Wta Briefing: Jelena Ostapenko, come comincia una poesia

Wta Briefing: Jelena Ostapenko, come comincia una poesia

“Nasce così la vita mia, come comincia una poesia”, cantava in “Vent’anni” nel 1970 Massimo Ranieri. Inizia così la poesia e la vita da grande di Jelena Ostapenko che, compiuti vent’anni giovedì scorso, si è regalata ieri il primo titolo della sua carriera, lo scettro del Roland Garros, sicuramente quello a cui rimarrà più legata. La tennista nata a Riga l’8 giugno 1997 ora sarà attesa dalle naturali conferme che le verranno richieste.

Faccino da simpatica canaglia, sfrontatezza dei vent’anni, aggressività e colpi da veterana: questi gli ingredienti che hanno portato Jelena Ostapenko a sollevare la Suzanne Lenglen al cielo di Parigi e a coronare due settimane da sogno.
Già prima lettone in assoluto a raggiungere la finalissima di un torneo del Grande Slam, la Ostapenko, piegando in finale una Simona Halep in predicato di salire all’apice della classifica mondiale Wta, è divenuta la prima tennista a vincere nella capitale francese da unseeded (partiva da una classifica che recitava per lei la 47esima posizione) dal lontanissimo 1933 quando ci riuscì la britannica Margaret Scriven.

Che sarebbe stato un French Open sui generis lo avevamo intuito già dalla vigilia essendo stato questo il primo Slam dagli Australian Open 2002 a non vedere nel main draw né Serena Williams né Maria Sharapova. Il sentore dell’atipicità del torneo si è confermato anche nel primo turno con l’uscita di scena della top seed Angelique Kerber; nell’Era Open non era mai successo, infatti, che la testa di serie numero 1 del tabellone femminile uscisse di scena alla gara di esordio al Roland Garros. E dell’uscita prematura della Kerber (avvenuta per mano di Ekaterina Makarova) ne ha indirettamente tratto profitto anche Jelena Ostapenko, inserita nello spicchio di tabellone della tedesca.
Eppure l’esordio della lettone a Parigi non è stato dei più facili: la ventenne di Riga, di fatti, ha dovuto soffrire un set e mezzo per avere la meglio sulla statunitense Louisa Chirico nel match del primo turno (4-6 6-3 6-2 il risultato finale per Jelena). Successivamente la futura regina del Roland Garros, che non aveva mai vinto un incontro sulla terra parigina – lo scorso anno uscì al primo turno contro Naomi Osaka e nel 2015 fu estromessa addirittura al primo round delle qualificazioni da Vera Dushevina –, ha piegato in serie la medaglia d’oro olimpica Monica Puig, la vincitrice dell’International di Acapulco Lesia Tsurenko, la ex campionessa degli US Open Samantha Stosur e la ex numero 1 del mondo Caroline Wozniacki (entrambe in rimonta dopo aver ceduto il set d’apertura). Alle semifinali e nel giorno del suo ventesimo compleanno, la lettone è riuscita ad aver la meglio nuovamente in tre set su Timea Bacsinszky.
Nell’intero torneo, 5 sono state per Jelena le vittorie al terzo set su 7 incontri giocati, ben quattro dopo aver perso il parziale inaugurale, compresa la finalissima contro Simona Halep che ha visto la rumena intascare il primo set per 6-4 e sognare per un bel po’ il primo titolo Slam e la prima posizione nel ranking Wta.


Altre statistiche sulla giovane lettone che da domani farà un balzo di trentaquattro posizioni nel ranking
, salendo dal 47esimo gradino al 13esimo ed entrando per la prima volta nella top 20 mondiale. Nei sette match che la hanno portata al prestigioso titolo, Jelena ha sciorinato 299 vincenti, dato che va a sottolineare la potenza e l’aggressività mostrata dalla giovane lettone in tutto il torneo, ed è diventata la prima tennista dal 2001 a vincere il titolo dopo aver perduto il set inaugurale del match decisivo – allora l’americana Jennifer Capriati ribaltò Kim Clijsters.

«Jelena ha mostrato una mentalità da campionessa» ha detto Martina Navratilova, non proprio l’opinionista meno considerabile, indicando inoltre la baltica come una tra le possibili vincitrici del prossimo Slam, Wimbledon, nel quale Jelena Ostapenko è stata reginetta nel torneo Juniores del 2014.
Per lei il difficile inizierà adesso. Ormai “grande” Jelena sarà attesa dalla pressione che, naturalmente, le verrà data da media e tifosi durante i prossimi tornei; la tennista di Riga dovrà confermare quanto di buono ha mostrato in questi ultimi quattordici giorni. Riusciranno le sue giovani spalle a dare le risposte attese e a proseguire con la poesia cominciata a Parigi?

Alcune parole anche sulla perdente della finalissima, Simona Halep: la nativa di Constanza, alla sola seconda sconfitta negli ultimi 18 match disputatil’altra sconfitta è arrivata nella finale degli Internazionali BNL d’Italia contro Elina Svitolina –, ha perso un’altra grossa occasione per legittimare il suo nome tra le più grandi tenniste degli ultimi anni, l’acuto in un Major che finora le è sempre mancato.
Persa, inoltre, sia per lei che per Karolina Pliskova, l’occasione di scalzare Angie Kerber dalla prima posizione del ranking Wta, ma poco male: considerata la scarsa vena della mancina di Brema e i meno di 200 punti di distacco tra le due tenniste e l’attuale numero 1 del mondo, il sorpasso appare soltanto rimandato di qualche settimana.

 

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