Serena Williams e Indian Wells: certi amori non finiscono

Serena Williams e Indian Wells: certi amori non finiscono

La storia lunga e travagliata delle sorelle Williams e del torneo californiano: dalla gloria dei primi successi al boicottaggio, dal ritorno in grande stile di ieri, al ritorno post maternità di oggi.

di Livia Tripiciano

Venus e Serena Williams non hanno certo bisogno di presentazioni, sono due sorelle, sono due fra le tenniste più forti di tutti i tempi, la seconda è considerata addirittura la più forte di sempre, entrambe costituiscono un vanto per lo sport statunitense e per i loro connazionali appassionati; eppure, la storia fra le sorelle più famose del tennis e il torneo californiano non è certo una storia d’amore.

Il torneo BNP Paribas Open, conosciuto come Indian Wells Masters, è un torneo statunitense che prende il nome dalla cittadina californiana che lo ospita, Indian Wells per l’appunto, e che si disputa all’inizio del mese di marzo su campi in cemento. Come molti tornei statunitensi, questo torneo conobbe il predominio di giocatori americani soprattutto nella gran parte degli anni novanta, anni in cui il vivaio del tennis Usa era particolarmente florido. In quegli anni tra gli uomini Jim Courier vinse il torneo nel 1991 e nel 1993, Michael Chang nel 1992, 1996 e 1997, Pete Sampras nel 1994 e nel 1995 mentre il suo storico rivale, Andre Agassi lo vinse una volta nel 2001. Le donne statunitensi però non furono da meno, da Martina Navrátilová che lo vinse consecutivamente nel 1990 e 1991, a Mary Joe Fernandez 1993, 1995, passando per Lindsay Davenport 1997, 2000 per finire con Serena Williams, nel 1999 e nel 2001, ultima giocatrice statunitense ad aver vinto il torneo.

Nel 2001 Serena Williams aveva 19 anni ed era una delle tenniste più promettenti al mondo, solo quattro anni prima aveva fatto il suo esordio da professionista proprio sui campi dell’Indian Wells Tennis Garden, in doppio con sua sorella Venus, mentre nel 1999, anno della consacrazione, aveva vinto il suo primo torneo Slam, lo Us Open, ma soprattutto aveva ottenuto una delle vittorie più importanti della sua carriera contro la leggendaria Steffi Graf, ancora a Indian Wells.

Serena Williams, from Palm Beach Gardens, Fla., holds the Evert Cup trophy as she stands alongside Germany's Steffi Graf during ceremonies Saturday, March 13, 1999, in Indian Wells, Calif. Williams won her second consecutive ATP tour victory after defeating Graf, 6-3, 3-6, 7-5. (AP Photo/Kevork Djansezian) ORG XMIT: IDW131

Non è dunque un caso che soprattutto la giovane Serena avesse una predilezione per questo torneo a stelle e strisce che già le aveva regalato grandi vittorie ed emozioni. Tuttavia, nonostante la vittoria, il 2001 segna una lunga e brusca interruzione del rapporto tra la campionessa, il torneo e il suo pubblico, interruzione conclusasi solo quattordici anni dopo quella finale del 2001.

I fatti sono più o meno questi: nel 2001 entrambe le sorelle Williams partecipano al torneo, entrambe giocano bene come sono abituate a fare e raggiungono le semifinali, proprio lì si devono incontrare e sfidare, Venus contro Serena. A pochi minuti dell’inizio e con gli spalti già pieni viene annunciato il ritiro della più grande a causa di un problema al ginocchio. Le due sorelle Williams e il padre Richard vengono accusati di avere deciso a tavolino di far ritirare Venus, accusa sostenuta anche da altri tennisti, ma mai dimostrata.

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La vicenda causò le ovvie proteste del pubblico e oltre 10,000 richieste di rimborso nei giorni successivi, ma soprattutto portò all’instaurazione di un clima ostile nei confronti della famiglia Williams e soprattutto di Serena che, nonostante i fischi, riuscì a guadagnarsi la finale.

Il tennis si è sempre pregiato della nobiltà delle sue origini e del suo regolamento, nobiltà tramandata sino a noi e comprendente anche l’atteggiamento dei suoi tifosi, da sempre spettatori silenziosi ed educati. Eppure quel 17 marzo 2001, il tennis non rese onore a quella nobiltà d’animo, e gli spettatori di quella giornata furono protagonisti di uno spettacolo irrispettoso e antisportivo. Il pubblico insultò prima, durante e dopo la partita sia Serena in campo, che Venus e suo padre sugli spalti; alla maggiore delle sorelle furono rivolti anche insulti razzisti, provenienti da un pubblico composto in maggioranza da bianchi. Il clima era ostile e molti ricordano ancora gli insulti e il grande accanimento nei confronti di una giocatrice connazionale e adolescente. Gli spettatori di quella partita furono poi definiti come “i tifosi più ostili di sempre” nel tennis.

Ma Serena è una campionessa già a diciannove anni e lo è soprattutto di testa, e quel giorno, sul cemento californiano, vince contro Kim Clijsters nonostante la tensione, la paura di adolescente che le fa pensare di non essere abbastanza brava e forte, ma soprattutto vince contro i fischi dei suoi connazionali che la insultano ed esultano ad ogni suo errore.

Subito dopo aver vinto, Serena viene intervistata in campo e alla domanda sui fischi risponde: «Sono stati la cosa migliore. Credo sia stata una partita mentale, più sportiva. Non ho nemmeno giocato bene. Sono stata in grado di giocare solo grazie alla testa». 

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Poco dopo la finale di Indian Wells, le due sorelle annunciano il loro “boicottaggio” al torneo, affermando che non vi avrebbero più partecipato. E così, per quattordici lunghi anni, nessuna statunitense ha più vinto in singolare a Indian Wells, mentre le due Williams, lontane da quel cemento ostile, hanno vinto tutto.

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Forse proprio grazie alle vittorie ottenute, alla crescita personale e alla tempra da campionessa, Serena, numero uno al mondo, ha deciso di ritornare a Indian Wells nel 2015 annunciandolo con queste parole: “Sono fortunata ad essere arrivata a un punto in cui non ho più nulla da provare nel tennis […] Gioco per il piacere di farlo. Ed è con questo tipo di amore e una nuova comprensione del perdono che tornerò orgogliosamente a giocare a Indian Wells, nel 2015”.

Forse gli anni di esilio hanno fatto bene anche al pubblico del torneo, che l’accoglie con diversi striscioni con su scritto ‘Welcome Serena’, una standing ovation e un caloroso “we love you Serena” al suo ingresso: così Indian Wells ha testimoniato il suo affetto alla regina del tennis ed ha cancellato le vicende del passato. Tra il 2015 e il 2016 Serena raggiungerà la semifinale e la finale del torneo, senza portare a casa il titolo, ma regalando al pubblico californiano l’emozione di rivedere e tifare in finale una connazionale.

Quest’anno, come tre anni fa, Serena ha scelto proprio Indian Wells come torneo per il suo attesissimo ritorno nel circuito, dopo un anno di assenza per maternità. L’ovazione per la 23 volte campionessa Slam c’è stata dall’inizio alla fine e Serena, ha saputo ringraziare il suo pubblico regalando la prima vittoria del rientro, proprio sul terreno di casa. A prescindere da come porterà avanti il torneo, non possiamo che dirle, ancora una volta, 
“Welcome back Serena”!

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