I magnifici otto: Gael Monfils, tra genio e sregolatezza

I magnifici otto: Gael Monfils, tra genio e sregolatezza

Grazie ad un 2016 a dir poco straordinario il francese è riuscito a qualificarsi per le ATP Finals, per la prima volta in carriera. La collaborazione con Tillstrom sembra avergli donato la maturità che tanto gli mancava per poter compiere quel definitivo salto di qualità, sarà mentalmente ma sopratutto fisicamente pronto ad un appuntamento così importante?

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“La Monf”, come gli piace esser chiamato, è il sesto qualificato alle ATP World Tour Finals, risultato raggiunto al termine di una stagione fantastica. Merito del suo successo va di certo a Mikael Tillstrom, allenatore del parigino da ottobre 2015, il quale gli ha donato quella maturità che tanto mancava per poter raggiungere i grandi risultati, certo ci sono ancora alcune lacune da colmare ma lo svedese è determinato a completare la sua opera. Un ulteriore miglioramento potremmo vederlo proprio settimana prossima all’O2 Arena di Londra.

UN ANNO DA RICORDARE – La stagione per il transalpino è iniziata direttamente dagli Australian Open, senza aver disputato alcun torneo di preparazione. Nello slam australiano raggiunge i quarti di finale, senza però aver sconfitto qualche nome di spicco, fermato poi dal canadese Milos Raonic. Nei mesi successivi non fa segnare importanti risultati, ad eccezione della finale a Monte Carlo, dove è sconfitto da Rafael Nadal solo al terzo set. In seguito, anche a causa di problemi fisici, non brillerà particolarmente, costretto anche a saltare il Roland Garros. I successi tornano nella seconda metà di stagione, dove a Washington conquista il suo primo ATP 500 della carriera, battendo in una finale rocambolesca Ivo Karlovic, finora quello americano rimane l’unico titolo stagionale. Alle Olimpiadi è costretto ad arrendersi nei quarti di finale a Kei Nishikori, in una battaglia conclusasi al tie break. Ma l’exploit maggiore arriva a Flushing Meadow, dove raggiunge la semifinale dopo aver disputato un torneo a dir poco perfetto, senza perdere neanche un set fino alla sfida con Novak Djokovic, tanto contestata e fischiata dal pubblico per la svogliatezza con cui il francese stava affrontando il match. Dopo gli Us Open, Monfils raccoglie solo una semifinale a Tokyo ed un secondo turno a Shangai, prima di subire una cocente sconfitta contro Gastao Elias a Stoccolma, successivamente il tennista parigino è costretto a saltare gli ultimi appuntamenti della stagione, per prepararsi al meglio in vista delle Finals.

UN TORNEO NON IMPOSSIBILE – Qualche giorno fa sono stati sorteggiati i due gruppi delle ATP Finals, il transalpino è stato inserito nel gruppo Ivan Lendl assieme al serbo Novak Djokovic, al canadese Milos Raonic ed all’austriaco Dominic Thiem. Insomma a parte l’ex numero 1 al mondo, il sorteggio non sembra dei più difficili: con un Raonic non al pieno delle sue forze, ritiratosi a Parigi a causa di un problema al piede e con un Thiem arrivato stremato in questo finale di stagione, il francese può davvero dire la sua e qualificarsi per la semifinale in quella che sarebbe la sua prima presenza qui all’O2 Arena di Londra. Nel gruppo John McEnroe sono stati sorteggiati: Andy Murray, Stan Wawrinka, Kei Nishikori e Marin Cilic, in caso di arrivo al secondo posto affronterà con ogni probabilità il nuovo numero 1 al mondo. Inoltre “La Monf” si sente pronto e fiducioso per questo torneo: “Il finale di stagione è sempre duro, ma mi sento molto fiducioso perché ho vinto tante partite. E sento che il mio gioco non è lontano dal miglior livello, quindi guardo alle Finals con un atteggiamento positivo e con tante speranze.”

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