I magnifici otto: Rafael Nadal

I magnifici otto: Rafael Nadal

Rafa Nadal si presenta alle ATP finals, dopo aver vissuto la stagione più difficile della sua carriera. Nell’ultimo mese sembra aver però lanciato segnali di ripresa, che Nadal vedremo a Londra?

Le ATP finals non sono mai stati il torneo di Rafa Nadal, che conta all’attivo due finali perse e zero titoli in nove partecipazioni. Difficile pensare che lo sarà in questo 2015, stagione di tormenti e smarrimenti per il mancino di Manacor che per la prima volta dal 2004 lo ha visto a secco di Slam e di Master 1000.
Dopo un inizio di stagione difficile, sconfitto all’esordio a Doha e nei quarti a Melbourne, si sperava che la sua amata terra rossa gli avrebbe donato una nuova linfa. Ed invece no, la vittoria di Buenos Aires è stata solo una falsa illusione, la stagione sul rosso lo vedrà abidcare a Madrid e soprattutto Parigi, dove non perdeva un match dal 2009, quando la sconfitta contro Soderling fu il manifesto di una delle sue annate più difficili.

 

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La storia si è ripetuta anche quest’anno, dove a sconfiggerlo però è stato un Djokovic in versione deluxe, un caduta che lo porterà a scivolare alla decima posizione mondiale, ad undici anni dall’ultima volta. Le dichiarazioni di Rafa all’indomani di quel match, “questa sconfitta non mi sorprende”, sono indicative del momento buio che si potrarrà di fatti anche a Wimbledon (sconfitta al secondo turno), nella stagione sul cemento americano (mai oltre quarti di finale), per avere il suo culmine nell’ultimo Slam dell’anno, dove viene sconfitto al terzo turno da Fabio Fognini.

Unico acuto in estate la vittoria ad Amburgo, un ATP 500, che rimarrà di fatti il torneo più prestigioso vinto in questo 2015, ed il terzo dopo Buenos Aires e Stoccarda.
Dopo aver aiutato la Spagna a restare nel world group di Coppa Davis, Rafa si ripresenta sul circuito decisamente galvanizzato. Fa bene a Shanghai (semifinale) e soprattutto a Basilea, dove arriva all’atto finale perdendo da Roger Federer, mentre a Parigy Bercy si ferma ai quarti contro Wawrinka, tornando comunque n.5 del mondo.

Il colpo di coda di questo finale di stagione, non è sufficiente per parlare di un Nadal ritrovato, ma nelle ultime apparizioni lo si è visto più competitivo e sicuro di sè, anche se ancora orfano di quella cattiveria agonistica che lo ha contraddistinto in tutta la sua carriera.
A Londra non sarà di certo il favorito, in questo momento Murray, Federer e soprattutto Djokovic, sembrano essere ancora molto distanti.
L’impressione però è che Rafa stia scaldando i motori per tornare ai vertici nella prossima stagione, pronto a smentire coloro che lo danno per finito.

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