Garbine Muguruza: “Le urla di Maria Sharapova? Sono un pó fonte di distrazione”

Garbine Muguruza: “Le urla di Maria Sharapova? Sono un pó fonte di distrazione”

Garbine Muguruza, ospite nel programma spagnolo “El Horminguero”, ha parlato con umorismo delle grida della Sharapova e degli sguardi di Serena Williams. La tennista di origine venezuelana, ha inoltre rivelato quanto sia difficile l’attesa prima di una finale Slam e in alcune circostanze il dopo partita.

Garbine Muguruza, la grande sorpresa del 2015, ha approfittato delle vacanze per fare qualche apparizione televisiva. Ad accoglierla ieri sera é stato lo Show “El Horninguero“, un programma di Pablo Motos, in cui la spagnola  in modo ironico ha anche svelato come ci si sente a dividere lo spogliatoio con Serena Williams e ad udire dall’altra parte della rete le grida di Maria Sharapova.

L’intervista comincia con una domanda precisa del conduttore, che ha cercato di togliere una curiositá generale chiedendo alla finalista di Wimbledon se “i forti ruggiti” di Masha fossero motivo di distrazione. “Si, un pó. A volte urla abbastanza potentemente, sembra che colpisca la pallina in maniera brutale ma non é cosí” sottolinea Garbine tra le risate del pubblico.

“Credo che lo faccia sia per abitudine che per intimidire. Del resto è cosí fin da quando era piccolina, ma certamente un pó lo fará anche per spaventare. Anche io grido a volte, ma non cosí forte come lei”.

La tennista di Caracas inoltre assicura di non avere molte manie a differenza di altre colleghe e spiega quanto sia difficile affrontare una partita importante come la finale di Wimbledon. “Provi a pensare che sia un match come gli altri, ma é impossibile. Dici a te stessa: ‘Vai, scendi in campo e fai il massimo’, cosí ti tranquillizzi un pó”.

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Nel tennis capita anche di dover condividere lo spogliatoio con il tuo avversario nei minuti precedenti alla partita. La n.3 del mondo racconta cosa si prova ad aver a fianco Serena Williams in un momento di infinita tensione come ad esempio pochi minuti prima della finale di Wimbledon. “Il match comincia prima di mettere i piedi sul campo. Gli sguardi si incrociano… É la morte. Ci sono giocatrici che fin dal principio provano a metterti paura in ogni maniera possibile, si deve essere pronti a tutto”. 

Garbine inoltre confessa che a volte il dopo match puó non essere facile da gestire, puó capitare anche di piangere: “Sei da sola a contatto con i problemi, in qualche modo devi sfogare tutta la tensione accumulata”.

La spagnola conclude la chiacchierata rispondendo in modo molto simpatico ad una domanda sulla rottura delle racchette, dato che anche lei in qualche occasione ha finito per frantumare l’attrezzo. “Ti scaldi, poi diventi sempre piú negativa, e alla fine esplodi”. 

Fonte: PuntoDeBreak

 

 

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