I grandi colpi – Il violento dritto di Pete Sampras

I grandi colpi – Il violento dritto di Pete Sampras

Pete Sampras ha segnato la storia e l’evoluzione di questo colpo, che ha utilizzato essenzialmente come arma offensiva per il suo tennis divertente e spettacolare.

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Pete Sampras, leggenda assoluta nel mondo del tennis, venne in breve tempo rinominato “Pistol” per il suo micidiale servizio, pressoché ingiocabile nelle giornate migliori. Eppure, la splendida eleganza del suo serve&volley non ha mai oscurato un altro tratto rilevante del suo gioco, ossia il dritto violentissimo ed estremamente preciso che gli ha permesso di rimediare a quelle situazioni (a dir la verità piuttosto rare) in cui non è stato supportato dal servizio. Dopo la battuta, se il secondo colpo non era una volée, era normalmente un dritto. E che dritto.

sampras
Si notano molto bene l’impugnatura eastern e soprattutto il gomito che non si distende mai del tutto nemmeno durante l’impatto.

CARATTERISTICHE TECNICHE – Storicamente, Pete Sampras ha optato per un’impugnatura eastern sul dritto ed i riflessi sul campo erano immediati: il colpo risultava sempre estremamente piatto e molto penetrante e passava a pochi centimetri dal nastro della rete; solo in poche occasioni l’americano si affidava ad un’esecuzione più lavorata e quindi meno violenta. Ciò avveniva soprattutto, per questioni tecniche logiche, nei passanti stretti in cross, specialità difensiva della casa. Il dritto nasce in Sampras tuttavia come colpo principalmente d’attacco e come conseguenza automatica di un servizio devastante. La naturalezza con cui riusciva a tirare dei traccianti era poi frutto dell’enorme talento di base, votato ad un gioco offensivo. L’esecuzione, nel suo complesso, era molto particolare: in fase di preparazione, Sampras manteneva anche la mano sinistra sull’attrezzo, in corrispondenza della parte alta del manico, per staccarla poi nel momento di apertura del braccio destro. Inizialmente il gomito rimaneva piegato quasi a formare un angolo acuto con l’avambraccio e non si distendeva mai del tutto nemmeno in fase di impatto; questo aspetto era decisamente interessante e sintomatico anche della forza muscolare del ragazzone statunitense. Nel momento esatto dell’impatto, Pete spingeva molto con le spalle e ruota il bacino, migliorando l’equilibrio con il supporto del braccio sinistro. Il finale risultava altrettanto particolare, perché la racchetta sembrava proiettarsi in diagonale verso l’alto piuttosto che dietro le spalle. La palla usciva velocemente dal piatto corde grazie anche all’ottimo timing.

ASPETTI TATTICI – Come detto, la spinta e la tendenza alla verticalità erano alla base di tutto. Pochi fronzoli e rotazioni minime: Sampras cercava sempre di mettersi nelle condizioni di chiudere in breve tempo il punto ed il dritto costituiva, da fondo, l’arma principale. Anche a causa di un rovescio non all’altezza del repertorio complessivo, Sampraseccelso in tutti gli aspetti, in alcuni casi il pluricampione di Wimbledon ruotava attorno alla palla per esecuzioni inside out ed inside in, sempre molto potenti e penetranti. Bisogna contestualizzare il tutto in una fase storica di tennis molto diversa, legata ancora ad un modo di giocare meno improntato sulla predominanza fisica e con la presenza di attrezzi e superfici differenti.

UN CENNO ALL’ESTETICA – Tutto molto entusiasmante: questo il primo pensiero davanti alle immagini del dritto di Sampras. Osservarne le movenze su un campo da tennis era fantastico; esplosività, potenza ed eleganza in unico movimento. Coniugare così bene tutti questi fattori è un aspetto che solo Roger Federer è riuscito ad esaltare ancora di più. L’innegabile confronto, che anima da sempre gli appassionati, mostra lo svizzero come quello più elegante e duttile e l’americano come quello più potente e diretto. Roger arrota maggiormente, Pete colpisce piatto. Si tratta pur sempre di due fenomeni che con questo colpo possono raggiungere qualsiasi angolo del campo.

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