I grandi colpi – Il furioso dritto di Ferrer

I grandi colpi – Il furioso dritto di Ferrer

David Ferrer è uno degli specialisti per eccellenza nell’esecuzione del dritto, colpo che gli ha permesso di stabilirsi a lungo tra i primissimi della classifica mondiale.

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David Ferrer, amichevolmente chiamato “Ferru”, sta attraversando da un po’ di mesi un deciso calo di rendimento, per certi versi anche fisiologico, considerate l’età (saranno 35 le candeline che spegnerà quest’anno) e la lunga permanenza nel circuito (in attività tra i professionisti dal 2000). Trovarsi in una fase di diminuzione delle proprie prestazioni tennistiche, e nonostante tutto essere classificati alla venticinquesima posizione del ranking ATP, è un dato sintomatico della grandezza di questo atleta, perché di un atleta si tratta, prima che tennista: fiato e resistenza infiniti, corsa, rapidità ed intensità mostruose; Ferrer è un tennista coriaceo, mai domo, un lottatore puro che, nel bene o nel male, libera dall’agonia la sua preda solo dopo la stretta di mano a fine partita. Un illustre commentatore, nell’analizzare la sua attitudine al lavoro costante, rivolgendosi specialmente ai giovani, ha affermato: “Un vero appassionato di tennis non può non avere in camera un poster di David Ferrer”. Tale assunto è indicativo della portata del messaggio che il valenciano ha voluto dare al nostro sport: con il sacrificio ed il lavoro, con costanza e dedizione, si può ambire alla grandezza. Sul campo, Ferru ha voluto imporre la sua forza attraverso il dritto, colpo essenziale nel suo dispendioso tennis.

CARATTERISTICHE TECNICHE – Un’indicazione particolare riguardante questo colpo, è ravvisabile già a partire dall’impugnatura: si tratta di una western pura, come da tradizione per i tennisti spagnoli, addirittura più aperta di quella di Nadal. Il maiorchino produce rotazioni più esasperate per via di un movimento biomeccanicamente più articolato e complesso, mentre Ferrer si “accontenta” di un top spin più modesto in favore di una palla più penetrante. La maggior parte dei vincenti, infatti, arriva con questo colpo, nonostante un rovescio piuttosto solido ma poco affidabile in fase di spinta. Ciò che rende eccezionale l’esecuzione del colpo, specialmente nell’impattare una palla ad una ridotta altezza da terra, è il rapidissimo movimento dei piedi, con cui il valenciano riesce a girare attorno alla palla anche in situazioni al limite; il dritto è così efficace principalmente per effetto di questa caratteristica, funzionale all’ottima preparazione complessiva. Quando la palla è più alta, invece, si nota una minore facilità nell’esecuzione, la quale genera normalmente una palla più carica e profonda anziché un vincente diretto. Negli anni, tuttavia, Ferrer ha costantemente migliorato questo aspetto, riuscendo ad aumentare il numero di vincenti anche in queste situazioni di gioco: pensiamo alle numerose sfide con Nadal sulla terra battuta, vere e proprie guerre di sfinimento, ed ai vari dritti inside out contro il top spin di Rafa. I costanti accorgimenti hanno rappresentato una variabile fondamentale nella lunga permanenza agli alti livelli.

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Subito dopo l’esecuzione del colpo, i rapidissimi piedi di Ferrer sono già proiettati alla ricerca del centro del campo.

ASPETTI TATTICI – Il tennis di Ferrer costituisce per alcuni tratti un saggio di arrangiamento ed adattamento, in cui l’applicazione ragionata deve inevitabilmente sopperire ad un talento tecnico piuttosto limitato. La manovra da fondo con il dritto è sapientemente usata e diversificata nei vari contesti di gioco. Sulle superfici rapide, dove il tempo per la ricerca della palla è minore, il colpo anticipato prevale su quello lavorato, ed è prodromico ad una chiusura più rapida del campo. E’ sulla terra, però, dove si nota meglio la sua trama tattica: Ferrer ama girare attorno alla palla e terminare il punto con un vincente di dritto, principalmente inside out ma in varie occasioni anche inside in (sul dritto di un destrorso o sul rovescio di un mancino); normalmente, in fase di costruzione, predilige colpire sulla diagonale destra in modo da accorciare il campo per poi passare rapidamente, in fase di spinta, alla chiusura del punto nell’angolo aperto. Uno schema tradizionale, ma eseguito alla perfezione e soprattutto con estrema rapidità. David è poi fenomenale nel colpire la palla quando è molto bassa e quindi anche in fase difensiva riesce a produrre colpi arrotati e profondi.

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Osservandolo lateralmente, si nota la presa estrema e il ruolo del braccio sinistro in un’ottica di conservazione dell’equilibrio.

UN CENNO ALL’ESTETICA – L’impressionante rotazione del polso nella fase finale del movimento, a tratti simile a quella di Djokovic, è indicativa della complessità di tutta l’esecuzione. Nonostante l’apertura molto ampia, il colpo è estremamente rapido grazie alla spinta importante delle spalle e del bacino; inoltre mano e braccio sinistro compensano a livello di equilibrio. Certamente, non rappresenta un colpo pulito o piacevole da ammirare, ma ne va piuttosto apprezzato il grande lavoro sottostante.

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Rotazione estrema del polso e spinta importante con spalle e bacino, il tutto ad un’elevata velocità di esecuzione.

Perfettamente in linea con la scuola spagnola, David Ferrer ha gettato le basi della sua carriera sul dritto. Senza ombra di dubbio, anche a livello statistico (considerando soprattutto il ridotto numero di gratuiti), ha costituito quel quid in più per affermarsi ad alti livelli; un’efficacia minore ne avrebbe certamente compromesso i risultati. In modo unanime, anche tra i colleghi del circuito, il suo dritto è sempre stato uno dei migliori del circuito, capace di far girare gli scambi in qualsiasi momento. A prescindere dal singolo colpo, è il messaggio che il valenciano ha voluto mandare ciò che resterà eterno nel tennis: rifiuto della sottomissione al talento, attitudine al lavoro ed al sacrificio. Il tutto nel segno della passione e della grinta.

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