Italia vs. Argentina è una sfida aperta

Italia vs. Argentina è una sfida aperta

Cosa aspettarci dalla sfida tra Italia e Argentina che domani va in scena a Pesaro? Tantissime le incongnite, sia in Casa Italia che per il team sud-americano. Una sfida aperta con l’incognita Del Potro da risolvere.

Domani a Pesaro va in scena Italia vs. Argentina, un quarto di finale Davis davvero difficile da decifrare, come quei rebus sui quali gli amatori dell’enigmistica si allambiccano per giorni senza riuscire a riconoscere l’ultimo tassello per dare la soluzione. Intanto la location: Pesaro, che quasi 20 anni fa, nel 1997, fu teatro di un Italia – Spagna memorabile per la storia del nostro tennis.  Questa volta cambia la superficie, dal veloce indoor si passa alla terra rossa outdoor, e soprattutto cambia il clima sportivo. La data di Davis è infatti piuttosto schiacciata dal calendario 2016, con la settimana olimpica a guastare i programmi di organizzatori di tornei e di incontri di Davis. Ma cambia anche la situazione delle due squadre, che avevano già incrociato le loro racchette due anni fa, a campi ovviamente invertiti. Allora vinse l’Italia, grazie a Fabio Fognini particolarmente ispirato. Ma oggi? Che Italia si presenterà al pubblico pesarese? E soprattutto, cosa dire dell’Argentina e del suo colosso acciaccato, il buon Juan Martin Del Potro?
coppa davis pesaro
Andiamo con ordine. L’ItalDavis in versione luglio 2016 è una squadra che ha pochissime certezze. Andreas Seppi quest’anno ha giocato poco, ma tutto sommato ha giocato bene. In particolare, la breve stagione su erba ci restituisce un Andreas affidabile, solido, quanto meno con una tendenza al recupero della fiducia che lascia ben sperare. Non sappiamo cosa dire di Fabio Fognini: il ligure ha giocato davvero poco dopo il Roland Garros, e prima ancora ha regalato pochissime gioie ai suoi tifosi. Inutile ripercorrere la sua stagione, finora deludente. Il fatto interessante è che ha già giocato contro Federico Delbonis, singolaristo scelto dal team argentino insieme a Pico Monaco. Una vittoria a Wimbledon, a fatica, al quinto set, ed una sconfitta, ancora una volta al fotofinish al torneo di Buenos Aires. E si gioca su terra.

Juan Martin Del Potro ha dovuto dare forfait al Roland Garros per il solito problema al polso

Gli argentini recuperano il loro asso, quel Juan Martin Del Potro che, se in forma, cambierebbe senza dubbi di sorta l’esito di una sfida che resta aperta, definivamente a favore dei sud-americani. Ma Delpo non è al meglio, e se dovesse essere rispettata la vecchia regola del tennis, ovvero che per ritornare agli stessi livelli di gioco prima di un infortunio occorre lo stesso tempo di stop patito, allora saremmo certi di rivedere il miglior Juan Martin solo verso la fine della stagione 2016. Certo, non è particolarmente sportivo augurarsi qualcosa del genere, ma si deve fare di necessità virtù. Del resto lo stesso discorso può valere per Andreas Seppi e Juan Monaco. Già, Monaco, el Pico. Giocatore che, come il nostro Andreas, ha superato i trent’anni e ha subito stop diversi a cavallo tra il 2015 e il 2016, costretto al ritiro a Roma, dove aveva l’occasione ghiotta di raggiungere la semifinale.

Il dato quindi che emerge è quello di un sostanziale equilibrio e di un Del Potro non in condizione, diversamente non si capisce perché non è titolare già da domani. L’idea di schierarlo in doppio insieme a Guido Pella è solo pretattica, sebbene il parco doppisti argentino è sicuramente più precario del nostro: Seppi e Fognini, che scenderanno in campo anche sabato, nonostante la solita “pretattica” di Barazzuti che non è più manco un segreto di Pulcinella, sono certamente più affidabili di Guido Pella e JMD.

05-juan-monaco-contro-del-potro

Quale elemento potrebbe decidere la vittoria allora? Intanto diciamo il pubblico. Pesaro, l’estate, la voglia di vittoria degli appassionati potrebbe accendere sia Seppi che, soprattutto, Fognini, un giocatore in cerca di se stesso in questo 2016 così movimentato da acciacchi, scelte di vita importanti, qualche sconfitta inopinata, qualche acuto troppo solitario per contare davvero. Un elemento, quello del fattore-campo, da non sottovalutare. Lo stesso Seppi, del resto, ha voglia di riscatto, e la Davis potrebbe cadere nel momento giusto da questo punto di vista. Delbonis non è certamente un cuor di leone: grande promessa mai sbocciata, chiamato oggi a vincere una partita per non mettere il suo più titolato compagno di squadra nella scomoda posizione di dover vincere per forza contro Fognini. Questi due, in sintesi, i due elementi che potremo verificare già domani. E poi c’è Delpo, la terza variabile, incalcolabile per mancanza di dati certi.

Infine una riflessione. Con il forfait di Bolelli perdiamo un doppista affidabile, quanto meno per dare respiro a Seppi nella giornata di sabato. Il doppio torna a rappresentare un problema per casa-Italia. Nè Lorenzi, nè tanto meno Cecchinato, possono essere considerati in questo senso quale alternativa valida. Dietro il deserto. Si preannunciano stagioni difficili, a venire. Ma per adesso giochiamoci questo quarto di finale, così aperto, nella speranza che qualcuno si renda conto della situazione pre-comatosa dell’Ital-tennis che si profila all’orizzonte.

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