Occhio di falco sulla terra? Perché non conviene

Occhio di falco sulla terra? Perché non conviene

L’errore evidente di Cedric Mourier nella semifinale di Montecarlo ha riaperto il dibattito sulla tecnologia, riproponendo la problematica nel mondo del rosso. Ma conviene inserire un marchingegno così costoso anche in quei tornei?

A Montecarlo ha trionfato Rafa Nadal, una vittoria che significa tante cose e che riconsente allo spagnolo di riprendersi lo scettro di re del rosso. Strano ma vero, questo 2017 ha praticamente fatto tornare tutto a dieci anni fa, con Federer che domani ovunque e Nadal che si conferma al contempo unico rivale ma padrone incredibile della terra. Però questa settimana tennistica non è partita solo con questo, perché nella semifinale dello spagnolo contro Goffin c’è stato un episodio che ha fatto parlare e farà parlare ancora per un po’.

ERRORE GRAVE – Stiamo parlando dell’errore grossolano del giudice di sedia Cedric Mourier in un momento molto delicato del match: Goffin è avanti 3-2 e servizio, con possibilità ai vantaggi di portarsi al 4-2. Un rovescio di Nadal finisce lungo. Il giudice di sedia chiama l’overrule dichiarando buona la palla e facendo ripetere il punto. Goffin si spegne e Nadal riprende in mano la partita e dilaga. A pochi giorni di distanza la folla di indignados è ancora presente, anche se vagamente sopita e lo spagnolo è stato fischiato e criticato per non aver dato il punto all’avversario. Ma come si po’ criticarlo per questo motivo? Peraltro Rafa è conosciuto per essere uno dei giocatori più corretti del circuito, e non un Robin Soderling qualsiasi (lo svedese era famoso per la sua anti sportività). Affermare con certezza che la propria palla è per il 100% della sua superficie atterrata fuori dal campo avversario quando c’è appositamente un giudice di sedia che applica in modo molto convinto un overrule, pare eccessivo. E lo stesso Rafa lo ha confermato nella conferenza stampa successiva al match: «Se c’è un arbitro che scende e dice che la palla è fuori, che posso dire?». Poche parole, ma efficaci, nel pieno stile del maiorchino.

Mourier goffin

OCCHIO DI FALCO – Fermo restando che comunque una partita non può finire per un punto, e che le colpe della conclusione del match sono perlopiù del belga, incapace di rientrare in partita con la testa (bisogna crescere ancora per stare a certi livelli, quindi), va notato che semmai la discussione più interessante può riguardare le modalità in cui evitare tali tipi di errori. E subito è riemersa una corrente di pensiero che vorrebbe l’introduzione dell’occhio di falco anche sul rosso (dove non c’è per il fatto che si può vedere il segno del rimbalzo della pallina). Su alcuni siti internet, anche italiani, sono emersi sondaggi per registrare il pensiero dei lettori, con una straordinaria maggioranza a favore di Hawk Eye anche sulla terra. Ma conviene? Fermo restando che chi scrive è un convinto assertore dell’introduzione della tecnologia in tutti gli sport, bisogna anche soppesare l’utilità di tali accorgimenti. Infatti Occhio di falco è molto costoso, ed è installato solo nei tornei più importanti e solo nei campi principali (con l’eccezione di Indian Wells). Inserirlo anche nei tornei di terra significherebbe appesantire i tornei di costi proibitivi per eliminare una percentuale realistica di pochi errori. Infatti se è vero che gli arbitri possono commettere errori gravi (e si ricorda subito la Schiavone nella finale del Roland Garros 2011) va anche detto che la maggior parte delle volte il segno della palla è sufficiente a determinare la valutazione della singola pallina e che solo raramente questi errori avvengono su punti importanti. E anche le statistiche dei challenge vanno in tale direzione: il 25% delle chiamate dà ragione al giocatore. Insomma, a fronte di un grande costo ci sarebbe solo un piccolo miglioramento. E se consideriamo anche che Hawk Eye ha un margine di errore di 3,6 mm (che poco non è) mi viene subito da chiedere, ne vale la pena? Non parrebbe. In questi casi bisognerebbe forse evitare di fare del facile giustizialismo e valutare la fattispecie in tutti i suoi aspetti, anche quelli più lontani dal campo. Anche se, comunque, quella palla di Nadal era fuori e forse a Mourier un po’ di riposo andrebbe dato.

