La Serbia di Novak Djokovic prende in assalto l’impero spagnolo

La Serbia di Novak Djokovic prende in assalto l’impero spagnolo

Il n.1 del mondo, con i suoi 11 titoli, ha permesso al suo Paese di diventare la nazione leader a livello mondiale. L’epoca d’oro delle furie rosse sembra giunta al capolinea.

La Spagna si inchina a Novak Djokovic. Il movimento iberico a livello individuale – dal 2007 fino al 2014, per otto stagioni consecutive – ha sempre conquistato a fine anno il maggior numero di trofei. Questa nazione e la sua scuola tennistica, piaccia o meno, hanno dominato in lungo e in largo l’ultimo quindicennio: basti pensare ai fasti della Davis Cup, o ai 20 tornei portati a casa nel 2010. In questa stagione, Novak con i suoi 12 titoli ha infranto anche questo primato; e la Serbia, con un uomo solo al comando, ha potuto affondare la invencible armada.

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Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a questo stravolgimento nella gerarchia internazionale: l’epopea dei giocatori spagnoli è stato un capitolo entusiasmante, che avendo già raggiunto il suo apice, adesso si avvia verso un logico crepuscolo. E il confronto con il recente passato desta un po’ di preoccupazione nella terra del flamenco.
Cinque vittorie per David Ferrer, tre per Rafael Nadal e due di Guillermo Garcia Lopez. Un risultato così “negativo” (10 vittorie totali, ndr.) non si registrava dal 2006. Secondo posto in coabitazione con la Svizzera del duo Federer-Wawrinka. Negli ultimi diciassette anni, la Spagna non è stata in vetta a questa speciale classifica solamente in altre 5 occasioni (2000, 2003, 2004, 2006 e 2015).

In conclusione, possiamo constatare come anche a Madrid e dintorni imperversi il fantasma di Belgrado.

Fonte: PuntoDeBreak

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