Murray:”La vittoria ripagherà gli anni di sacrifici”

Murray:”La vittoria ripagherà gli anni di sacrifici”

Il n.1 inglese rivela che una vittoria in Davis Cup sarebbe il culmine di un profondo sforzo del team.

Sembrano come esploratori che tentano la scalata dell’Everest, piuttosto che, tennisti impegnati nella finale di Davis; ma, negli ultimi 5 anni la squadra britannica ha scalato le classifiche, quindi il paragone è appropriato. Andy Murray – all’interno di una fredda Flanders Expo Arena indossava un cappello di lana e un grosso cappotto – ha detto che battere il Belgio questo weekend ripagherebbe la squadra di tutti gli sforzi.

Vincere la più grossa competizione tennistica, dopo aver battuto le altre tre nazioni del Grand Slam, sarebbe una grande vittoria per chiunque. Sarebbe anche meritata. Per arrivare fin qui abbiamo spesso anni di lavoro e fatica, non solo noi tennisti; ma pure lo staff, gli allenatori, i fisioterapisti e tutti quelli che ci sono vicini. Sono serviti 5 anni. So che quando vinci uno Slam o un titolo importante impieghi anni di fatica, ma questo caso è un po’ diverso. Nell’ultimo lustro siamo passati dall’essere una media potenza ad una corazzata che si gioca gli eventi principali.”

Dando un’occhiata ai titoli di questi giorni, ci saremmo aspettati di vedere i giocatori in felpa, invece che alle terme; ma Murray ha rassicurato tutti sulla tranquillità del suo team. Gent dista solamente 35 miglia da Brussels, dove c’è l’allerta massima dopo i tragici fatti di Parigi. “Qualche giorno fa è stato un po’ preoccupante. Dopo siamo arrivati qui, poi siamo andati in albergo, infine abbiamo fatto un giro in centro e osservato la situazione; credo che ognuno si sia sentito più a suo agio. Qui a Gent tutto sembra ok. C’è molto silenzio. Credo che sia una città carina. Spero che molti fan inglesi possano raggiungerci per supportarci, ma ovviamente capirei le persone che prendono un’altra decisione a causa di quello che è successo a Brussels. Comunque arriveranno molte persone”.

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Al fratello di Andy, Jamie, è stato chiesto se abbia avuto qualche dubbio sul viaggio. La risposta non ha lasciato spazio a interpretazioni, “siamo qui”. Il capitano, Leon Smith, ha fatto sapere che per il secondo singolare (uno tra Kyle Edmund e James Ward, ndr.) domani o fra 2 giorni al massimo. Edmund si è allenato duramente con Murray ieri, ma ha affrontato un lungo viaggio dall’Uruguay. “Sto bene. Andare in Sudamerica e giocare sulla terra mi ha aiutato da punto di vista fisico. Un viaggio di dodici ore e il cambio di superficie non incidono”, ha dichiarato Edmund.

Johan van Herck, il capitano del Belgio, ha affermato che la preparazione della sua squadra è stata buona, mentre non si può dire lo stesso di Steve Darcis, che ha recuperato dall’infortunio all’anca patito il mese scorso. “Mi sono allenato sulla terra per 3 settimane, mi sento bene”, queste le parole del n.84 del mondo.

L’Arena Expo è una gigantesca struttura per manifestazioni. Sebbene entrambi i team si siano specialmente allenati su campi indoor, ancora molto deve essere fatto prima di venerdì, quando arriveranno 13000 fan di cui 1.300 inglesi. Al momento il “British pub” e il “Belgian cafè”- segnalati sulla mappa agli angoli opposti – devono ancora prendere forma. Tutti sperano che l’arena sia più calorosa durante il weekend. Smith ha scherzato sulla freddezza (del pubblico, ndr.), “sarà interessante vedere come sarà l’ambiente quando chiuderanno le porte”, ma i giocatori sembrano contenti. Murray ha sottolineato che le condizioni di gioco negli indoor sono molto cambiate rispetto a dieci anni fa, quando fece la sua seconda presenza contro la Svizzera. Questi campi velocizzano un po’ il gioco, il che aiuta. Ma ho giocato solamente per un paio d’ore al gelo su questo campo. Non è facile capire in che condizioni si presenterà venerdì, ma quelle di ieri mi piacevano”. Murray si è allenato sulla terra prima di partecipare alle Finals di Londra ed è soddisfatto di come ha reagito all’ennesimo cambio di superficie. “Il cambio è stato ok. Sono felice di aver giocato sulla terra prima delle Finals. Mi ha aiutato”. Se Murray è così sottile in campo come lo è fuori, i belgi devono stare attenti. Infatti gli è stato chiesto cosa ne pensasse del precedente capitano dell’Inghilterra, David Lloyd. “È come il background della musica. Tu sai che c’è ma non lo stai ascoltando”. 

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