giocare sull’erba…gli altri titolati non hanno un buon feeling con questa superficie. Ci vorrà una buona preparazione per affrontare questa sfida..ma sono certa che il nostro capitano sarà pronto per incoraggiare i suoi ragazzi

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    1. Giuliana Cau - 4 settimane fa

      Più che altro non capisco il favoritismo di farli giocare sull’erba se l’impianto non è a “norma”… Non è colpa nostra se sul cemento non sono competitivi.

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