Dopo gli addii di Pennetta e Vinci, quale futuro per il tennis azzurro ?

Dopo gli addii di Pennetta e Vinci, quale futuro per il tennis azzurro ?

Con una Camila Giorgi che tarda a esplodere, e un battaglione di teenager che navigano oltre la posizione 300 del Ranking Wta, ci prepariamo a vivere anni bui?

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Non è passato neppure un mese dall’ ultima partita ufficiale di Flavia Pennetta, con l’assegnazione della Fed Cup si è appena conclusa una stagione che a noi italiani ha regalato momenti che resteranno scolpiti nella nostra memoria.

La finale forse irripetibile degli US Open ci porta inevitabilmente a porci un interrogativo: con l’ addio di Flavia, e quello annunciato per la fine del 2016 di Roberta Vinci, cosa dobbiamo aspettarci per il futuro del tennis italiano? Attualmente nelle prime posizioni della classifica, troviamo stabilmente Sara Errani, che già da alcuni anni dimostra di potersela giocare anche con le migliori, ma i suoi limiti fisici e un servizio inesistente le impediscono di compiere quel salto di qualità che nel tennis moderno è diventato sempre più legato alla forza fisica, piuttosto che al talento e alla tecnica.

2012 US OPEN

Oltre alla Errani, il futuro più immediato potrebbe avere le sembianze e il nome di Camila Giorgi, ma quella che si era affacciata al grande palcoscenico come una predestinata, negli ultimi anni ha fatto sorgere più di un dubbio: la marchigiana classe 1991 dotata della potenza e del servizio che mancano a Sara Errani, non è stata in grado finora di capitalizzare al meglio il talento di cui dispone, capace di grandi prestazioni anche contro le big, ma al tempo stesso in grado di perdere con avversarie ben al di sotto del suo livello, non trovando quella continuità di rendimento che in classifica non la vedono andare oltre la trentesima posizione; come diceva un celebre spot televisivo:”La potenza è nulla senza controllo…”

Fra le tenniste che già conosciamo, anche Karin Knapp, onestissima lottatrice, ormai ventottenne,che però non sembra in grado di andare oltre quello fatto vedere fino a adesso: qualche exploit nei tornei minori (due vittorie in carriera), e una presenza costante nel ranking fra la 35esima e la 60esima posizione.

Ala luce di tutto questo, il vuoto lasciato da Flavia Pennetta, sembra poter essere incolmabile, ma dietro alle solite note, cosa c’ è  nel panorama tennistico italiano? Esistono delle giovani atlete che potrebbero rappresentare un ricambio generazionale,o siamo destinati ad anni di malinconici ricordi dei bei tempi che furono?

Le speranze non mancano, sono molte infatti le giovani azzurre, che possiamo trovare, scorrendo le pagine del ranking Wta, con un età compresa fra i 18 e i 23 anni, la maggior parte sconosciuta al grande pubblico, e impegnate nei Futures, e nel circuito ITF,  alla ricerca di quei punti e di quell’ esperienza utili per avvicinare posizioni di classifica in grado di garantire altri palcoscenici.

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Un discorso a parte va fatto per Nastassja Burnett, ormai 23 anni compiuti per la romana di origini polacche, che nella sua pur breve carriera ci aveva fatto sognare, con una presenza allo US Open del 2012, dopo aver superato le qualificazioni, e soprattutto al Foro Italico del 2013, dove fu capace di eliminare la francese Cornet e di guadagnare l’ accesso al secondo turno. Un ascesa costante per la Burnett, che grazie anche ai successi nei tornei Itf ( 5 affermazioni per lei), continuava a scalare il ranking, fino all’ aprile del 2014, quando raggiunse la posizione numero 121, facendo sognare un futuro ai vertici. Ma il sopraggiungere di una serie di infortuni, ultimo dei quali, un problema al gomito, che ha reso necessario l’ intervento chirurgico, hanno interrotto l’ ascesa di Nastassja, costringendola a quasi un anno di assenza, con conseguente crollo in classifica, dove attualmente è in 379esima posizione, ma soprattutto sembra essersi smarrito quel talento che faceva così ben sperare.

Oltre alla Burnett possiamo trovare tante altre azzurre, che attualmente si piazzano fra la posizione numero 300 del ranking e la 600, dalle più esperte Martina Caregaro (23), Gaia Sanesi (23), passando per Martina Trevisan (22), fino ad arrivare alle teenager Jessica Pieri (18), Bianca Turati (18), Georgia Brescia (19), e Jasmine Paolini (19).

Se a livello quantitativo le azzurre non mancano, a livello di qualità il rischio di prepararci a vivere anni bui è più che concreto, da una parte le ultime promesse annunciate, che oltre alla Burnett sembrano essersi perse per strada, è il caso di Gioia Barbieri (best ranking 170 Wta, ora 320), e della già citata Caregaro (270 Wta), dall’ altra parte le giovanissime, apparentemente talentuose, come ad esempio Jasmine Paolini, osservata speciale già da un paio di anni, ma non ancora in grado di centrare un risultato che accenda la fiammella della speranza e che ci faccia intravedere una nuova Flavia.

Insomma, se in campo maschile i vari Marco Cecchinato, da poco entrato nella top 100 e Matteo Donati, con i suoi vent’ anni, al numero 171 del ranking, lasciano sperare in un futuro dignitoso, per un eventuale dopo Seppi, o dopo Bolelli, in campo femminile regna l’ incertezza più assoluta, e attualmente la speranza che possiamo cullare è quella di vedere in primis il brutto anatroccolo Camila Giorgi diventare il bel cigno che tutti ci aspettiamo di vedere, e poi chissà se qualcuna delle giovani talentuose riuscirà a fare quel salto di qualità che garantirebbe il ricambio generazionale.

Siamo nell’epoca delle vittorie in Fed Cup, di Francesca Schiavone che trionfa a Parigi, delle “cichis” numeri uno del mondo in doppio, e di Flavia Pennetta che sbanca New York, ci siamo abituati bene, è difficile anche solo pensare a un domani senza nessuna azzurra in grado di proseguire questa epoca.

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