Conchita Martìnez e la RFET: un amore mai realmente sbocciato

Conchita Martìnez e la RFET: un amore mai realmente sbocciato

Ripercorriamo le tappe che hanno visto il rapporto fra la campionessa iberica e la Real Federacion Espanola de Tenis compromettersi in maniera ineluttabile, in un rapporto di amore ed odio che non è mai stato realmente in grado di spiccare il volo.

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Che lo spazio riservato alla meritocrazia scarseggi alquanto nel nostro infelice mondo non lo scopriamo certo oggi, ma non sono pienamente sicuro del fatto che questa consapevolezza possa essere in qualche modo giunta a soccorso di Conchita Martinez quando ieri sera l’iberica è venuta a conoscenza del suo subitaneo e del tutto inatteso discidium con la RFET, la Real Federaciòn Espanola de Tenis: è la fine di un amore mai sbocciato, di un fidanzamento mai convolato a nozze. Era il 2015 quando Inmaculada Concepciòn Martì­nez Bernat, detta Conchita (in ottemperanza a quella necessità tutta latina di trovare un soprannome a tutto ed a tutti), assumeva le redini del glorioso carro iberico, pronta a disporre di una scuderia in grado di garantirle un successo travolgente; Conchita si assumeva il duplice onere di rappresentare al tempo stesso la squadra maschile e quella femminile, un capitano a tutto tondo. Chi meglio di lei poteva d’altronde assumersi un compito tanto arduo, chi meglio di una delle più eccelse rappresentanti di un movimento tennistico che con lei ed attraverso di lei ha saputo crescere sino a pervenire agli sfarzi attuali? Chi meglio della prima tennista spagnola della storia ad aggiudicarsi il singolare femminile di Wimbledon, conquistandosi una gloria eterna e allontanando al tempo stesso l’ingombrante ombra di quella fastidiosa leggenda dei tennisti spagnoli dediti al solo mattone rosso? Conchita è stata tutto questo per il movimento tennistico iberico, ma evidentemente tutto questo non è stato sufficiente: le sconfitte premature che hanno avuto come protagonisti tanto la squadra maschile quanto quella femminile hanno indotto una federazione abituata senz’altro bene, per lo meno a livello maschile, a sentire la necessità di affidarsi a qualcosa di nuovo, di diverso, nella speranza di tornare agli sfarzi del passato. “La ringraziamo per il grande lavoro svolto negli ultimi anni, ma abbiamo deciso di apportare dei cambiamenti per affrontare nuove sfide nel 2018″ afferma la RFET nel suo comunicato ufficiale. Conchita è stata così scaricata, come un amante non più in grado di soddisfare una passione ancora ardente, scartata dopo essersi presentata sotto i migliori auspici. A nulla è servito il credito accumulato dalla tennista di Monzòn, in grado di guidare l’equipo femminile al successo in cinque edizioni a cavallo fra il ’91 ed il ’98, in grado di regalare la gioia di vedere giungere in terra iberica per la prima volta il trofeo femminile dello slam tanto ambito quanto sconosciuto sul suolo iberico: Conchita è stata scaricata, come una vecchia auto, che dopo aver prestato anni di onorevole servizio, non si dimostra più in grado di reggere l’intricato traffico cittadino.

La reazione della campionessa non si è fatta attendere; nessuno del resto dubitava del fatto che una sportiva dalla carica agonistica come quella di Conchita non avrebbe potuto accettare di buon grado un tal decisione: “Condivido la mia delusione e la mia tristezza dopo che la RFET mi ha informato che non conteranno più su di me dalla prossima stagione. E’ qualcosa di molto ingrato, perché ho preso le redini della barca quando era nella tempesta per poi essere licenziata quando c’era tranquillità ed impegno. Si supponeva che con la nuova direzione la situazione sarebbe cambiata ma è sempre la stessa cosa. Il tennis continua a non essere una priorità . In circostanze complesse ho accettato a loro condizioni ma in questa situazione non posso farlo“. Uno spirito combattivo che ha dimostrato anche in questo caso tutta la sua fierezza, la fierezza di una campionessa offesa nel suo onore, ma pronta ad accettare nuove sfide. Conchita non è però stata in grado di nascondere una certa qual dose di amarezza, un rancore latente nei confronti di una federazione che non ha saputo darle la fiducia che sperava di poter ricevere. “Mi fa male per i tifosi, con i quali condivido l’amore per il tennis e che sono sempre stati presenti., La mia motivazione e voglia continuano ad essere sempre le stesse. Mi sarebbe piaciuto continuare, ma la decisione è stata irremovibile da parte della RFET. Terminare in questo modo mi sembra un po’ irrispettoso”.

Ora Conchita è pronta per nuove sfide, e dopo aver accompagnato l’attuale numero uno del mondo, Garbine Muguruza, sino al successo sui prati dell’All England Lawn Club, in una cavalcata che ha ricordato a molti quella che la stessa Martinez fu in grado di compiere, suggellata dalla straordinaria e storica vittoria in finale contro una Navratilova alla caccia del decimo titolo a Wimbledon, sarà senz’altro in grado di sorprenderci nuovamente.

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