I magnifici otto di Londra: Novak Djokovic

I magnifici otto di Londra: Novak Djokovic

Novak Djokovic si presenterà alle ATP World Tour Finals di Londra non solo da grande favorito, ma da dominatore del 2015. Dopo un’annata straordinaria, condita da 10 titoli e sole 5 sconfitte, Nole avrà l’ennesima occasione per scrivere la storia del tennis.

Mancano ormai poche ore all’inizio delle ATP World Tour Finals, ultimo torneo del 2015 che incoronerà il Maestro di questa stagione. Ma, indipendentemente dal risultato finale, il 2015 ha già un suo padrone: Novak Djokovic, numero 1 al mondo. Il serbo, come ha ammesso, sta vivendo il periodo migliore della sua vita, e quest’anno ha instaurato un dominio a tratti imbarazzante, che ha davvero pochi precedenti nella storia del nostro sport. Dall’Australia a Wimbledon, passando per New York, Nole ha messo in campo un tennis solido e brillante, preciso e aggressivo, con cui ha soffocato ogni tipo di avversario: non è riuscito a scalfirlo, salvo rare eccezioni, Roger Federer, che si è dovuto arrendere quattro volte al suo strapotere. Non ce l’ha fatta Rafael Nadal, che ha dovuto cedere lo scettro del Roland Garros. E ha fallito anche Andy Murray, che è ancora alla ricerca di una chiave di svolta negli scontri diretti contro il Djoker. L’unico che è riuscito a metterlo in difficoltà, procurandogli anche una bruciante sconfitta, è Stanislas Wawrinka, che nella finale del Roland Garros ha tirato fuori una prestazione mostruosa.

Ma la sconfitta, l’ennesima, a Parigi, non può certo cancellare la schiacciante superiorità che Djokovic ha dimostrato sul resto del gruppo. Sono 10 i titoli conquistati, tra cui spiccano, ovviamente, le vittorie all’Australian Open, Wimbledon e agli Us Open, oltre a ben sei 6 Master 1000. Sono 6.815 i punti che lo separano dal numero 2, Andy Murray, nel ranking ATP, e, come se non bastasse, la somma dei punti dello scozzese e del numero 3, Federer, è inferiore al totale dei suoi punti. Alla fine della stagione, il primo giocatore al mondo può vantare 72 vittorie e sole 5 sconfitte, con in più il record di successi ai danni dei top-10. Ma il dato più mostruoso, che più di tutti testimonia un dominio incredibile, sono le quattordici finali raggiunte su quindici tornei giocati. E se consideriamo tutti questi numeri, otteniamo il quadro completo di un giocatore semplicemente fuori portata per il 99% del circuito.

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Ma questi sono, appunto, solo numeri, che non riescono a dare un’idea del reale strapotere che Djokovic ha imposto nel 2015. La cosa che più sorprende, è la sensazione di imbattibilità che ha permeato ogni suo incontro. Basti pensare che sono stati solo quattro i tennisti in grado di avere la meglio contro di lui. Dopo una sconfitta a Doha del tutto giustificabile, contro il bombardiere Karlovic, è cominciata la sua cavalcata vincente durata diversi mesi. Il primo grande trionfo è arrivato agli Australian Open, dove ha conquistato il quinto titolo in carriera, record nell’Era Open. Dopo un’altra battuta di arresto contro un Roger Federer deluxe a Dubai, Nole ha ottenuto la doppietta Indian Wells-Miami, per la terza volta in carriera, la seconda consecutiva, ennesimo record. Anche i Master 1000 sul rosso gli hanno regalato soddisfazioni, coni l secondo titolo a Monte-Carlo e il quarto a Roma. Ma quando tutto sembrava pronto per il primo, agognato alloro al Roland Garros, si è messo in mezzo Stan Wawrinka, che ha tirato fuori una prestazione quasi paranormale; ovvero il requisito minimo per battere Djokovic in uno Slam. Ma, da grande campione, il serbo ha guadagnato da una sconfitta così bruciante ancora più forza, e con prepotenza si è preso i trofei di Wimbledon e degli Us Open, raggiungendo la doppia cifra a livello Slam. Insomma, in pochi mesi Djokovic ha scritto e riscritto la storia del tennis.

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A Londra, tanto per cambiare, avrà un’altra occasione per macinare l’ennesimo record. Ha infatti la possibilità di diventare Maestro per la quarta volta consecutiva, cosa mai riuscita a nessuno. Dopo il trionfo nel 2012, ai danni di Federer, e nel 2013, contro Nadal, Nole ha conquistato il torneo anche l’anno scorso, e in particolare non perde in un torneo indoor da tre anni.

Sembra davvero difficile che Djokovic non porti a Belgrado anche la coppa delle ATP World Tour Finals, che sarebbero il perfetto coronamento di una stagione che è probabilmente la migliore di sempre. Ma il 2015 non è solo record e numeri per Nole, ma è soprattutto la definitiva presa di consapevolezza del suo vero valore e della sua possibilità, più concreta che mai, di raggiungere e superare, dopo una carriera passata ad inseguirli, Roger Federer e Rafael Nadal.

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