Zverev vs. Fritz: è solo l’inizio

Zverev vs. Fritz: è solo l’inizio

Nel ATP500 di Washington è andata in scena la prima sfida tra Zverev e Fritz nel circuito ATP. L’ha spuntata, piuttosto nettamente, il tedesco, ma possiamo stare certi che ne vedremo molte altre in futuro per una possibile rivalità del futuro prossimo venturo del tennis mondiale.

E siamo 1 a 0 per Alexander Zverev su Taylor Fritz. I due giovani più promettenti del circuito mondiale si sono sfidati nella prima partita di una sfida che, stiamone certi, caratterizzerà il tennis mondiale nei prossimi anni. Questo primo atto è andato in scena nell’ATP500 di Washington, in un primo turno davvero interessante.
Il futuro è senz’altro nelle mani di questi due talenti, classe 1997. In piena ascesa entrambi, al momento perà con il tedesco chiaramente più forte, non solo per quanto fatto vedere a Washington ma soprattutto per l’autorevolezza con cui si sta confrontando già dalla scorsa stagione con il gotha del tennis mondiale. Più in ritardo, non solo in termini di classifica, appare Fritz, ma questo potrebbe non significare nulla, perché entrambi sono ormai stabilmente nella top100, sebbene sarà l’anno prossimo, specie per lo statunitense, l’anno del primo banco di prova, quando avrà in scadenza i punti conquistati quest’anno.

Taylor Fritz, Michael Mmoh

Il match di Washington è stato però già indicativo delle caratteristiche tecniche dei due. Fritz, lo sconfitto, appare molto dipendente dal suo ottimo servizio. Questo colpo è la chiave del suo gioco, gli consente di girare attorno di dritto che è già in grado di manovrare verso ogni direzione del campo. Ancora scarsa appare la propensione a seguirlo verso rete, perché la tendenza è quella di renderlo un vincente alla prima occasione possibile, anche quando magari la posizione non è quella giusta. Retaggi da junior? Può essere, ma di sicuro la tendenza è chiaramente quella, per intenderci alla Andy Roddick, ma con un rovescio che è più solido già adesso di quello dell’ex numero 1 americano. Il tallone d’achille del ragazzone statunitense è però la difesa, ed è là che Zverev lo ha pizzicato più di una volta, specie dalla parte del dritto in movimento.

zverev-3

Quanto al tedesco, che conosciamo tutti molto meglio per averlo più volte e su diverse superfici in azione, l’idea è quella di un giocatore completo, piuttosto universale, capace di giocare con efficacia su tutte le superfici. Difficile dire quale sia infatti quella che predilige, ma di sicuro i fondamentali del n. 27 del ranking ATP hanno poco da invidiare ai migliori del circuito: quello che manca è di sicuro la continuità e, talvolta, un chiaro disegno tattico per scardinare le difese altrui. Ma c’è tempo, tanto.

Questo rivalità, in nuce, potrebbe però arricchirsi di tanti elementi di contorno affascinanti. Per cominciare la rivalità Europa – USA, un grande classico del tennis all time. La differenze di stile: più scapestrato il tedesco, biondo con i capelli lunghi, più fumantino, pacato e determinato il ragazzo tutto muscoli e serietà statunitense, silenzioso, sempre spavaldo nello sguardo ma con modi da college. Vedremo se, come prevediamo, potremo parlarne in futuro non certo per un primo turno in un ATP500, ma in qualche finale di livello ancora maggiore. Le premesse ci sono tutte.

1 commenti

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  1. Massimo Miranda - 10 mesi fa

    E’ solo merdaccia.

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