Wta Briefing: US Open, quali prospettive per le italiane?

Wta Briefing: US Open, quali prospettive per le italiane?

Mentre impazzano i pronostici su chi trionferà agli US Open, a braccetto con le proiezioni sulla nuova numero 1 del mondo post New York, noi italiani, più umilmente, ci concentriamo sulle possibilità delle tenniste battenti il drappo tricolore nell’avventura di oltreoceano.

di Antonio Pagliuso, @AntoPagliu

VINCI E GIORGI PER UN SORRISO – L’attesa è finalmente finita per la 137esima edizione degli US Open, il quarto e ultimo Slam dell’anno che illuminerà le prossime due settimane del tennis mondiale. Data per assodata la lista delle possibili vincitrici corrispondenti alle prime 3 del mondo, e dunque Karolina Pliskova, Simona Halep e Garbiñe Muguruza, più l’aggiunta di Caroline Wozniacki, sempre alla caccia del primo sigillo Slam in carriera, e di un ritorno di fiamma proprio in coda alla stagione della campionessa in carica Angelique Kerber, noi supporters italiani, tabellone alla mano, iniziamo a prospettare il possibile cammino delle azzurre impegnate nell’avventura statunitense.

Saranno tre le tenniste italiane che scenderanno sui campi di Flushing Meadows. Per tutte come punto di riferimento (modo più gentile per dire utopia) ci sarà la corsa culminata con la finale tutta azzurra di Flavia Pennetta e Roberta Vinci nell’edizione del 2015. Proprio la tarantina, impegnata nel suo US Open numero sedici, ha avuto però il sorteggio meno favorevole dall’urna di Manhattan. Roberta Vinci comincerà il suo torneo contro l’ostica Sloane Stephens che dal ritorno di questa estate nel circuito maggiore ha ben impressionato raggiungendo due semifinali in altrettanti tornei sul cemento a Toronto e Cincinnati. Non si può parlare dunque di sorteggio benevolo per la Vinci, inserita nello spicchio di tabellone comprendente anche Dominika Cibulkova (possibile incrocio tra le due al secondo turno) e Johanna Konta, testa di serie massima dell’ottavo. Due anni fa scrivemmo un articolo sulle possibili soddisfazioni che Roberta avrebbe potuto togliersi a New York in seguito ad alcune premature eliminazioni eccellenti nella sua porzione di tabellone. Fummo buoni profeti, ma considerata la scarsa vena della ex numero 7 del mondo in questo anno (sole dieci vittorie su diciotto match durante tutta la stagione) e i due anni in più sulla carta d’identità, ci contenteremmo anche di una prestazione onorevole.

Roberta Vinci e Flavia Pennetta dopo la finalissima del 2015.
Roberta Vinci e Flavia Pennetta dopo la finalissima del 2015.

Eliminata pure Georgia Brescia dalle qualificazioni e senza Sara Errani, out per il noto e discusso caso di positività al Letrozolo, la seconda tennista del Bel Paese del ranking Wta impegnata sul cemento newyorkese sarà Camila Giorgi. La venticinquenne marchigiana sarà ancora opposta a Magdalena Rybarikova, battuta solo due settimane fa a Cincinnati. Per la Giorgi, la prospettiva affascinante di un terzo turno che le proporrebbe la sfida con la regina di Wimbledon e candidata alla vittoria finale Garbiñe Muguruza.

ULTIMA VOLTA PER FRANCESCA SCHIAVONE – A meno di clamorosi ripensamenti, quella di Flushing Meadows sarà l’ultima recita in uno Slam per Francesca Schiavone – sessantottesima partecipazione in totale e la diciottesima agli US Open dove ha raggiunto per due volte i quarti nel 2003 e 2010. La milanese al primo turno esordirà con la estone Kaia Kanepi, tennista proveniente dalle qualificazioni, e in un ipotetico terzo turno potrebbe trovare la detentrice del titolo Angelique Kerber. Un cammino di questo tipo sarebbe un bel regalo per i tifosi della Leonessa.
Verosimilmente all’orizzonte non si vedono barlumi di un possibile nuovo exploit da parte delle tenniste italiane, ma dopo un anno decisamente negativo a parte qualche isolato lampo qua e là (titolo a Bogotà di Francesca Schiavone su tutti), gli appassionati di tennis italiani chiedono dei segnali incoraggianti per concludere con un sorriso la stagione e per tuffarsi nel 2018 con qualche certezza in più.

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  1. Claudia Luberti - 2 anni fa

    Perché ci sono italiane

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  2. Alessandro Peritore - 2 anni fa

    nessuna.

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  3. Roberta Gatti - 2 anni fa

    Scarsità totale

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  4. Luca Dal Fitto - 2 anni fa

    Poco, poco incoraggianti

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