AMARCORD, Atlanta 1996: Agassi proclamato campione olimpico

AMARCORD, Atlanta 1996: Agassi proclamato campione olimpico

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Sono passati ben 19 anni (e 1 giorno, per la precisione) dalla conclusione dei Giochi Olimpici di Atlanta. Era il 3 agosto 1996, edizione nella quale Andre Agassi sconfisse in finale Sergi Bruguera.

“La medaglia d’argento è già mia”, queste le battute con cui Sergi Bruguera esordì dopo la vittoria in semifinale ai danni del brasiliano Fernando Meligeni. Il suo avversario in finale sarebbe stato lo statunitense Andre Agassi, che, seppur non avendo brillato durante l’arco della stagione, stava esprimendo un livello di gioco che lo rendeva assolutamente favorito in vista dello scontro finale.

Ieri, 3 agosto, ricorre un anniversario che per gli spagnoli resterà sempre un momento magico. La finale tuttavia non ebbe un lieto fine per Bruguera, anzi, venne spazzato via inesorabilmente da un Andre in stato di grazia, che gli lasciò solamente 6 game (6-2 6-3 6-1).

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Bruguera, due volte campione dell’Open di Francia, iniziò la stagione vicino alle zone alte del ranking, ai margini della top 10 (n° 12). Tuttavia, la sua stagione fu completamente sfortunata, ed arrivò all’appuntamento olimpico più sfiduciato che mai, a corto addirittura di una semifinale durante tutta la stagione. Perse al secondo turno del Roland Garros da Pete Sampras e raggiunse solamente i quarti di finale in uno dei tornei di preparazione su terra, superficie sulla quale è diventato uno dei grandi riferimenti del decennio, con Thomas Muster e Gustavo Kuerten.

Sulla strada per la finale, su una superficie tanto ostica per le sue caratteristiche tecniche, si imbatté nella wildcard Andrei Pavel, vincendo solamente per 8-6 nel terzo, per poi estromettere nel secondo turno Arnaud Boetsch, prima ancora di avere la meglio per 7-6 6-3 sul britannico Greg RusedskiMaliVai Washington e Meligeni erano le ultime due insidie ??per la finale.

Andre Agassi, che aveva già incamerato 5 degli 8 Slam con cui avrebbe poi chiuso la carriera, nel 1996, vinse il Masters 1000 di Miami, mentre perse prematuramente sia al Roland Garros che a Wimbledon, rispettivamente da Chris Woodruff e Doug Flach. Posizionato in classifica tra il n°3 e il n°9 durante l’anno, è sempre stato uno dei favoriti nelle gare su superfici rapide, grazie alle sue capacità di anticipo ed alle doti da incontrista, o meglio ancora, da attaccante da fondo campo. Jonas Bjorkman, Karol Kucera, Andrea Gaudenzi, Wayne Ferreira e Leander Paes, erano tutti gli ostacoli dello statunitense in vista della finale contro lo spagnolo. Dopo un lottato quarto di finale con Ferreira, Agassi non perse più un set, chiudendo con un bilancio di 5 set vinti e 0 persi, tra semifinale e finale.

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Allenato da Brad Gilbert, e fidanzato con la bellissima Brooke Shields, Agassi ha spazzato via Bruguera senza lasciargli possibilità di replica. Troppo più forte, troppo più a suo agio sul cemento americano. I suoi colpi piatti erano pesanti ed incisivi, tanto da togliere il tempo allo spagnolo. Bruguera, con colpi più strategici, perdeva campo man mano che il match entrava nel vivo. Il servizio arrotato non era un problema per uno dei migliori rovesci, e per una delle migliori risposte del mondo. La Spagna, che vantava una finalista anche nel singolare femminile (Arantxa vs Davenport) sognava una doppietta. Ore dopo invece, Lindsay e Andre regalarono agli Stati Uniti due medaglie d’oro.

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  1. Sergio Seravalli - 7 mesi fa

    Grande Andre!!!

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  2. Giuliana Cau - 7 mesi fa

    Se avesse avuto un pochino più di continuità e fosse stato meno distratto da questioni personali e sentimentali, avrebbe vinto molto, ma molto di più. Mitico André, la risposta più incisiva del circuito.

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  3. Dina Ferretto - 7 mesi fa

    Il mio idolo Agassi.

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