Tremendina Cibulkova

La slovacca, dopo la vittoria al Masters dello scorso anno, non ha cominciato al meglio la stagione e sta un po’ deludendo le aspettative che le si erano create intorno. Fra una partita e l’altra, qualche frecciatina ad una collega in particolare: Maria Sharapova

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LA POLEMICA – In occasione del torneo di Miami, Dominika Cibulkova torna su un tema molto caldo di cui si è tanto parlato lo scorso anno, la questione doping-Sharapova. Il pretesto: gli organizzatori del torneo di Stoccarda hanno concesso una wild card alla russa, ma il torneo si gioca prima che scada il termine della squalifica della bella Maria.

La Cibulkova è intervenuta in proposito, naturalmente manifestando la propria ferma e chiara contrarietà a quanto disposto dall’organizzazione del torneo tedesco.

“Non penso sia giusto ma cosa possiamo farci? E’ ancora squalificata ma può arrivare nel torneo mercoledì, è una cosa molto strana- ha detto la numero quattro al mondo -Per me questa cosa non va per niente bene, ne ho parlato con altre giocatrici e tutte quante sono d’accordo con me, ma non dipende da noi. Le persone addette alla questione dovrebbero conoscere le regole e fare le cose giuste. Secondo me non è nemmeno giusto che le diano wild card, tutti i dopati dovrebbero ricominciare da zero” L’intervento, molto chiaro, si fa portavoce di un sentimento diffuso fra le colleghe, visto l’ampio strascico di polemiche che si è portato dietro questa vicenda, ma sembra anche frutto di vecchie ruggini fra le due. Il caratterino di Dominika era già venuto fuori lo scorso anno, quando manifestò in pubblico altre dichiarazioni di chiara antipatia verso la russa “è arrogante e piena di sè”. Una antipatia nata per chissà quali motivi probabilmente sul campo, dove le due si sono affrontate 6 volte, con un bilancio in perfetta parità, di cui tre nei Major, in cui però prevale 2-1 la slovacca.

Al di là delle questioni di merito, è proprio al campo però che la slovacca dovrebbe focalizzare la concentrazione in questo momento delicato della stagione. Quest’anno ancora non si sono visti grandi risultati, e la slovacca sembra aver perso un po’ la bussola. 

UNA BUONA ANNATA – Il 2016 è stato sicuramente un anno molto positivo per Dominika. Chiude l’anno in bellezza con la vittoria al Master di Singapore come outsider contro la Kerber, pregiandosi del titolo di “Maestra”, nonostante due sconfitte nella fase dei gironi – la particolare formula del torneo prevede teoricamente questa possibilità, che tra l’altro si era già verificata con la Halep – confermando i buoni risultati della stagione, fra cui le vittorie a Katowice, Eastebourne e Linz. Proprio grazie ai punti del Master, chiuderà la stagione al numero 5, best ranking personale (fino a quel momento).

Buoni risultati arrivati non per caso, frutto di tanti anni di lavoro che hanno portato alla maturazione del proprio gioco, da sempre viziato da un fisico decisamente ridimensionato rispetto a tante colleghe. Dall’alto dei suoi 161 centimetri (per 55kg) è una delle più “tappe” del circuito, e deve essere sicuramente dura affrontare tante colleghe “cavallone” che sono in grado di dare un peso ben diverso alla palla (basti pensare che la slovacca è alta 3 centrimetri in meno della nostra Sarita Errani). Se però è vero che nella botte piccola ci sta il vino buono, anche la slovacca è stata in grado di sfruttare le proprie caratteristiche fisiche (e il proprio caratterino) per compensare in qualche modo questo svantaggio. Sfrutta il proprio baricentro basso sia per dare tanta esplosività ai colpi offensivi, spingendo tantissimo sulle gambe arrivando a colpire in salto anche parecchio in alto, e soprattutto sui colpi difensivi, dove la lunghezza delle leve consente di arrivare praticamente in spaccata su tante palle basse e potenti. Una giocatrice molto “costruita”, che per raggiungere una buona costanza di risultati ha richiesto tanto lavoro, nonostante fosse già avvezza a qualche exploit (ma spesso nulla più, vista la altalena di risultati che l’ha contraddistinta in carriera) con le semifinali al Roland Garros 2009 e la finale persa da Li Na nel 2014 agli Australian Open.

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TANTA FATICA E POI… – col 2017 arriva sì un nuovo best ranking (attualmente al numero 4, miglior ranking di sempre per un tennista slovacco), ma più che altro per alcuni passi falsi delle colleghe dirette concorrenti. La classifica femminile è infatti abbastanza corta, e ogni buon risultato (o brutto risultato) può muovere varie posizioni. E fino a questo momento di risultati eccezionali non se ne sono visti. Varie uscite precoci, fra cui agli Australian Open e sul cemento americano appena concluso, e solo due semifinali a Doha e a San Pietroburgo. Un po’ poco per la novella “Maestra”, che se vuole davvero mettere a frutto il tanto lavoro fatto per arrivare solo nell’età della maturità a certi risultati, dovrà impegnarsi ancora di più di quanto fatto fin ora.

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