 

23 commenti

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  1. Rick Marcucci - 4 mesi fa

    Da mettere

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  2. Giovanni Pierro - 4 mesi fa

    Eliminare gli errori

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  3. Andrea Beltrami - 4 mesi fa

    La domanda é questa: Errore grossolano a favore dell’uomo che gli organizzatori volevano come vincitore del torneo in un momento in cui Goffin lo stava massacrando, oppure é stato un caso? Non lo sapremo mai…la mia opinione é che sia stato un caso, però le preferenze e gli aiutini arrivano sempre a chi fa fare audience.

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    1. Tennis Circus - 4 mesi fa

      sinceramente sembra un po’ fuori luogo pensare che gli organizzatori volessero far vincere il torneo a Rafa 😉

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    2. Andrea Beltrami - 4 mesi fa

      A Roma gli organizzatori e la FIT si!

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    3. Giovanni Rigatti - 4 mesi fa

      Guarda caso il match ha girato li’ …

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  4. Andrea Beltrami - 4 mesi fa

    Il problema secondo me é il seguente: l’occhio di falco ha 3.6mm di errore. Se la palla tocca la riga x 1mm e a occhio nudo guardando il segno la palla é dentro e l’occhio di falco dice che la palla é fuori di 1mm (con un errore di 2mm, quindi prefettamente nel range di errore) come la mettiamo?

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  5. Daniel Ercolani - 4 mesi fa

    Non si può usare l’occhio di falco perché quando la pallina tocca terra si alza la polvere l’immagine diventa non chiara ecco il motivo

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  6. Fabio Remus - 4 mesi fa

    Non capisco l’elevato costo quando i replay televisivi lo utilizzano. Allora metterlo anche in campo….non è roba da poco che abbia deciso la finale Schiavone-Li…..andavano un set pari. 3,6 mm e’ un margine piccolissimo un terzo di un centimetro….inoltre molto spesso i segni sulla terra sono tanti , possono esserci tracce di polvere che si spostano. Sono favorevole se i costi sono tanti diminuisci la quota del montepremio dei finalisti….non credo muoiano di fame.

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  7. Impollonia Alessandro - 4 mesi fa

    Certamente,mica sono tornei d’oratorio…

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  8. Stefano Grosso - 4 mesi fa

    Casuale.

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  9. Pietro Vadalà - 4 mesi fa

    Certo che si……..il montepremi è cosi alto che il falco é piu che giustificato

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  10. Gianni Proli - 4 mesi fa

    No non conviene!!!

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  11. Enrico Carrossino - 4 mesi fa

    Neppure il falco è preciso

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  12. Giulio D'Errico - 4 mesi fa

    Il problema sulla terra non è stabilire se il segno della palla sia dentro o fuori, ma capire quale sia il segno corretto in mezzo ad altri 50 mila rimbalzi.

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    1. Andrea Casagrande - 4 mesi fa

      Basterebbe tirare il campo ad ogni cambio campo..

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    2. Vladimiro Obinu - 4 mesi fa

      Andrea Casagrande sicuramente costerebbe meno….;)

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  13. Aless Io - 4 mesi fa

    Il ragionamento dell’autore dell’articolo è fluido e corretto dal mio punto di vista: una tecnologia così costosa per eliminare una percentuale di errori così bassa è sconveniente. Il rapporto costi/benefici è decisamente sfavorevole. Anche se, effettivamente, ci sono interessi economici molto elevati e quindi l’esigenza è reale giustificata.

    Vorrei però fare un’altra osservazione/domanda: visto che il problema non è stato stabilire se la palla era in/out, ma che è stato preso un segno per un altro, non poteva intervenire il giudice di linea? Sarebbe, probabilmente, bastato questo. Il regolamento dice che è l’arbitro che deve richiedere l’intervento di quello di linea, basterebbe invece mettere la possibilità a quest’ultimo di poter intervenire anche se non chiamato. Che ne pensate?

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    1. Ida Pellegrino - 4 mesi fa

      Il giudice di linea aveva chiamato la palla out ma l’arbitro ha stabilito che era buona. A quel punto il povero giudice di linea -fra l’altro molto sconcertato – si vedeva chiaramente- non ha profferito parola, forse, per non creare screzi.

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    2. Tennis Circus - 4 mesi fa

      l’arbitro era assolutamente convinto.

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    3. Aless Io - 4 mesi fa

      Esatto, ma se avesse avuto la possibilità si sarebbe alzato ed avrebbe indicato il segno giusto (probabilmente). A quel punto l’arbitro avrebbe dovuto rivedere la sua posizione. Il problema è che il regolamento non lo prevede, il giudice di linea può intervenire solo se interpellato dal giudice di sedia e non può intervenire autonomamente.

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  14. Ida Pellegrino - 4 mesi fa

    Si, anche qui ci vuole il falco. Ci sono di mezzo interessi economici e non da poco, quindi……

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  15. Si!

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