Coppa Davis: la storia

Coppa Davis: la storia

Ripercorriamo un po’ di storia del più antico campionato a squadre per nazioni di qualsiasi disciplina sportiva: la Coppa Davis.

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Animati dal desiderio di sfidare i colleghi britannici, nel 1899 quattro membri della squadra di tennis dell’Università di Harvard idearono la “Coppa Davis”; ossia il più antico campionato a squadre per nazioni di qualsiasi disciplina sportiva.

Ricevuto il via libera dalle rispettive associazioni, uno dei quattro giocatori di Harvard, Dwight F. Davis, imbastì la formula del torneo e, di tasca sua, acquistò un trofeo d’argento. Un uomo, Dwight Davis che terminata la parentesi tennistica intraprese una notevole carriera politica diventando Segretario alla Guerra dal 1925 al 1929 e Governatore Generale delle Filippine dal 1929 al  1932. Ad ogni modo, il primo incontro tra Stati Uniti e Regno Unito si tenne nel 1900 al “Longwood Cricket Club” di Boston  e a farla da padrone furono gli yankee. L’anno seguente le due nazioni non gareggiarono e gli USA  rivinsero la sfida nel 1902. Dopo tre successi da parte della Gran Bretagna, nel 1905 il torneo si allargò per comprendere Belgio, Austria, Francia e “Australasia” una formazione in cui si mescolavano Australia e Nuova Zelanda; le quali gareggiarono insieme fino al 1922 e che alzarono il trofeo per quattro anni consecutivi. Addirittura sette furono i sigilli impressi dagli Stati Uniti di Bill Tilden, dal 1920 al 1926. Dal 1927 la Francia dei “Quattro Moschettieri” Jean Borotra, Jacques Brugnon, Henri Cochet & René Lacoste, è invece padrona della competizione per sei anni di fila.

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Negli annali del tennis rimarrà per sempre lo scontro tra Stati Uniti e Germania del 1937 e, in modo particolare, il match tra Gottfried Von Cramm e Don Budge. Nel set decisivo il tedesco era infatti avanti 4-1 quando Budge si librò in una straordinaria rimonta finendo con il vincere 8-6. In un’intervista, Budge raccontò poi a un giornalista che von Cramm aveva ricevuto una telefonata da Hitler pochi minuti dall’inizio del match, da cui ne era uscito pallido e serioso; per questo giocò ogni punto come se la sua vita dipendesse dalla vittoria.

Ad ogni modo, se fino al 1936 la Gran Bretagna riuscì a dire la sua, dagli anni ’40 l’evento; inizialmente battezzato “International Lawn Tennis Challenge” per poi essere rinominato “Coppa Davis” alla morte di Dwight Davis nel 1945, sarà tutto un affare tra USA ed Australia. Entrando nel dettaglio, dal 1950 al 1967, l’Australia di Rod Laver, Lew Hoad, Ken Rosewall  Roy Emerson e Neale Fraser dominò la competizione vincendola per 15 volte in 18 anni. Nel 1974 il Sud Africa si aggiudica il torneo a squadre grazie al forfait dell’India in finale come segno di protesta contro la politica di apartheid del governo sudafricano. Nel 1975 è la Svezia guidata da un giovanissimo Bjorn Borg a sedersi sul trono.

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Nel 1976 sotto la sapiente ala di Nicola Pietrangeli, Adriano Panatta, Corrado Barazzuti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli diventeranno gli “eroi di Santiago del Cile”. Al cospetto della forte pressione politica che chiedeva allo squadrone azzurro di rinunciare alla finale, in quanto in Cile vigeva una dittatura guidata da Pinochet; il grande Nicola così replicò: “Lasciateci giocare a tennis. Ce lo meritiamo questo privilegio. La politica la facciano i politici. Se non andiamo in Cile non si sarebbe nemmeno dovuto andare in Unione Sovietica, in Cecoslovacchia, in Brasile e in Argentina”. Nel 1977 l’Australia di John Newcombe e Tony Roche impedisce all’Italia di fare il bis; così come sempre in finale gli azzurri si fermano nel 1979 a San Franciscon contro gli USA e nel 1980 a Praga contro la Cecoslovacchia di Ivan Lendl.

