McEnroe (not so) vs. Borg

McEnroe (not so) vs. Borg

A distanza di oltre 30 anni dal match di Wimbledon 1981 John McEnroe torna a parlare della sua rivalità con Bjorn Borg, ma per smitizzarla. E non poco.

Si avvicina la finale del Senior Tour e John McEnroe è, come sempre, sotto i riflettori. Mac è l’attrazione degli appuntamenti dei veterani, come la recente esibizione italiana ha dimostrato. In vista dell’esibizione classica alla Royal Albert Hall di Londra, il Daily Telegraph ha intervistato il campione statunitense. Tema dell’intervista la sua rivalità con Bjorn Borg.

Mac distingue i piani della rivalità tecnica e sportiva, da quella umana. E la smitizza, la decostruisce. A distanza di anni i due erano e restano molto amici. Borg era per John un mito al suo esordio nel circuito, e quella che ancora oggi molti si ostinano a descrivere come una rivalità era semplicemente un modo molto diverso di approcciarsi al tennis (e alla vita). Anzi, Mac spiega che Borg gli offrì consiglio proprio nei suoi primi passi nel circuito.

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Tanto meditico in campo lo svedese, quanto confuso e incerto nella vita privata, specie in quella sentimentale. Arrogante e spavaldo il newyorkese, ordinario e riservato nel privato. Mac sottolinea come la possibilità per lui di confrontarsi con Borg è durata molto poco, il breve volgere di due anni, dall’esordio del 1979 nel torneo di Stoccolma, fino alla finale dell’US Open 1981, passando per la memorabile partita di Wimbledon del 1981.

Mac è consapevole di aver “chiuso” la carriera di Borg, di avergli “tolto la pressione enorme che aveva dopo aver vinto 5 Wimbledon di fila”, quasi liberandolo, ma avendo anche causato forse un’accelerazione nel processo di distacco dell’orso svedese dal mondo del tennis. “E questo”, dice John, “mi ha causato una grande rabbia, avremmo potuto fare molto insieme nel tennis”.

I due si sono più volte incontrati poi nel Senior Tour, “ma la pressione in confronto a Wimbledon era zero”. Dall’intervista scopriamo che i due si frequentano, con le rispettive famiglie, si stimavano e si stimano. Semplicemente, avevano degli stili opposti nel tennis, “tanto che potremmo giocare anche bendati”.

http://giotto.ibs.it/cop/cop.aspx?s=B&f=170&x=0&e=9788860020048

McEnroe in questa intervista conferma quanto Malcom Folley aveva sostenuto nel fortunato libro “Borg vs McEnroe” (edizioni Effepi), un ritratto dei due giocatori che, pur nella brevità del loro incontrarsi nel mondo del tennis professionistico, hanno parlato come nessuno agli appassionati, scrivendo le pagine forse più memorabili del nostro sport, come ad esempio questo tie break, ottimo finale per questo pezzo. O no?

https://m.youtube.com/watch?v=nFeLpTjH2pk

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