Tsonga al veleno: “In finale Davis fui obbligato a giocare. Con Noah invece…”

Tsonga al veleno: “In finale Davis fui obbligato a giocare. Con Noah invece…”

Da capofila della Francia di Davis a bersaglio di critiche infinite: Jo-Wilfried Tsonga si sfoga e parla delle tante critiche ricevute negli ultimi mesi

Sono trascorsi più di dodici mesi dalla scorsa finale di Davis Cup, quando la Svizzera di Roger Federer e Stan Wawrinka riuscì ad avere la meglio sulla formazione francese capitanata da Arnaud Clement, eppure la parola fine non sembra ancora aver raggiunto il team transalpino reduce dall’avvicendamento tra Yannick Noah e lo stesso Clement.

L’ultima testimonianza scomoda è stata quella di Jo-Wilfried Tsonga, reduce al tempo di una prova assolutamente deludente nella prima giornata di singolare: il tennista di Le Mans ha infatti rilasciato una dichiarazione piuttosto pesante a Tennis Magazine, confessando di essere stato costretto a giocare nonostante la forma fisica precaria, sottolineando inoltre come ciò non sarebbe accaduto se ci fosse stato Noah alla guida della squadra francese.

“Credo di aver fatto molto per il tennis francese in questi anni, quindi sì, la cosa mi ha molto toccato. E poi, ho visto come alcune persone hanno scelto di dire cose cattive come se cercassero un qualsiasi passo falso, e questo non mi piace affatto. Non voglio fare nomi perché non voglio trovare giustificazioni o lamentarmi. Sanno che ho sentito quello che hanno detto. Mi ricordo un sacco di cose, le ho tenute per me, ma non me ne sono di certo dimenticato.”

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Le già aspre critiche piovute su Tsonga sono state amplificate dall’eliminazione nei quarti di finale dalla Gran Bretagna nell’edizione 2015 della competizione, con la coppia di doppio bersagliata dai media e, a detta di Tsonga, ripresa in modo iniquo dal loro stesso capitano:”Per il capitano, Mahut era il miglior giocatore di doppio che avevamo in squadra. Per il capitano, ripeto. Il problema è che dopo la partita mi rimproverò di non averlo aiutato, di non aver alzato il livello del suo tennis. La verità, in un match così cruciale, è che se lui è il migliore deve imparare a prendersi le proprie responsabilità.”

Non si è fatta attendere la risposta di Nicolas Mahut, il diretto interessato, che tuttavia ha saggiamente deciso di evitare ulteriori esternazioni a mezzo stampa prima di un confronto diretto tra i due:”Prima voglio leggere bene tutto ciò che ha detto (Tsonga, ndr) e poi parlerò con lui. Inutile discuterne attraverso la stampa senza prima aver parlato faccia a faccia. Noi tutti vogliamo il meglio per la squadra.”

Discussioni e veleni che devono presto rientrare e sfociare in una unità di intenti che potrebbe portare i Blues ad un nuovo livello, magari tentando già dalla prossima stagione un nuovo assalto all’insalatiera. Potrebbe essere un elemento chiave proprio quel Noah tirato in ballo da Tsonga, o forse potrebbe bastare un confronto tra gli interpreti, eppure c’è sicuramente da auspicarsi una soluzione utile a risolvere questi conflitti intestini, senza strascichi e polemiche sterili.

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