Negli anni ’80 fa paura lo squadrone svedese di Mats Wilander, Stefan Edberg, Joakim Nystrom, Anders Jarrid e Jonas Svensson che, dal 1983 al 1989 disputa sette finali spuntandola tre volte. Dopo le vittorie della Germania di Boris Becker; nel 1991 la Francia capitanata da Yannick Noah torna regina di Davis. Sono anni di abbondanza anche per gli USA che, potendo contare su Pete Sampras, Andre Agassi, Jim Courier e Michael Chang conquistano i titoli nel 1990, nel 1992 e nel 1995. Basilare nel 1995 lo zampino di John McEnroe che, dopo essere stato gestito da Arthur Ashe ed aver riportato come giocatore gli USA nell’Olimpo nel 1978, 1979, 1981 e 1982; diventato a sua volta capitano è riuscito ad amalgamare una squadra composta da campioni divisi da differenze caratteriali e uniti solo da un esasperato individualismo.

A metà degli anni ’90 la Russia di Evgeny Kafelnikov disputa due finali, per vincere però i discendenti di Tolstoy e Dostoevskij devono attendere Marat Safin il quale trascina la sua nazione ad uno storico traguardo sia nel 2002 che nel 2006. Se nel 1983 e nel 1986 l’Australia urla la sua gioia insieme a Pat Cash e Wally Masur; nel 1999 e nel 2003 fa leva su Lleyton Hewitt, Mark Philippoussis, Mark Woodforde e Todd Woodbridge. Nel 1999 gli ‘aussie’ battono la Francia, mentre nel 2003 si impongono a “Melbourne Park” sulla Spagna. Nel 2005 alla “Sibamac Arena National Tennis Centre” di Bratislasva si consuma la prima volta della Croazia di Ivan Ljubicic e Mario Ancic. Cinque anni prima, era stata la volta di un’altra nazione “vergine”: la Spagna; che avrebbe ripetuto l’impresa nel 2004, nel 2008, nel 2009 e nel 2011 forte di fuoriclasse quali Juan Carlos Ferrero e Albert Costa prima; nonché Carlos Moya, Rafael Nadal, Fernando Verdasco e David Ferrer poi. Nel 2010, alla “Belgrade Arena”, svetta la Serbia di Novak Djokoivc, Janko Tipsarevic e Viktor Troicki. Teatro, quello di Belgrado, che ospiterà anche la finale di quest’anno; tra i padroni di casa e la detentrice del titolo, la Repubblica Ceca di Tomas Berdych, Radek Stepanek e Lukas Rosol.

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Dalla nascita della competizione, con i suoi 32 successi gli USA sono la nazione che ha vinto più volte la Coppa Davis, seguita dall’Australia a quota 23, dalla Francia e dal Regno Unito con 9 sigilli e dalla Svezia con 7 vittorie.

Il giocatore che detiene più vittorie in Coppa Davis è Nicola Pietrangeli; che può vantare uno score 78 successi e 32 sconfitte  in singolare, di 42 successi e 12 sconfitte in doppio per un totale di 120 trionfi e 44 battute d’arresto. Lo seguono Ilie Nastase e Manuel Santana; mentre tra i giocatori in attività il più vincente è l’indiano Leander Paes che conta 48 vittorie e 22 sconfitte in singolare, 40 vittorie e 10 sconfitte in doppio, per un totale di 88 vittorie e 32 sconfitte.

Qualche curiosità..

Giocatore più giovane a scendere in campo: Kenny Benzer (Liechtenstein) a 14 anni e 5 giorni.

Giocatore più vecchio a scendere in campo: Vittorio Pellandra a 66 anni e 124 giorni.

Maggior numero di partite giocate: Domenico Vicini con 75.

Capitano più giovane: lo statunitense Maurice McLoucghilin a  19 anni e 9 giorni.

Capitano vincitore più giovane: Dwight F. Davis a 21 anni e 82 giorni

Partite più lunghe in termini di tempo di gioco:

St. Louis 1982, quarti di finale. John McEnroe (Usa) def. Mats Wilander (Swe) 9-7 6-2 15-17 3-6 8-6 in 6 ore e 22 minuti.

Hartford 1987, spareggio. Boris Becker (Ger) def. John McEnroe (Usa) 4-6 15-13 8-10 6-2 6-2 in 6 ore e 21 minuti

Ginevra 2013, ottavi di finale: Tomas BerdychLukas Rosol (Cze) def. Stanislas Wawrinka – Marco Chiudinelli (Sui) 6-4 5-7 6-4 6-7; 24-22 in 7 ore e 2 minuti.

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