Wta Briefing: Caroline Wozniacki, le Finals un trampolino per lo Slam

Wta Briefing: Caroline Wozniacki, le Finals un trampolino per lo Slam

Anche quest’anno le Wta Finals si sono confermate torneo di sorprese dove ogni pronostico della vigilia è prontamente sovvertito nella settimana di sfide sul cemento di Singapore. Con il successo di Caroline Wozniacki, per il terzo anno consecutivo il titolo è andato a una tennista che non può vantare in bacheca alcun trionfo Slam.

Caroline Wozniacki Singapore

Quello di Caroline Wozniacki a Singapore è stato un trionfo pienamente meritato ma assolutamente inaspettato alla vigilia delle Wta Finals, torneo che ci sta abituando ormai alla sua imprevedibilità, che forse ne costituisce buona parte di fascino e appeal.

Una manifestazione poco prevedibile un po’ come la sua ultima vincitrice, Caroline Wozniacki. La ventisettenne danese, ormai una vecchia volpe del circuito, ci ha abituati agli anni sì e a quelli no, le rapide ascese e le irrefrenabili cadute. Per la Wozniacki, però, da oggi comincerà la stagione nella quale sarà chiamata alla conferma di quanto di buono ha fatto vedere in questo 2017, per non scivolare nella lista delle meteore che non hanno saputo rafforzare la propria posizione nel circuito all’indomani del trionfo nel Master di fine anno. Riferimenti naturali ai successi di Agnieszka Radwanska nel 2015 e Dominika Cibulkova, Maestra nel 2016. Entrambe non hanno saputo dare quel colpo decisivo alla loro carriera, lasciando la bella coppa di Singapore come ornamento più prestigioso della loro bacheca.

Caroline Wozniacki Slam 2017
Caroline Wozniacki, a Singapore ha vinto il 27° titolo in carriera.

TRAMPOLINO SLAM – Caroline Wozniacki dovrà osare di più nella prossima stagione, per far sì che il trionfo ai Finals sia solo il punto di partenza per la conquista di uno Slam, quello che manca nel suo palmares. La tennista di Odense ha avuto una giovinezza sopra le righe, magari bruciando un po’ le tappe, con quel posto al numero 1 nel ranking raggiunto a vent’anni e le finali agli US Open e alle Finals rispettivamente nel 2009 e 2010. Una carriera che ha presto raggiunto una stasi e un offuscamento con la crisi di gioco e risultati iniziata nel 2012 e proseguita nel 2013, dove ha raggiunto appena un quarto di finale (Australian Open 2012) in otto edizioni dei Major. Una continua altalena che ha poi ritrovato il picco nel 2014, con la seconda finale degli US Open, e un nuovo punto basso nel 2015 con l’infortunio al polpaccio che ne limitò le prestazioni.

LA RINASCITA DEL 2016 – La Wozniacki sembrava ormai persa, una giocatrice senza una vera identità, fino alla vigilia degli US Open 2016, un nuovo punto di svolta. Presentatasi a New York da numero 74 del mondo, la danese ha raggiunto le semifinali mostrando a tutti quelle qualità tecniche e agonistiche che sembravano essere oramai smarrite. Da quell’estate 2016 solamente passi in avanti per la ex numero 1 del mondo: l’amarezza delle 6 finali perse consecutivamente nel 2017 (piazzamenti che hanno ugualmente avuto il loro peso nella risalita) prima di riuscire ad alzare una coppa a Tokyo nel mese di settembre, il pass conquistato per il Master di fine anno e il successo finale con il ritorno nella top 3 mondiale dopo oltre cinque anni di distanza. Ora, a ventisette anni, Caroline è chiamata alla prova di maturità, quella che si è vista per tutti gli ultimi mesi; l’obiettivo è quello di levarsi di dosso quella etichetta che la ha accompagnata per lunghi anni e cioè di tennista talentuosa ma fragile e incostante, una da non prendere mai troppo sul serio.

Ma sul serio dovrà fare da adesso, la nuova Maestra, forte di un titolo prestigioso e di una consapevolezza nei propri mezzi ritrovata. Gli Australian Open non sono poi così lontani.

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