Corrado Barazzutti: “Le modifiche uccideranno la Coppa Davis”

Corrado Barazzutti: “Le modifiche uccideranno la Coppa Davis”

Corrado Barazzutti, così come l’intera squadra azzurra, non approva i possibili cambiamenti della Coppa Davis che rischiano di rovinare l’atmosfera unica.

di Andrea Lombardo

Tra l’1 ed il 4 agosto scopriremo qual è il futuro della Coppa Davis. I rappresentanti delle varie federazioni voteranno a favore o contro la riforma del presidente Haggerty (match al meglio dei 3 set, sede neutra per la finale, tutto in una settimana, 2 singolari e 1 doppio a sfida). A quanto pare, solo la Francia sembra appoggiare questa decisione, mentre agli paesi, tra questi anche l’Italia, si è assolutamente schierata contro

LE PAROLE DI CORRADO BARAZZUTTI – Il nostro capitano, da sempre sostenitore della Coppa Davis, non ha minimamente appoggiato le possibili modifiche della riforma: “Cambiare un format che funziona da più di cent’anni significa ammazzare questa competizione. Sarebbe come far giocare uno slam in una settimana ed in tre set. La coppa Davis ha radici profonde e una grande tradizione, si gioca per rappresentare per il proprio paese ed è bella proprio perché è diversa. Le modifiche potrebbero portare ad un declassamento della competizione.” 

Corrado non è stato capitano solamente in Davis ma anche in Fed Cup. Sotto la sua guida, le azzurre hanno vinto per quattro volte la Fed Cup, dunque il suo attaccamento alla competizione a squadre è molto forte.

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Non solo Barazzutti, anche i giocatori della squadra azzurra non appoggiano la possibile rivoluzione.

ANDREAS SEPPI – “La Davis ha tanta tradizione e giocarla in una sede unica la trasformerebbe in un torneo tradizionale, senza tifo. Cambiando tante regole la Coppa Davis rischia di perdere la sua identità. Forse sarebbe meglio giocarla ogni 2 o 3 anni per renderla speciale.” 

PAOLO LORENZI – Con le nuove modifiche penso che sarà difficile continuare a chiamarla Coppa Davis. Credo che la Davis debba rimanere così come è adesso. Ha resistito per tantissimi anni e si tratta di un format diverso dagli altri, che la gente apprezza molto anche per questo.”

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