Noah Rubin, ottiene la wild-card per gli Australian Open 2016

Noah Rubin, ottiene la wild-card per gli Australian Open 2016

Noah Rubin, numero 339 Atp, si aggiudica una wild card, per il primo Major del 2016 e prosegue la sua rincorsa ai vertici.

Commenta per primo!

Il 19enne nativo di New York,  uno dei cinque giovani americani presenti nele prime 350 posizioni del Ranking, farà il suo debutto nel primo Major della prossima stagione, dopo essersi aggiudicato lo USTA’s Australian Open Wild Card Challenge.

Rubin, dopo aver preso parte allo US Open dello scorso anno, ha ottenuto il diritto di volare a Melbourne, con il maggior numero di punti accumulati nel circuito US Challenger indoor, grazie alla sua vittoria di Charlottesville, di tre settimane fa, e alla sconfitta in finale del suo connazionale Taylor Fritz, nel torneo appena concluso a Champaign.

“Probabilmente è stata la prima volta, in cui ho dovuto sperare nella sconfitta di qualcun’altro, per aggiudicarmi qualche cosa; è un risultato che non mi aspettavo, ma sono felice di poter vivere questa nuova esperienza, in un torneo, a cui non ho mai partecipato, nemmeno nela categoria junior, presto andrò in Australia, per cercare di abituarmi alla temperatura e al clima, sono molto eccitato per questa nuova avventura”.

“Il mio obiettivo? Non darmi obiettivi, tutto a volte può succedere in fretta, e l’ importante è essere mentalmente pronti, sono uscito dalla scuola da numero mille della classifica, ora sono 350, e basterebbero un paio di risultati positivi per entrare nei primi 250”.

Rubin, è stato il tredicesimo teenager ad aggiudicarsi un Challenger nel 2015, il più vecchio fra i suoi “colleghi”, in un gruppo che comprende atleti come Fritz, Coric, Zverev, Chung, Donaldson, e Kokkinakis.

Attualmente alla posizione numero 339, Noah Rubin, è il quinto teenager americano, preceduto da Fritz, Donaldson, Tiafoe, Paul, e prima di decidere di proseguire la sua carriera da professionista, ha trascorso un anno alla Wake Forest University; nel 2015 per lui anche la vittoria a Wimbledon fra gli junior.

“Il tennis è uno sport di longevità, e la maggior parte degli atleti raggiunge l’ apice del proprio rendimento a 27 anni, io voglio cercare di essere mentalmente e fisicamente pronto a vivere questo “viaggio”, ora ho un allenatore che mi segue, e non un entourage come può avere Djokovic, e insieme a lui voglio continuare la mia crescita per essere pronto a confrontarmi coi migliori”.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy