Sara Errani, un week-end per rinascere

Sara Errani, un week-end per rinascere

Intelligenza, grinta, carattere e soprattutto tanto cuore. Nell’incontro di Fed Cup contro la Spagna, Sara ha vinto i suoi due match di singolare mostrando segnali positivi da cui si può ripartire.

di Andrea Lombardo

A quasi 31 anni e 3 Fed Cup già vinte, Sara Errani è ancora la trascinatrice del gruppo. In questo fine settimana, l’azzurra ha distrutto Lara Arruabarrena lasciandole appena 2 games, e Carla Suárez Navarro in tre set.
In un’Italia che ha già perso giocatrici del calibro di Flavia Pennetta, ritiratasi nel 2015, Vinci e Schiavone che hanno dato l’addio alla nazionale, e Giorgi ancora in causa con la FIT, Sara Errani sembra essere l’unica certezza. Non avrebbe più alcun motivo per giocare la Fed Cup, avendola già vinta, ma l’attaccamento alla maglia è più forte di ogni altra cosa. Preferire la nazionale alle qualificazioni di un torneo importante come Doha, mettersi in gioco contro una Spagna oggettivamente più forte, con la pressione di dover vincere i propri match da numero uno della squadra: questa è Sara Errani. 
Da sempre criticata per il suo gioco, per il suo carattere, poi per il suo calo in classifica e dopo ancora per la squalifica per doping.
Oggi invece l’Italia deve affidarsi a lei, in attesa che le nuove leve entrino nel tennis che conta. Fa sorridere, però, leggere i commenti dei detrattori che davano per spacciata la Errani sia contro Arruabarrena che contro Suárez Navarro.

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Le ultime due stagioni sono state piuttosto negative per Sara, tra infortuni, cali mentali e la separazione con Pablo Lozano. Poi la squalifica per doping, arrivata come un fulmine a ciel sereno. Dopo due mesi di stop, Sara è tornata più carica che mai, raggiungendo la semifinale a Tianjin nel primo torneo dopo la squalifica. Poi ancora infortuni che segnano di fatto la fine della stagione e la separazione da Michele Montalbini e Andrea Capodimonte, i coach della federazione con cui aveva iniziato a lavorare a inizio stagione.

La stagione di Sara era iniziata con una sconfitta al primo turno ad Auckland contro Barbora Strycova, in un match lottattissimo durato quasi tre ore. Poi le qualificazioni a Melbourne non superate, perdendo da una Kumkhum scatenata che avrebbe poi sconfitto anche Belinda Bencic. Tante delusioni ma con il pensiero al ricorso del TAS di Losanna, che potrebbe squalificare nuovamente la Errani, annullare la squalifica o ridarle i punti che ha perso lo scorso anno. Non deve essere facile giocare pensando che la tua carriera potrebbe
improvvisamente cambiare a causa della decisione del TAS, ma in questo week-end Sara ha dato il massimo.

Contro Lara Arruabarrena ha giocato un tennis di qualità, che la romagnola forse non esprimeva da anni. Totalmente in controllo, sfruttando 7 palle break su 7 e perdendo il servizio solamente due volte (gli unici due games conquistati dalla spagnola).
Il match contro Suárez Navarro, si sapeva, non sarebbe stato altrettando facile.
Le due si conoscono alla perfezione, si sono affrontate 12 volte e si sono allenate insieme in tantissime occasioni. Oggi, però, non è stata una partita come le altre. In Fed Cup tutto può succedere, i ranking possono non valere, ciò che conta è il cuore. Sara vince senza faticare troppo il primo set per 6-3, e anche il secondo sembrava proseguire alla stessa maniera. Poi una chiamata errata del giudice di sedia fa sì che Sara perda la concentrazione, cedendo il set con il punteggio di 3-6.
A fine set Sara usufruisce di un toilet break per uscire dal campo con il coach Tathiana Garbin, che l’ha caricata al punto giusto. Al ritorno Sara torna ad essere quella del primo set, concentrata e precisa, vincendo il match per 6-3 3-6 6-3.
Probabilmente l’italiana pochi mesi fa non avrebbe mai vinto un match così lottato e soprattutto di questa importanza, mentre oggi è riuscita a superare le sue difficoltà.

Sara Errani
Forse parlare di una rinascita è affrettato, ma la Sara Errani vista in questi giorni non vale assolutamente il suo ranking.
Il livello espresso, la concretezza e la tenuta mentale hanno ricordato la giocatrice che per due anni è rimasta in top 10. Sperando che la sentenza del Tribunale di Losanna non porti ad un’ulteriore squalifica, possiamo dire che Sara c’è. C’è tutto ciò che serve per tornare ad alti livelli: tennis e motivazione. 
C’è chi sostiene che il calo dell’italiana sia dovuto solamente ad un tennis in evoluzione, basato sempre di più sulla potenza e sul fisico. In realtà, quando Sara esprime il suo tennis al meglio è ancora altamente competitiva e lo ha dimostrato. Senza mezzi tecnici, come i presunti esperti sostengono dalle loro tastiere, nessuna giocatrice potrebbe arrivare alla top 5, stare in top 10 per anni e raggiungere le ultime fasi degli slam per svariate volte. Soprattutto adesso che l’Italia si ritrova senza le sue migliori tenniste, è arrivato il momento di dare valore ad una tennista che lo merita.

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