A tu per tu con Tommy Paul, star del futuro

A tu per tu con Tommy Paul, star del futuro

Il sito ufficiale dell’ATP pubblica una divertente intervista sotto forma di quiz ad uno dei più cristallini talenti della next generation a stelle e strisce: eccone qualche estratto

A Houston per l’ATP 250 su terra rossa, Tommy Paul scambia due chiacchiere, tra sorrisi e confessioni con l’ATP: idoli di infanzia, amici nel circuito, abitudini personali. 

Da quando è nel circuito professionistico, Paul ha dimenticato un po’ le abitudini di vita quotidiana, usufruendo degli agi su cui possono contare i tennisti di livello, come cucinare: “Odio cucinare. L’ultima volta che l’ho fatto sarà stato due mesi fa. Eravamo io e Reilly Opelka, non sapevamo dove mangiare e abbiamo deciso di cucinarci della pasta. Non era neanche così male, perciò è stato un successo per noi. Eravamo a Boca Raton… Siamo più tipi da ristorante.

Lui e Opelka sono ottimi amici (hanno trionfato in varie occasioni in doppio insieme), e spesso dividono la stanza durante il periodo dei tornei: “Tre giorni fa abbiamo preso una camera insieme, così si risparmia denaro (ride, ndr)“.

Diventare famosi ed essere etichettati come una star del futuro ha i suoi pregi e i suoi difetti: non devi più sbrigare tutte quelle faccende che ci sono quando sei ancora un tennista amatoriale, come incordare le racchette o affittare il campo… O forse no. “Probabilmente ho incordato la mia ultima racchetta due anni fa. Fino a quel tempo ero solito incordare tutte le mie racchette, perciò ho iniziato a comprarle già incordate. Rompo troppe corde… Ogni 40 minuti ne rompo alcune, tre o quattro al giorno. Ho imparato a incordare attraverso persone che lo sapevano già fare e video su YouTube. Con la macchina incordatrice è semplice. Tornavo da allenamento e dovevo incordare le mie racchette, era terribile, mi dicevo ‘Non voglio farlo mai più’. Per quanto riguarda i campi, durante la preseason, quando ero a casa mia in New Jersey, per allenarmi ho dovuto affittarli e pagare”.

Americano, giovane, già nell’agenzia che segue gente come Federer, Del Potro e Dimitrov; facile immaginare quali siano i suoi idoli d’infanzia: “Cinque mesi fa mi sono allenato con Andy Roddick ad Austin, Texas. Era il mo idolo da bambino, allenarmi con lui per una settimana è stato fantastico. Ma la settimana scorsa a Miami ho chiesto a Roger Federer se potevo fare una foto con lui“.

 

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