Coppa Davis, le parole di Andreas Seppi e Corrado Barazzutti

Coppa Davis, le parole di Andreas Seppi e Corrado Barazzutti

La prima giornata tra Italia e Svizzera è stata più complicata del previsto. Ecco le dichiarazioni di Seppi e di capitan Barazzutti in attesa del match di doppio che potrebbe regalare un decisivo 3 a 0 al team azzurro.

Quasi nessuno poteva prevedere che l’impegno degli azzurri a Pesaro nella prima giornata contro il team svizzero, orfano di Roger Federer e Stan Wawrinka, sarebbe stato così duro e intenso. La battaglia infinita tra il nostro Paolo Lorenzi e un ispiratissimo Marco Chiudinelli, e poi il lottato match tra Seppi e un ottimo Laaksonen hanno stupito coloro che pronosticavano due vittorie scontate.

I successi per il team azzurro sono comunque arrivati e oggi l’Italia, avanti 2 a 0, è impegnata nel match di doppio, che potrebbe regalare la definitiva vittoria.

Queste le dichiarazioni di Corrado Barazzutti:

E’ stata una giornata molto dura e intensa, ma alla fine siamo in vantaggio 2-0. Gli svizzeri stanno giocando a un livello molto alto, ma non è pensabile che non diano il massimo, siamo in Coppa Davis, la massima competizione mondiale. Abbiamo faticato e sofferto in campo, ma sia Paolo che Andreas hanno fatto valere il loro maggior spessore tecnico aggiudicandosi gli incontri in cui partivano favoriti. Ho le idee chiare per il doppio sulla coppia da schierare ma non intendo concedere alcun vantaggio agli elvetici….
Se molli proprio adesso ti strozzo, ho detto a Paolo, e l’ho invitato calorosamente a rimanere attaccato alla partita fino all’ultimo punto e a continuare a combattere, perché il match non era ancora finito. Sono cose normali che si dicono in certi momenti e a volte possono aiutare chi è in campo. Di sicuro lui, che aveva anche problemi fisici, è stato eroico nel portare a casa questa partita” .

Queste invece le parole di Andreas Seppi:

“Era importante sul piano psicologico essere in vantaggio dopo il primo singolare, anche se io aspettando la fine della partita di Paolo, durata quasi cinque ore, ho speso molte energie nervose e forse sono entrato un po’ meno carico del normale.
Ho commesso qualche errore gratuito di troppo, però è anche giusto dare merito al mio avversario, che ha servito bene e anche di dritto spingeva non poco, oltre a muoversi molto bene sul terreno di gioco. Nei momenti che contavano mi sono aggrappato pure io alla battuta e ho messo alcune prime che mi hanno portato punti pesanti. Dopo aver vinto i primi due set, pensavo di poter avere vita più facile, invece il match è sempre stato tirato. Del resto, siamo arrivati qui domenica da Dubai e in pochi giorni non è semplice abituarsi a una superficie come la terra dove non giocavo da 7-8 mesi”.

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