L’Italia di Davis si è in(Fogna)ta?

L’Italia di Davis si è in(Fogna)ta?

Dopo la vittoria di uno strepitoso Carlos Berlocq che ha riportato l’Argentina sul punteggio di parità, le speranze italiane di proseguire il cammino in coppa Davis potrebbero essere affidate a Fabio Fognini, “Fogna” per gli amici

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La domenica tennistica italiana è durata molto più del previsto. Un match di quelli che solo la Davis è capace di regalare ha visto, purtuttavia, capitolare il nostro Paolino Lorenzi dopo otto ore contro l’incredibile Hulk, Carlos Berlocq.

L’argentino si è resa protagonista di una prestazione strepitosa. Come sempre in Davis. Trentaquattro anni, Berlocq, è uno di quei giocatori che vive per situazioni come quella di ieri. Argentina sotto 2-1. Squadra italiana favorita. Lorenzi n° 46 del mondo che sembra vivere una seconda giovinezza. Doppia interruzione per pioggia.  Insomma tutti gli ingredienti per tirare fuori gli attributi e, perché no, strapparsi la maglietta come l’incredibile Hulk alla fine della partita!

Berlocq, numero 78 del mondo ha raggiunto il suo best ranking di 39 del mondo il 5 marzo del 2012 alla non proprio tenera età di ventinove anni.  Si racconta che a Chascomus, suo paese natale, gli amici hanno fatto la colletta per permettergli di continuare la carriera da pro. Per lui, infatti, come per tanti cosiddetti giocatori di seconda fascia non è facile sbarcare il lunario. Andare in giro per il mondo per giocare tornei sempre con la pressione del risultato, necessario per fare quadrare i conti. Lui, Berlocq, gira con la moglie ed il figlio. Due soli titoli ATP in carriera , tutti e due sulla terra battuta a Oeiras in Portogallo ed a Bastaad in Svezia. Poi, tanti tanti challenger.

Carlos-Berlocq

L’Italia è il paese preferito dall’argentino. E’ qui che infatti ha vinto di più.  Forse non è un caso. L’Italia è un altra di quelle nazione che in Davis riesce a dare il meglio di sè. Ieri, Lorenzi, ad un certo punto sembrava procedere spedito verso la vittoria. Sotto due set ad uno,  era in vantaggio 5-1 40-40 nel quarto set e non sembrava potesse avere problemi a vincere anche il quinto che gli avrebbe permesso di regalare la qualificazione all’Italia. Questo, prima di venire fermato dalla pioggia. Al rientro, infatti, Berlocq è sembrato ritemprato. Perdeva, si, il quarto set, anche se non prima di vincere altri due giochi (6-3 il punteggio) ma, prendeva subito il controllo del quinto. Dopo quasi quattro ore di gioco Lorenzi sembrava frastornato dalla grinta di Berlocq. Un vero gladiatore che prendeva ogni palla e non lasciava scampo all’italiano che sembrava annichilito di fronte alle accelerazione di diritto e di rovescio dell’argentino

Oggi le speranze italiane di accedere ad un “abbordabile?” secondo turno contro il Belgio di Goffin e Darcis sono tutte affidate alla “Fogna” Fabio Fognini. Il ligure, croce e delizia degli appassionati italici ci ha spesso tirato fuori da situazioni complicate. Una su tutte ricordiamoci la vittoria su Murray a Napoli. Ed ha sempre dimostrato attaccamento alla maglia (rinunciando anche a difendere preziosi punti ATP per dare una mano alla causa tricolore). Sarà probabilmente lui a giocarsi il match decisivo, nonostante un Seppi in una forma comunque ottima.

A dicembre Fognini ha cambiato coach ed in Australia ha buttato alle  ortiche  l’occasione di fare fuori l’abbordabile Benoit Paire ed andare aventi nel tabellone. Così come sabato, in coppia con Simone Bolelli, ha rimesso in carreggiata l’albiceleste. Sprecando un vantaggio di due set a zero e perdendo infine al quinto. Speriamo che anche questa volta “Fogna” possa portarci fuori dal pantano!

 

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