Caso Giorgi-Fit , storia di uno scontro annunciato

Caso Giorgi-Fit , storia di uno scontro annunciato

A poche ore dallo scadere dell’ “ultimatum” di domani sera , la sensazione è che lo strappo tra Camila e la Federazione sia ormai insanabile.

5 commenti

Storia di una scontro frontale  annunciato , quasi  voluto, e per questo ancor più doloroso.

Lo strappo provocato dal no alla convocazione di Camila Giorgi , desiderosa di partecipare alle qualifiche di Stoccarda anziché allo spareggio di Fed Cup  la Spagna ,  non può dirsi certamente sorprendente.

Era noto da tempo che il feeling tra l’azzurra , il suo papà coach e lo staff federale al completo fosse ,di fatto, inesistente.

Storia intricata , densa di opacità in un rapporto che, nemmeno tra Camila e le sue compagne di squadra, ha mai visto splendere il ciel sereno.

Ora,  la sensazione è che si sia   giunti al capolinea.

sergio giorgi 2

La minaccia di squalifica,  accompagnata dalla richiesta di restituzione  di un non meglio  quantificato prestito d’onore  che i Giorgi avrebbero ricevuto dalla Fit in cambio della disponibilità ad eventuali convocazioni in nazionale , segna il countdown verso una fine  annunciata.

E il tennis femminile italiano, la difesa dei colori della nazionale, i valori  su cui dovrebbero basarsi le attitudini ,e quindi le decisioni , di tutti i protagonisti di questa desolante vicenda, dove sono finiti?

Lungi dal voler esprimere giudizi affrettati o definitivi, resta comunque un interrogativo, ovvero se fosse lecito in qualche modo barattare la convocazione in nazionale con l’eventuale elargizione di somme di denaro e l’utilizzo delle infrastrutture “pubbliche” del centro di Tirrenia da parte dei Giorgi.

Sulla liceità morale di questo patto si addensano molti dubbi ; la sua stessa esistenza, di fatto,  pone tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda sullo stesso piano , un piano assai lontano dai puri valori sportivi.

Ma un patto , in quanto tale , andrebbe comunque rispettato; qualunque siano le basi su quali esso poggia, siano esse economiche  o meno.

Inoltre,  ai più non sfuggirà che il ricorso ad un  minimo di realpolitik avrebbe  forse suggerito agli esponenti della Fit  un atteggiamento meno votato allo scontro frontale.

D’altronde il panorama del tennis italiano femminile è sotto gli occhi di tutti. Con la Pennetta ormai ritirata, la Vinci in là negli anni e la sola Errani a guardia del tennis femminile italiano,  oltre la Giorgi , al momento, vi è il nulla. Ed il sospetto che così sarà per diversi anni ancora è quanto mai fondato.

Che questo conforti le osservazioni  assai critiche di papà Giorgi nei confronti dei metodi di allenamento e preparazione utilizzati in quel di Tirrenia, e il conseguente scontro perenne da questi ingaggiato con lo staff federale , è altresì certo.

Ma , come si ricordava, un patto è un patto, e andrebbe  rispettato  per il bene di tutti i soggetti coinvolti.

Ma tra questi il tennis femminile italiano vi è ancora?

Permetteteci di dubitarne.

5 commenti

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  1. Fabrizio Cesari - 10 mesi fa

    Menomale sta scarsonaaa

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  2. Claudio Salvini - 10 mesi fa

    Camila in evidente stato confusionale, il padre truffatore seriale non ha carte.
    Barazzutti evidentemente in imbarazzo, dato che avrà tentato mille volte di parlare di tennis con Camila senza ottenere un cenno, un’espressione che non fosse quella solita glaciale, granitica “noncicapisconulladestacosacredevodifaarracchettonicon’amicaaPortoD’Ascoli”
    Lasciamola andare via, non farà nulla di buono, e nel caso dovesse vincere qualcosa sarà favoloso stavolta salire sul carro della vincitrice per sfruttarla un pochino in post e articoli e poi lasciarla nuovamente nel buio che merita.

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  3. Riccardo Barbera - 10 mesi fa

    Non mi meraviglio……

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  4. Massimo Miranda - 10 mesi fa

    Brava Camila.

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  5. Andrea Baldin - 10 mesi fa

    non dimenticatevi di Karin che, al netto degli infortuni, vale la Top30

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